Le 8 morti più traumatiche degli anime della mia infanzia

Ciao lettori! Avevo scritto questo post lunedì ma è un periodo in cui tutto si accavalla e non riesco a fare nulla come vorrei. Volevo anche aggiornarvi sulle mie ultime letture e prima o poi riuscirò a fare tutti i video che ho in programma di girare per il canale (iscrivetevi!), nel frattempo però seguitemi su Instagram, spesso nelle “stories” pubblico i miei progressi nella lettura (e tante altre scemenze!). 

Detto ciò, altra comunicazione di servizio: su Pink Magazine Italia di ottobre ho esordito con una nuova rubrica dal titolo “poco esplicativo”: Binario 9 e 3/4. Di cosa vi parlerò mai? Ma di fantasy, ovviamente! In questa prima puntata, vi consiglio qualche libro per iniziare ad amare questo genere. Pink Magazine Italia è consultabile gratuitamente (clicca sul link) e il mio pezzo lo trovate a pagina 25!

sepa-corona

Ma passiamo ora all’argomento del post: le 8 morti più traumatiche degli anime della mia infanzia. I Giapponesi sanno essere geniali e crudeli allo stesso tempo. A volte penso ai cartoni e ai manga della mia infanzia e mi domando come ho fatto ad arrivare all’età adulta senza traumi. E poi capisco che, invece, i traumi ci sono tutti: ecco perché ho deciso di elencare qui i momenti peggiori, quelli che hanno forgiato l’adulta disturbata che sono oggi!

UNO.

La morte di Sutomo – Mimì e la nazionale di pallavolo

Sutomo… chi è Sutomo, vi starete giustamente domandando. Sutomo è il fidanzato di Mimì, il ragazzo che lei ama e che non serve a nulla, durante la storia (ecco perché non ve lo ricordate). La morte di Sutomo, oltre che straziante, è di un’inutilità imbarazzate, in linea con l’esistenza stessa del personaggio: il poveretto (bravo ragazzo, leale, generoso e dunque votato alla morte), ha lasciato la scuola per aiutare nel negozio di frutta e verdura il padre malato, è talmente innamorato di Mimì e la aspetta pazientemente, anche se lei è sempre in giro e impegnata a diventare la giocatrice n. 1 al mondo, mentre lui vende le zucchine al mercato. Alla fine, correndo verso il palazzetto dello sport col suo furgoncino ricolmo di zucchine allo scopo di vedere la partita della sua amata, Sutomo cade in un burrone e muore. Ahia.

LIVELLO DI DISAGIO: 8

[Bellissimo il titolo spoiler che mannaggiatutto puoi anche spegnere la TV e andare a farti un panino tanto ormai sai già tutto e la teca nella quale, in ospedale, tengono la testa di Sutomo.]

DUE.

La morte di Jeremy – Jenny la tennista

Anche qui, feels con la vanga. Jeremy (Jin nella versione originale) è l’allenatore e la persona più importante nella vita di Jenny, ragion per cui (nella logica dei nostri cari sadici autori giapponesi) dovrà SCHIATTARE. Jeremy è malato da tempo di leucemia e morirà dopo un torneo in cui Jenny si piazza al secondo posto. Il melodramma è insito nella ragazza, per cui ai funerali si getterà urlando sulla tomba coperta di fiori del suo maestro e darà spettacolo, facendo piangere tutti ancora di più.

LIVELLO DI DISAGIO: 9

[Quanto era lugubre questa scena? Io ho visto questa puntata da bambina e mi è rimasta stampata nel cervello come il ghigno di IT]

TRE.

La morte di Anthony – Candy Candy

La morte di questo personaggio è stata traumatica non tanto per il personaggio in sé (che mi stava pure antipatico, io ero innamorata del “cattivo ragazzo” Terence… già da piccola avevo capito tutto dell’amore, sì) ma perché era l’unico spiraglio di gioia per la sfigatissima Candy, l’unico a difenderla nell’eterna lotta Candy Candy VS Resto del Mondo. Durante una battuta di caccia alla volpe, Anthony, per salvare la povera bestiola (gioia, cosa non hai capito della caccia alla volpe?) finisce con la zampa del cavallo nella trappola destinata all’animale, viene disarcionato, finisce a faccia a terra e muore. Seguono fermi immagine di Candy con gli occhi sbarrati e la bocca aperta che L’urlo di Munch in confronto è Tonino Guerra nello spot sull’ottimismo. Successivamente, a Candy viene pure data la colpa della morte di Anthony, per una logica che ancora non è ben chiara a nessuno (serve ad aggiungere dolore al dolore, non preoccupatevi, tutto normale). Comunque questo è solo l’inizio e una minuscola goccia dell’oceano di sfiga nel quale la bionda codino-munita sguazzerà per tutta la durata dell’anime.

