#AcidoAcida: lo iettatore parassita sfigato

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Prima di iniziare voglio fare un appello alla Musa della Santa Pazienza:

Oh, Musa aiutami a dire cose cattive facendole sembrare un complimento, così come si usa nella società civile. Aiutami a non usare il sarcasmo con le persone, che un posticino in paradiso (in quello dove scorrono fiumi di latte e miele, però) non dispiacerebbe manco a me. Aiutami a far capire al prossimo che non scrivo cose cattive sulle persone perché sono brutta, antipatica e invidiosa. Non solo per questo, almeno. Le scrivo perché, purtroppo, nel mondo esiste gente che non puoi fare a meno di pigliare per il culo. Certo, pigliare per il culo e basta, scuotendo la testa o inarcando le sopracciglia all’ennesima stronzata che esce dalle loro labbra potrebbe essere sufficiente ma… oh Musa, mi hai già abbandonato. Ma io sono nata col SARCASMO. E’ una malattia, lo so. Mi rende antipatica, lo so. Non importa. Sarcasmo è bello. Sarcasmo è vita. Oh, Musa, addio…

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Cominciamo.

Il caso umano di oggi è lo iettatore sfigato parassita. Sì, lo so, iettatore, sfigato e parassita tutto insieme sembra un po’ troppo: esistono, lo giuro. Ci sono anche alcuni dagherrotipi che li raffigurano così come sono nella realtà.

Ecco un vero Iettatore Parassita Sfiagato appena sveglio, prima di truccarsi
Ecco un vero Iettatore  Sfigato Parassita appena sveglio, prima di truccarsi

Un tempo, quando non esistevano i social network, se eri sfigato restavi sfigato, potevi andare in giro a dire che eri imparentato con Claudia Schiffer, ti avrebbero riso dietro e basta.

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Oggi, grazie a facebook e soci, anche il caso umano più caso umano può vivere i suoi 15 minuti di notorietà, inventare cose magnifiche sulla sua vita e con un po’ di twitter e un po’ di instagram riuscire pure ad avere un seguito di fan. Alcuni di questi casi umani meriterebbero un’esistenza lunga al massimo 15 minuti (la stessa lunghezza della loro notorietà, insomma), ma purtroppo molti sopravvivono anche all’evidente mancanza di materia grigia e anzi, proliferano, si riproducono e mettono radici.

Charles Darwin
“Non ci credo. Si riproducono davvero nonostante tutto.”

Dicevamo, hanno pure un seguito di gente ancora più sfigata che li invidia o li ammira o crede a tutto quello che dicono di loro stessi. Ma si dà il caso che costoro, prima o poi, dovranno alzare le chiappe dal pc, dovranno uscire, anche solo per andare a fare la spesa, dovranno incontrare gente… insomma: si riveleranno nella loro intrinseca ed estrinseca imbecillità.

Possono dunque accadere due cose:

1) vengono sommersi di coppitielli dietro la schiena (coni di carta arrotolata) e presi per il culo finché morte non li separi (dalla vita)

2) trasferiscono dai social network alla vita reale il tentativo di sembrare meno sfigati di una puntata di Candy Candy e vengono, così, presi comunque per il culo, ma alle spalle.

Candy... Candy... svegliati, cazzo! E che palle!
“Candy… Candy… svegliati, cazzo! E che palle! Che vita di merda.”

Come riconoscerli?

A) Forte aura negativa. Appena compaiono all’orizzonte si spezzano le croci, il gallo canta tre volte, i gatti neri si menano davanti alla tua macchina facendo il gesto dell’ombrello, le scale ti piombano sulla noce del collo, muoiono i primogeniti maschi, le cavallette t’invadono casa, Gigi D’Alessio fa un nuovo CD, ecc. ecc. insomma… PORTANO MALE!

Ciao! Tutto bene?
“Ciao! Tutto bene?”

B) Sproloquio. Non sputano MAI  a terra, manco se gli manca il fiato, manco se stanno per avere un coccolone, manco se impallinate il loro deretano col fucile a pallini di vostro nonno. No. Loro parlano, continuamente. Questo è scientificamente spiegabile col fatto che essendo il loro cervello una vallata sconfinata con in sottofondo le musiche di Ennio Morricone e rotolanti piante secche, non hanno molte cose a cui pensare e per avere la certezza di non essere clinicamente morti devono ascoltare la propria voce (mentre voi morite dentro, sì).

