#AcidoAcida: la beneficenza a Salerno

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A Salerno le serate di beneficenza per aiutare la mensa dei poveri si fanno in questo modo (esperienza di questo weekend): organizzi un bel concerto rock in un posto fighissimo e all’ingresso ci metti la malvagia strega dell’Ovest a riscuotere l’offerta a piacere.

Anche loro sono specializzati in beneficenza!
Anche loro sono specializzati in beneficenza!

Attenzione: se il cartello dice “offerta a piacere” non vuol dire a piacere tuo, ma a piacere SUO (della strega dell’Ovest) e infatti il listino prezzi varia a seconda dell’orario:

Dalle ore 21.00 alle ore 22.00 l’offerta a piacere (suo) è di 5 euro.
Dalle ore 22.00 alle ore 00.00 la beneficenza è quotata in borsa DIECI euro ad ingresso.

Noi che siamo entrati tra le 21.00 e le 22.00 rientriamo nella beneficenza low badget, un amico che ha fatto ritardo ed è entrato dopo è rientrato suo malgrado nella beneficenza “golden”.

Io volevo dare 3 euro, ma sono stata guardata come una pezzente. Ora, non è che a me la causa non interessi, è che la crisi c’è pure per me. La malvagia strega dell’Ovest mi ha redarguito dicendo (con tono piccato, come se le avessi spappolato l’alluce sotto la scarpa): “no guarda, è a piacere l’offerta, ma tutti stanno mettendo almeno cinque euro”. Se tutti si buttano nel cesso, non è che io mi ci butto per emulazione, no? Io ho sempre pensato che tutto è relativo e che i 50 centesimi donati da una persona che a stento se li può permettere hanno un valore molto più profondo di 100 euro donati da un milionario che si potrebbe permettere ben altro. Ma lasciamo stare, io ho idee romantiche: a Salerno si fa la beneficenza vera, invece! La malvagia strega dell’Ovest continua: “il gruppo che suona poi dobbiamo pagarlo”. Ma quindi la mia “offerta” serve a pagare il gruppo, non un pasto caldo per un senzatetto? Non era più semplice scrivere sul cartello: “offerta minima 5 euro?”, non si imbrogliavano le persone e tutti erano molto più sereni.
Va beh, soprassediamo. E’ la beneficenza a Salerno!

Anche quando vai al bar a prendere da bere, sei “costretto” a fare beneficenza.
Ecco la testimonianza di un amico:

Amico: “Salve, vorrei un cocktail”
Barista beneficente: “Due sono dieci euro”
Amico: “Sì, ma io ne voglio uno solo”
Barista beneficente: “Ah, ma io non ho resto…”
Effettivamente in questo mondo difficile, cosa scarseggia di più, se non le banconote da cinque euro?
E l’amico è stato costretto a prendersi due cocktail.

Spero vivamente che questi soldi siano serviti davvero per sfamare un bisognoso e non per la nuova colata di gel della supercafona all’ingresso.

La beneficenza a Salerno, una storia vera.

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