LIVELLO DI DISAGIO: 8+

[Abituatevi subito, sembrano dire gli autori, questa sarà la faccia che Candy avrà per tutto il corso della storia, man mano che le tragedie si dipaneranno davanti ai suoi occhi]

QUATTRO.

La morte del signor Morris – Lovely Sara

Il signor Morris, ossia il papà di Sara, non è mai stato protagonista di questo allegrissimo anime ispirato a La piccola principessa di Frances Hodgson Burnett, ma la sua morte segna l’inizio della catena di crudeltà e sfighe che la protagonista dovrà subire fino alla fine della storia. Il signor Morris è il ricco e affettuoso papà di Sara, che è dolce e generosa e anche un ottimo partito, tanto che al collegio la trattano tutti come una principessa. Miss Minci, la direttrice del collegio, una delle tante emanazioni di Satana, prova una sudditanza al limite dell’imbarazzante per la ricchissima miss Sara Morris e le lecca talmente tanto il culo che in confronto Filini sembra il subcomandante Marcos. Ma questo stato di cose non può durare a lungo, perché in contrasto con la prima regola dello Sfiga Club: la protagonista deve essere orfana. Quindi, dopo appena qualche puntata, il papà crepa e in aggiunta al dolore per la sua dipartita, c’è il fatto che la lascia povera in canna e piena di debiti: la piccola principessa diventa così la piccola fiammiferia e inizierà, proprio nel collegio dove un tempo era stata osannata, il suo calvario. Ma la cosa davvero traumatica è come la notizia della dipartita del padre viene data da Miss “Satana” Minci alla piccola: nel bel mezzo della sua festa di compleanno, la vecchia stronza interrompe i festeggiamenti per annunciare, con voce rabbiosa, la notizia:

«Miss Morris, devo dirle una cosa su suo padre»
«Cosa, Miss Minci?»
«É morto.»

‘Mmazza, ha studiato psicologia infantile con Erode, la vecchia.

Cadono tazze, che si spaccano sul pavimento come si conviene in questi casi. La povera Sara quasi non ci crede. Miss Minci s’incazza perché la bambina sembra restia a credere a una notizia così ben annunciata.

E come se non bastasse le strappa via la tiara dalla testa, cacciandola a pedate dal suo collegio. Sappiamo che poi Sara resterà lì a lavorare come “sguattera”. Sì, non “cameriera”, proprio “sguattera”, malmenata e umiliata costantemente, soprattutto da quella stronza di Lavinia. Le resta solo il conforto di Priscilla, la bambola con cui la piccola e folle Sara parla.

LIVELLO DI DISAGIO: 8+

«É così, è morto di febbre tropicale. E nella sua miniera non è stato trovato neanche un diamante»

CINQUE.

La morte di Kim Brandell – Prendi il mondo e vai

Anche qui, c’è una svendita vantaggiosissima di rara sfiga. Il destino colpirà duro i protagonisti di questo dramma animato, già segnati da imbarazzanti capigliature a panettone. Ci sono due gemelli, uno bravissimo, l’altro incapace. Il primo ha pure la fidanzata, il secondo non se lo filerà mai nessuno. Il primo, naturalmente, è destinato al bacio della Fredda Signora. Kim muore eroicamente arrotato da un’automobile nel tentativo di salvare un bambino, lasciando così il gemello a sobbarcarsi l’onere di diventarne la controfigura, sia nel gioco (Kim era un asso del baseball) sia in amore.

LIVELLO DI DISAGIO: 6

[Questa cosa che per sancire la fine della vita di una persona deve arrivare il tovagliolo sulla faccia deve finire]

SEI.

La morte di Matthew – Anna dai capelli rossi

La verità, miei cari, è che ne ha uccisi più Anna della peste bubbonica. Ad oggi sono 4 i padri (veri e adottivi) che la dolce fanciulla è riuscita a far fuori con la sua terribile sfiga.
Quando è ancora neonata, i veri genitori di Anna muoiono a causa di una epidemia, la bambina viene adottata dai signori Thomas.
Il signor Thomas muore finendo sotto un treno.
Anna viene adottata dai signori Hammond.
Anche il signor Hammond muore, stroncato da un infarto.
A questo punto, si sarebbe già dovuta diffondere la voce sull’alone funesto che circonda la bambina e invece nulla…
Anna viene adottata ancora una volta, dai fratelli Cuthbert, Marilla e Matthew. E indovinate un po’?
Anche Matthew muore d’infarto.

