#AcidoAcida: Grillo, Vespa, la Santacroce, i libri e la pazzia

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Facebook si uccide ogni giorno a chiedermi quali esperienze mi hanno riempito di orgoglio a scelta fra

1) votare
2) fare il servizio militare
3) fare volontariato
4) perdere peso
5) smettere di fumare
6) diventare vegetariana
7) decidere di donare gli organi.

Visto che

1) votare è ormai più sofferenza che orgoglio
2) il servizio militare non mi compete (né per legge, né per inclinazione)
3) l’unico volontariato che faccio con costanza è non prendere a paccheri la gente che incontro
4) perdere peso, come smettere di fumare e diventare vegetariana, sono eventualità puramente chimeriche anche nell’ipotesi di più e più realtà parallele
5) se considero la cartella clinica degli ultimi mesi, salvo nettamente più vite se non dono alcun organo.

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Le mitiche domande di Facebook. A cosa stai pensando? Al tuo fidanzato, agli alieni o ad ammazzare i vicini?

Visto tutto ciò, chiedo che venga introdotta altre opzioni: sono arrivata a mercoledì con ancora 5 euro nel portafogli, il che mi riempie di immenso orgoglio. Inoltre non ho ancora mandato affanculo nessuno, questa settimana (non a voce, insomma). E poi ho finito la prima stagione di Vikings e ho scritto una nuova recensione per Fantasy Planet e, udite udite, in questo momento sto aggiornando il blog!

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Molto bello Vikings, ve lo consiglio. C’è anche una trama, ma ora non me la ricordo.

Questa è la giusta sconclusionata premessa ad un post che non c’entra una mazza né con facebook, né con l’orgoglio, né con nessuna cosa citata prima. Benissimo, l’importante è ragionare sempre a mente lucida.

Volevo lasciarvi pillole (rigorosamente psicofarmaci) di riflessione su due avvenimenti dei giorni scorsi nel caso qualcuno di voi se li fosse persi o per colpa di un potentissimo attacco di narcolessia o perché rapito dai marziani o perché chiuso in casa a dare un senso alla propria vita su instagram (a proposito aggiungetemi, io sono @queenpuppet la ragazza che finge che il mondo non stia andando in fiamme),

Il meglio di MAGGIO è questo, per ora (lo so, non è ancora finita, di certo dopo il 25 ci saranno nuove mirabolanti avventure visto che i Grillini conquisteranno la Galassia)

1) POLITICA ITALIANA: GRILLO VS VESPA E IL (PERENNE) RITORNO DI BERLUSCAZZO

La cosa più inquietante e dolorosa del confronto televisivo fra Grillo e Vespa non è stato assistere allo sputacchiante comizio di Grillo che ormai è andato oltre Hitler, oltre l’Umana Specie, oltre la peggiore distopia orwelliana e pure oltre gli Alieni dritto verso il pianeta Mentecattus, ma constatare che Vespa ne è uscito come un vero giornalista. Quasi un maestro zen. E ho tifato pure per lui. Insomma: ‘na tragedia.

Poi c’è lui, il solito, l’unto del Signore, colui di cui non ci liberemo mai, manco in caso di esplosione nucleare, perché come i ratti o gli scarrafoni (e mi scusassero le due categorie per il paragone) non schiatta. Berlusconi, tra le altre minchiate a ruota libera, ha affermato:

Se doveste dare i vostri risparmi a Grillo e Renzi o a Berlusconi che non hai mai messo le mani nelle tasche degli italiani e ha fatto 40 riforme, voi a chi li dareste?

Allora, qua il problema è che di risparmi non ce ne sono, ma se ce ne fossero io me li terrei per me e non li darei a nessuno, men che meno a te, che con tre anni di stipendio mio ci paghi una mignotta minorenne per farti fare la lap-dance sul tavolo. Abbi la decenza di morire di una morte molto dolorosa, please.

