Accademia del Bene e del Male vol. 2, Soman Chainani (recensione)

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buongiornoÈ un periodo complicato, l’estate è sempre così: ma non sono del tutto scomparsa. Lo dimostra una nuova recensione, quella di un romanzo che ho dovuto interrompere più volte per fare spazio alle letture “obbligatorie”. Finalmente sono riuscita a completare la lettura di “Un mondo senza eroi”, secondo volume dell’Accademia del Bene e del Male, la serie creata da Soman Chainani e pubblicata in Italia da Mondadori. Il primo volume mi aveva conquistata (trovate la recensione qui), il secondo l’ho trovato più lento, ma il finale mi è piaciuto, in ogni caso sono felice di sapere che a breve uscirà il terzo in Italia e poi un quarto (uno spin-off se ho capito bene). Ma andiamo con ordine: ecco le info tecniche:

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Titolo: L’Accademia del Bene e del Male. Un mondo senza eroi
Autore: Soman Chainani
Editore: Mondadori
Pagine: 443
Prezzo: 17,00 euro

Trama

Da quando Agatha e Sophie sono fuggite dall’Accademia del Bene e del Male sono diventate autentiche celebrità: hanno infranto le regole e vissuto la Fiaba fino in fondo, si sono conquistate il Lieto Fine che volevano e sono tornate, cosa mai successa. E ora fanno ciò che ci si aspetta da loro. Agatha si lascia imbellettare e vestire di rosa da Sophie che, ormai incapace di tenere a freno la cattiveria, è sempre più insopportabile. Finché l’amica, esasperata, si pente di avere scelto quel Lieto Fine e si rende conto di volere un principe per la sua storia. Basta quel piccolo momento di debolezza perché tutto ricominci da capo. Agatha e Sophie si ritrovano all’Accademia, dove però tutto è cambiato. Che fine hanno fatto le due scuole del Bene e del Male? E dove sono finiti tutti gli eroi, i principi, i maschi?

recensione

Dove eravamo rimasti? Sophie e Agatha, dopo essersi affrontate in una guerra sfiancante e senza esclusione di colpi, con la bionda, popolare, bellissima Sophie trasformata in un’orrida strega malvagia e la cupa, antisociale e non certo popolare Agatha che ha assunto il ruolo di principessa e dunque eroina buona della fiaba. Agatha si è innamorata di Tedros, figlio di Artù e Ginevra, il classico principe delle fiabe (biondo, bello, non molto intelligente d’aspetto, ma di cuore buono!) e lo ha strappato alle grinfie di Sophie.

Dicevamo della lotta fra le due ex amiche: crudele, senza esclusione di colpi, violenta. Eppure alla fine, non è l’Amore a trionfare nel Lieto Fine, o almeno non l’amore classico, quello che ci si aspetterebbe suggellato da un bacio fra principe e principessa, fra Tedros e Agatha, con la vecchia e brutta strega sconfitta e infelice per sempre. No. Perché all’ultimo momento, Agatha non sceglie Tedros, il suo amore, ma la stessa Sophie. La bacia e quel bacio di vero amore, dà un’impronta completamente diversa alla fiaba. Le due tornano a casa e quando le ritroviamo, all’inizio del libro, sembrano apparentemente felici.

Agatha, però, non ha dimenticato il suo Tedros e non riesce a soffocare il desiderio di rivederlo, baciarlo, insomma di cambiare il Lieto Fine scelto. Ed accade allora proprio questo: i desideri inconsci di Agatha riaprono la fiaba, le due ragazze si ritrovano di nuovo nell’Accademia, solo che la scuola ora è profondamente diversa.

Il bacio tra Agatha e Sophie ha cambiato tutto: i maschi si sono sentiti inutili, all’eroe della fiaba è stata preferita un’eroina. Così i ragazzi si sono ritirati in quella che prima era la Torre del Male, mentre le ragazze si sono rifugiate nella Torre del Bene e ora vivono in uno stato perenne di allerta, con una guerra sempre sullo sfondo e nell’odio reciproco. Una situazione anche peggiore di quella di prima… in più Agatha proprio non riesce a soffocare il suo amore per Tedros e Sophie inizia ad accorgersene, terrorizzata all’idea di perdere l’amica, farà di tutto per tenerla stretta a sé e fra le due ragazze si metterà anche l’inquietante Preside delle Ragazze, che nasconde diversi segreti.

Riusciranno Sophie e Agatha a restare amiche nonostante tutto? E Tedros riuscirà a perdonare la sua principessa per averle preferito l’amica? E che ne sarà dell’Accademia?

Troverete tutte queste risposte nel secondo volume dell’Accademia, un libro che affronta con il sorriso e un acume eccezionale il tema della lotta fra i generi, tema attualissimo, ancora più attuale se pensiamo alle innumerevoli discussioni sul tema del gender. L’autore prende i luoghi comuni delle fiabe, come già fatto nel precedente volume, e li smonta, mettendoli alla berlina, approfondendo ciò che succede dopo il classico “e vissero felici e contenti”. Le fiabe ci dicono che il principe bacia la principessa e tutti vivono felici, ma è proprio vero? E se la principessa, invece, decidesse di non baciarlo?

E poi le ragazze hanno sempre davvero bisogno di un ragazzo che le salvi?

La risposta sembra proprio “no”, eppure anche la guerra di genere è profondamente sbagliata: perché la guerra fra maschi e femmine è altrettanto stupida. Ciò che ho davvero apprezzato di questa serie, a parte lo stile umoristico e con venature dark dell’autore, è questa riflessione così attuale e intelligente su tutto quello che nelle fiabe (e quindi nel sentire comune) è dato per scontato: i ragazzi sono eroi, cavalieri coraggiosi, e salvano principesse dolci e bionde in pericolo. E se la principessa non è bionda, non è dolce, può essere comunque una principessa? Anche se sa cavarsela da sola? E a quel punto, che ruolo può avere il principe?

Nonostante l’abbia trovato più lento del precedente, le idee continuano a essere buone. Un libro che farei leggere nelle scuole, agli adolescenti confusi, a chi ancora crede che i maschi siano destinati a combattere e le femmine ad aspettare, che l’amore finisca col bacio del vero amore e non continui. L’amore continua, su sentieri impervi, solitari e a volte oscuri. E l’amore non è solo quello fra principe e principessa, ma anche fra principessa e principessa, fra principe e principe.

Un romanzo avvincente, intelligente, divertente con la giusta dose di atmosfere dark, che riapre il libro delle fiabe e ci permette di sognare un finale diverso. Consigliato ad adulti, bambini, ragazzi, anziani: a tutti quelli che il Lieto Fine vogliono costruirselo da soli!

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