A volte vorrei soltanto qualcuno con cui parlare...
“A volte vorrei soltanto qualcuno con cui parlare…”

C) Disturbo narcisistico della personalità. Per questo tipo di persone alla definizione clinica di “Sè grandioso” si deve sostituire il “Sè grandioso, onnipotente, bello, fèscion, tu sei invidioso/a di me, ecc. ecc.” che porta tali soggetti ad auto-convincersi di possedere immense capacità, soprattutto intellettive ed artistiche e di essere l’oggetto dell’invidia e del rosicamento di buona parte del globo terracqueo. Vi racconteranno di mirabolanti avventure che hanno vissuto negli anni passati (e se a voi pare strano data la forte concentrazione di tristezza a palate presente, è perché a quel tempo il drappo della sfiga non era ancora calato su di loro).

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In confronto a loro, la Justice League of America è un gruppo di mattacchioni in calzamaglia.

D) Presunzione. Sono fermamente convinti che la loro opinione conti veramente qualcosa. Parlano di loro stessi come se fossero i protagonisti di un romanzo ottocentesco. Non conta se tu hai chiaramente più competenze in un certo campo: per partito preso, loro sono meglio di te. Ne sanno di più. Pensano che tu li invidi. Certo, non fanno un cazzo da mane a sera, ma è per scelta. Perché hanno già dato. Avrebbero vinto un Nobel, se non ci fosse stata tanta tanta invidia intorno a loro.

E) Imitazione. Sono peggio dei cinesi: copiano tutto. Copiano abiti, stili di vita, modi di fare, modi di parlare. Sono un tarocco della vita. Non avendo nulla di originale, raccattano pezzi di esistenza qui e là e se ne appropriano, con la convinzione di saper fare tutto meglio. Vivono sulle spalle della gente. Voi fate una cosa, qualche giorno dopo, zacchete, la fanno pure loro (facendo finta che sia tutta farina del loro sacco, eh!). Fanno un collage e alla fine risultano coerenti come un Picasso. Non si accorgono che, beh, il mondo lo sa che sono sfigati. Si capisce, eh. E’ solo che non ve lo dicono in faccia.

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“Quasi quasi ci credevate, vero?”

F) Disturbo bipolare. Soffrono chiaramente di psicosi maniaco depressiva: oscillano fra il “sono il re del mondo” e “nessuno mi vuole bene”. Nel primo caso tutti sono invidiosi e portano male. Nel secondo caso, tutti sono invidiosi e portano male.

D) Eccessiva indifferenza. Apparentemente vivono in uno stato di atarassia. Hanno raggiunto il nirvana. Vedono i mini pony  per casa. Parlano con gli spiriti. Comunicano con i venusiani. Ma, in realtà, hanno la stessa calma interiore di Antonio Zequila quando Adriano Pappalardo gli ha nominato la madre. Provate a dire che non siete d’accordo con loro.

Sono una persona calma e piena d'interessi culturali
“Sono una persona calma e piena d’interessi culturali”

La spiegazione di tutti questi atteggiamenti è molto semplice.

1) Limitata o nulla attività sessuale. Insomma, non chiavano abbastanza. Può sembrare semplicistico ma è così: le ultime ricerche scientifiche dimostrano che la gente che non ha una regolare e soddisfacente vita sessuale finisce per impazzire come Jack Torrance. Astieniti oggi, astieniti domani, et voiltà: ci si trasforma in una ciucciuettola insoddisfatta. Chiavate, gente, chiavate.

2) Insoddisfazione. A dispetto di quanto vogliono far credere, vivono una vita interessante come un’intervista di Marzullo, piena di pretese ma povera di sostanza, ragion per cui sono costretti ad “inventare”.

"Sono troppo felice."
“Sono troppo felice.”

Come affrontare lo iettatore parassita sfigato:

1) Fategli credere che volete un suo consiglio, portatelo in un posto buio e silenzioso, chiudetelo dentro e buttate via la chiave. Quando si troverà solo con se stesso morirà di noia.

2) Fategli “tap tap” con la mano sulla schiena, sussurrandogli “come ti invidio, come ti invidio…” e poi, all’improvviso, urlategli in faccia: “coglione, scherzavo!!!”

3) Comprate i pop corn. Tra le deliranti e altissime opinioni che ha di sé e la percezione completamente sballata ed egocentrica che ha del mondo, c’è materiale per un’intera saga di “ai confini della realtà”.

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