Detto ciò a me non è che Renzi piaccia, ma, ditemi quello che volete, non ce la faccio a metterlo sullo stesso piano con questi due pezzi d’idioti. La verità è che stiamo veramente inguaiati. Oh bella ciao ciao ciao. Ciao.

Sul fronte letteratura non andiamo meglio:

2) LETTERATURA ITALIANA: IL CULO DELLA SANTACROCE & I DIECI LIBRI DI FABIO VOLO

IL 12 MAGGIO si è chiuso il Salone del Libro di Torino e anche quest’anno io sono rimasta a casa. Vabbè. Nonostante la presenza del Fratello, di recente trasferitosi nella città delle mummie egizie (e delle mummie in generale, a giudicare dai racconti di strade vuote e silenziose anche alle 23 di sabato sera, quando normalmente per le strade delle nostre terronie cittadine si stanno consumando orge e baccanali), non sono riuscita ad andare, trascorrendo il weekend a mangiarmi le mani. Non l’ha presa bene neanche Isabella Santacroce, la quale ha reagito con la solita proverbiale compostezza postando su instagram il suo culo, cioè il mezzo con cui crea le sue storie.
In un primo momento ho pensato che la Santacroce non viene invitata al Salone del Libro perché quello che scrive è roba così (da Luminal)

Davi: hai paura?
Demon: di svanire Davi, ho paura di svanire
Davi: tienimi così
Demon: e tu hai paura?
Davi: quando non ci sono fate dai capelli di fata
Demon: quando non ci sono né eclissi né canti
Davi: ma solo roghi che incendiano costellazioni scintillanti.

O roba così (da Destroy):

Ascoltami. Sono sola e in lacrime dentro una chiesa vuota. L’incenso acre soffia sui ceri accesi. Torta di compleanno piena di terrore. Qualcuno intoni un Happy Birthday denso di riverberi.

Qualcuno chiami un dottore, presto.

Il culo di Isabella Santacroce
Il culo di Isabella Santacroce

Dunque, al Salone del Libro non l’hanno cagata e io pensavo che fosse perché come scrittrice fa cagare. Però poi ho visto che hanno invitato Fabio Volo e quindi la motivazione meritoria è decaduta, dunque ho pensato che oltre a far cagare non l’hanno invitata perché è una svitata che non s’incula più nessuno (nonostante la timidissima richiesta postata su instagram).

Purtroppo invece a Fabio Volo continuano ad incularselo e quindi si può permettere di fare le liste dei dieci libri della sua vita e di citare Conrad, Garcia Marquez e Dostoevkij senza che nessuno si alzi in piedi e gli agevoli cinque dita in faccia urlando: SCUSA, MA ALLORA COME CAZZO FAI A SCRIVERE COSI’ UNA MERDA?

Sono sicuro, nel sonno, di svegliarmi in una casa in riva al mare, dove ho trascorso tutta la notte con la donna che amo, vivendo con lei momenti di assoluta felicità. Il rumore delle onde ha accompagnato prima la veglia, poi il sonno, abbracciati nel tepore dei nostri corpi nudi.
Mi sveglio invece in una camera d’albergo a Parigi e, pur sapendo ormai di uscire da un sogno, continuo a sentire il delicato rumore delle onde del mare.
Ma a Parigi non c’è il mare!

Presto, portategli la droga.

“Costruire un rapporto”: quante volte ho sentito questa frase. Ma i rapporti non si costruiscono, si vivono e nel viverli si rafforzano.

E tanto perché lo sappiate: dopo la domenica viene il lunedì.

Detto ciò, visto, rilevato e considerato si delibera che:

NON CI POSSIAMO SALVARE.

Bevete e non state lì a pensarci, prima o poi il Drago Shenron arriverà anche per noi.

Non rompete le palle, io miracoli non ne faccio più.
Non rompete le palle, io miracoli non ne faccio più.

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