25 novembre: Patria, Minerva e María Teresa Mirabal

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le-sorelle-mirabal-mariposas-03Patria, Minerva e María Teresa hanno 36, 34 e 24 anni, sono tre sorelle dominicane e vivono ad Ojo de Agua, sotto la dittatura di Rafael Leónidas Trujillo, un ex soldato che si è messo in politica e ha fatto carriera, fino a farsi nominare Benefattore della Patria e Padre della Patria nuova. Per comprendere che tipo di persona sia questo Trujillo basterà raccontare ciò che è passato alla storia come “il massacro del prezzemolo“. Il regime di Trujillo ordina il massacro della minoranza haitiana presente sul territorio della Repubblica Dominicana e lo fa attuando questo metodo: ad ogni soldato viene affidato un mazzo di prezzemolo, che dovrà mostrare alle persone che incontrerà per strada, chiedendo cosa sia. Chi saprà pronunciare correttamente la parola, sarà ritenuto dominicano, chi non ci riuscirà, sarà considerato straniero, quindi eliminabile.

Con questo metodo, nell’ottobre del 1937 in soli cinque giorni vengono massacrati tra i 20.000 e i 30.000 haitiani, molti dei quali nati in Repubblica Dominicana.

Questo per raccontare che tipo di benefattore sia stato Trujillo.

Le tre sorelle Patria, Minerva e María Teresa hanno aderito al movimento 14 di giugno con il nome di Las Mariposas (le farfalle) e per questa motivazione vengono arrestate assieme ai rispettivi mariti e condotte in carcere. Dopo qualche tempo le tre donne vengono rilasciate, mentre i mariti continuano a essere torturati.

Il 25 novembre del 1960 Patria, Minerva e María Teresa sono in auto e stanno andando a trovare i loro mariti, quando i soldati di Trujillo le fermano. Le fanno scendere. Le scortano in un angolo appartato di una piantagione di canna da zucchero. Lì, le uccidono a bastonate assieme al loro autista. Dopo il massacro, i soldati rimettono i corpi in auto e spingono l’auto da un precipizio, per simulare un incidente.

Nessuno ci crede. La vicenda delle tre Mariposas barbaramente uccise fa indignare il popolo.

Un anno dopo, anche Trujillo è in auto con il suo autista quando un colpo di fucile lo ammazza mentre corre verso la città che ha ribattezzato col suo nome. I suoi familiari e tutti coloro che lo hanno appoggiato sono costretti a lasciare la Repubblica Dominicana.

Per questo il 25 novembre è il giorno contro la violenza sulle donne.

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2 commenti

  1. Stavo per fare click su “Mi piace”… e poi ho deciso di commentare. Perché mi fa impressione dire “Mi piace” quando si parla di violenza sulle donne. Anche se è fatto a proposito.
    Io non ho voluto fare un post sul tema. Per pudore. Però ne ho “ribloggato” uno che mi piaceva più degli altri. Se stamattina avessi visto questo, avrei preferito riportare il tuo.

    1. Grazie, grazie soprattutto per non aver semplicemente cliccato “mi piace” ma per aver condiviso il tuo pensiero. Credo che parlare, condividere sia uno dei modi per combattere tutte le violenze del mondo.
      P.S. il pezzo che hai ribloggato è molto bello 🙂

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