LIVELLO DI DISAGIO: 9+

«Guarda il suo volto Anna, non ci si può sbagliare» le dice la vecchia vicina di casa, che sa benissimo che il povero Matthew non l’ha stroncato un infarto ma la presenza funesta dell’orfanella.

SETTE.

La morte di Gigi – Nel magico mondo di Gigi

Gigi è una bambina di 12 anni, principessa del regno della fantasia, inviata sulla Terra con la missione di far tornare a sognare gli esseri umani e di riavvicinare così il suo mondo a quello terrestre dopo che i due mondi si erano completamente staccati e allontanati l’uno dall’altro. Bene. Molto bene. Gigi, sulla Terra, viene adottata da una coppia sposata senza figli, peccato che a un certo punto, dopo tante avventure, pure per Gigi venga il momento di pagare il suo debito con la Sfiga: in questo caso, la morte della protagonista avviene con una dinamica che è il non plus ultra del disagio. Un camion (non una semplice auto, non una moto, una bici, una cosa meno dolorosa) sta per investire un bambino, per evitarlo l’auto-articolato si dirige su Gigi, accoppandola all’istante. Seguono scene di funerali e cimiteri che tanto bene hanno fatto ai piccoli spettatori della mia generazione.

LIVELLO DI DISAGIO: 9

[Ho trovato la scena solo in francese, ma le immagini spiegano benissimo i profondi traumi lasciati da questo dannato episodio]

OTTO.

La morte di André – Lady Oscar

Qui non si tratta solo della morte del mio personaggio preferito di Lady Oscar (sono abituata a veder schiattare i miei preferiti): si tratta proprio del male che è stato fatto, volontariamente e con gioia, a questo personaggio fin dall’inizio. André è l’uomo che tutte vorrebbero: bello, coraggioso, leale, innamorato pazzo. Un maschio così nella realtà non esiste, negli anime, invece, si va ben oltre la fantascienza, perché un maschio così non solo esiste ma viene pure friendzonato un giorno sì e uno pure e nella maniera peggiore. Il povero e dolce Andrè è innamorato di Oscar ma Oscar non se lo fila minimamente per tutta la durata del cartone, perché innamorata del conte di Fersen che, a sua volta, liquida Oscar con una delle peggiori frasi della storia non solo degli anime ma proprio dell’umanità (“Oscar, siete il mio miglior amico”), Andrè deve pure consolarla, in quanto migliore amico di Oscar, poi a un certo punto non ce la fa più e decide di affrontarla pronunciando la famosa frase: “Una rosa è una rosa, anche se essa sia bianca o rossa. Una rosa non sarà mai un lillà” (va beh, Andrè, non importa per l’italiano ti vogliamo bene lo stesso). Oscar, che non capisce mai niente, lo schiaffeggia. Ma il Purgatorio di Andrè non termina qui: per un incidente perde un occhio, la perdita della vista si ripercuote sulla sua salute, Oscar continua a ignorarlo perché ormai ha deciso che sarà solo maschio, lui la segue per difenderla dovunque, nonostante tutto, poi finalmente Oscar, nel bel mezzo della Rivoluzione Francese, si accorge di lui e André riesce a perdere la verginità con il suo amore di sempre. Ma non pensiate che finisca qui, perché il giorno dopo il Karma (cioè i sadici autori) si ricorda di lui e, raggiunto da una pallottola, André muore (il giorno dopo muore pure Oscar, comunque).

LIVELLO DI DISAGIO: 10

André: Ma mica sto morendo? Proprio ora che finalmente ho avuto una gioia?
Oscar: Nooooo, macché. Non è proprio possibile essere così sfigat…

[Qui è il vento che copre la faccia di André con il lenzuolo]

Bene, amici miei. Vi è piaciuto ricordare le morti più traumatiche degli anime anni ’80?
Ce n’è qualcun’altra che ho tralasciato e che ha traumatizzato voi?
Fatemi sapere!

Ti potrebbe interessare:

7 commenti

  1. Onestamente, una morte peggiore di Aki, la “fidanzatina” di Kappei in Zambot 3, fatta esplodere come bomba umana, devo ancora trovarla in un anime…

  2. ti sei dimenticata la scimmietta di Remi che malata di polmonite si reca lo stesso allo spettacolino col suo tamburello e muore nella piazzetta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *