Titoli di anime tradotti da ubriachi

titoli di anime tradotti da ubriachi

Buongiorno amici, oggi parleremo dei titoli di anime tradotti da ubriachi. Sì, perché dev’essere questa la ragione che ha spinto alcuni traduttori a prendere delle licenze poetiche così, diciamo, bizzarre nei confronti dei cartoni animati giapponesi.

I cartoni animati degli anni ’80 (Candy Candy, Kiss me Licia, Lady Oscar, ad esempio) avevano titoli leggermente diversi dagli originali, ma mantenevano una certa sobrietà (almeno io non ricordo grandi stravolgimenti, ma aiutatemi anche voi!)

Poi, da un giorno all’altro, un tizio ha deciso di mettersi a tradurre usando il dizionario come una roulette russa, sparando parole a caso che dovevano sembrare poetiche ma che invece sono un mix tra magniloquenza e supercazzola.

Siete pronti a ridere (e a piangere) con me scoprendo quali sono i titoli di anime tradotti da ubriachi? Eccoli!

Titolo originale: Gokinjo Monogatari
Traduzione letterale: I racconti del vicinato

Titoli di anime tradotti da ubriachi
Per la serie “Titoli di anime tradotti da ubriachi”: Curiosando nei cortili del cuore

Mi sono sempre domandata… ma cosa sono e soprattutto dove si trovano “i cortili del cuore”? Gli esseri umani hanno un quartiere residenziale dentro di loro e non lo sanno?

Titolo originale: Kaze no naka no shōjo kinpatsu no Jenī
Traduzione letterale: Jeanie, la ragazza bionda nel vento

Titoli di anime tradotti da ubriachi
Per la serie “Titoli di anime tradotti da ubriachi”: Fiocchi di cotone per Jeanie

Dunque: i fiocchi di cotone richiamano la schiavitù degli afroamericani, ok, ma in realtà la storia è incentrata sulla vita di Jeanie e i fiocchi di cotone si vedono solo nella sigla e poi perché Jeanie dovrebbe volere dei fiocchi di cotone e, comunque, la ragazza bionda nel vento, non era semplicemente meraviglioso, porca miseria?

Titolo originale: Majikku Naito Reiāsu
Traduzione letterale: Magic Knight Rayearth

Titoli di anime tradotti da ubriachi
Per la serie “Titoli di anime tradotti da ubriachi”: Una porta socchiusa ai confini del sole

Ed ecco ancora un esempio di fanta-edilizia: qui abbiamo addirittura i confini del sole, dove si troverebbe questa fantomatica porta (socchiusa). Che vi siete bevuti, traduttori? Datelo anche a noi, sembra buonissimo!!! 

Titolo originale: Mizuiro Jidai
Traduzione letterale: L’età color acquamarina

Titoli di anime tradotti da ubriachi
Per la serie “Titoli di anime tradotti da ubriachi”: Temi d’amore d’amore tra i banchi di scuola

Dunque. Calma. L’età color acquamarina per i giapponesi è la fase pre-adolescenziale, perché l’anime è tutto incentrato sui primi turbamenti dei protagonisti. Ora capisco che in Italia non avrebbe avuto molto senso tradurlo così com’è, anche perché è stato talmente censurato che dei primi turbamenti non è rimasto nulla, ma inventatevi comunque qualcosa, usate la fantasia, ma non quella malata che vi ha fatto tradurre “L’età color acquamarina” in un titolo che non significa assolutamente NULLA.

Titolo originale: Marmalade Boy
Traduzione letterale: Ragazzo-marmellata

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Per la serie “Titoli di anime tradotti da ubriachi”: Piccoli problemi di cuore

Va beeeene, ragazzo-marmellata era davvero troppo, capisco il tentativo, ma definire “piccolo problema di cuore” un probabile incesto è, quanto meno, un eufemismo, non trovate? (La sapete, vero, la storia di Marmalade Boy?)

Titolo originale: Slayers
Traduzione letterale: Assassini

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Per la serie “Titoli di anime tradotti da ubriachi”: Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina

Qui siamo al capolavoro. La parola “Assassini!” era troppo. L’Associazione Genitori non voglia! Ed ecco un titolo che, qualunque cosa significhi, è a prova di genitore scassapalle: sfido anche il più rompipalle tra i genitori a trovarci un senso. Well done, drunkers!

Titolo originale: Kimagure Orenji Rōdo
Traduzione letterale: La capricciosa strada degli aranci

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Per la serie “Titoli di anime tradotti da ubriachi”: È quasi magia, Johnny

“È quasi magia, Johnny” non so perché mi ha sempre ricordato la pubblicità – terra-terra – di un detersivo per i panni. “Guardate come escono bianchi i vostri capi! È quasi magia!”. Il titolo originale, invece, era semplicemente bellissimo.

Titolo originale: Kaitō Seinto Tēru
Traduzione letterale: La ladra Saint Tail

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Per la serie “Titoli di anime tradotti da ubriachi”: Lisa e Seya, un solo cuore per lo stesso segreto

Riprendiamo la serie di titoli censurati dall’Associazione dei Genitori Scassapalle: ladri e assassini via dal mondo, benvenute gemelle siamesi che condividono un unico muscolo cardiaco.

Titolo originale: Atakkā Yū!
Traduzione letterale: Attacker You! (Attaccante!)

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Per la serie “Titoli di anime tradotti da ubriachi”
: Mila e Shiro due cuori nella pallavolo

Questo titolo ha dato vita a uno dei più grandi fraintendimenti della storia: tutti ci siamo domandati, almeno una volta, perché, se l’anime si chiama Mila e Shiro, Shiro compare in tre puntate in croce, non facendo altro che brillare, e poi nessuno lo caca più? 

Titolo originale:  Tatchi
Traduzione letterale:  
Touch

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Per la serie “Titoli di anime tradotti da ubriachi”: Prendi il mondo e vai

Prendi il mondo e vai. E io immagino ‘sti poveretti che si caricano come Atlante il pianeta Terra e poi si domandando: dove lo appoggio, signora? Comunque, uno dei gemelli, dopo aver visto questa traduzione così bella, col mondo in spalla, è andato (spoiler) sotto una macchina.

E ora voglio concludere con quello che, secondo me, è il capolavoro indiscusso: Hana Yori Dango (per me resterà sempre questo il titolo) è un manga che ho amato moltissimo, nonostante l’autrice non abbia mai imparato a disegnare.

Titolo originale:  Hana Yori Dango
Traduzione letterale:  
Ragazzi anziché fiori

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Per la serie “Titoli di anime tradotti da ubriachi”: Mille emozioni tra le pagine del destino per Marie Yvonne

Non riesco neanche a commentare, so soltanto che questo titolo mi ha provocato, sì, mille emozioni, ma non fra le pagine del destino, sicuramente.

Conoscete altri strani titoli di anime tradotti da ubriachi? Segnalatemeli!

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Protagoniste segnate dalla Sfiga: Candy Candy [ il riassunto del giorno ]

Hai imparato fin da piccolo il significato dell’espressione “male di vivere”? Conosci da sempre parole come orfano, morte, dolore, lacrime? Ti senti un po’ depresso e traumatizzato e ti fa stare bene sapere che ci sono persone come te nel mondo? Se hai tra i 30 e i 40 anni, probabilmente abbiamo visto gli stessi cartoni animati. Purtroppo (e per fortuna). Perché, signore e signori (ma stavolta mi rivolgo principalmente alle fanciulle) è qui che nasce il seme della disperazione: negli anime degli anni ’80. So quanto vi piace sentirmi parlare di cartoni animati giapponesi e traumi infantili, perciò ho deciso di regalarvi un’altra mia riflessione sull’argomento (prima o poi inventerò una laurea in materia).

Leggenda vuole che gli autori giapponesi dei cartoni animati degli anni ’80, al momento d’inventare un nuovo protagonista femminile, si sedessero intorno al fuoco, in una triste notte di pioggia, con uno sfigometro in mano. Cos’è uno sfigometro? É uno strumento che serve a misurare la sfiga di un personaggio. Più in alto schizza il coefficiente di sfiga che il macchinario segna, più il personaggio è degno di diventare protagonista di un anime. Ma ora bando alle ciance e ripercorriamo, passo dopo passo, tutte le tappe della Sfiga dei nostri personaggi (femminili) preferiti. Il primo appuntamento l’ho voluto dedicare all’Eroina SFIGATAH per Eccellenza:

Candy Candy

Orfana. Voce irritante. Per tutta la durata dell’anime non scioglie mai i capelli. Possiede un procione che nella sigla di apertura i Rocking Horse hanno scambiato per un gatto e cresce alla Casa di Pony, che prende il nome da Miss Pony che poteva farselo cambiare il cognome, Buon Dio. C’è anche Suon Maria a prendersi cura degli innumerevoli orfani. Candy viene trovata una gelida notte d’inverno, la stessa notte in cui viene trovata anche la sua migliore amica Annie. Le due crescono assieme e giurano di rifiutare qualsiasi richiesta di adozione, pur di non essere separate. Alla prima occasione, invece, Annie si salva il culo e accetta di essere adottata, mollando Candy alla Casa di Pony e vincendo il Premio “Amica di Merda” dell’anno.

Mi dispiace, Candy, ma non voglio essere sfigata quanto te.
Mi dispiace, Candy, ma non voglio essere sfigata quanto te.

Candy, rimasta sola, inizia ad allenare i condotti lacrimali per le Olimpiadi della Tristezza, ma mentre mette il record di ettolitri di lacrime versate a puntata incontra il Principe della Collina, un biondo ragazzino in kilt che, tutto solo, suona la cornamusa sul cocuzzolo di una montagna e che le fa fare le uniche due risate dell’intera serie ma non le dice come si chiama e scompare sempre nel nulla come Houdini.

Il Principe della Collina, che sembra vestito come si gli fosse caduto addosso l'armadio
Il Principe della Collina, che sembra vestito come se gli fosse caduto addosso l’armadio

Poco dopo, anche Candy accetta di essere adottata dai Legan, una famiglia gentile e accogliente come quella di “Non aprite quella porta”. I Legan si mostrano subito misericordiosi e mettono Candy a fare le pulizie e a dormire nelle stalle. Candy trascorre il suo tempo coi figli dei Legan, Neal e Iriza-Faccia di cuoio, che le rendono la vita impossibile. Per fortuna che, poco dopo, conosce gli Andrew, tra cui i tre cugini: Archie (quello col taglio alla Nino d’Angelo), Stear e Anthony (non vi affezionate troppo,  i 2/3 moriranno).

Le espressioni gentili di Neal e Iriza
Le espressioni gentili di Neal e Iriza

Prima di sapere quanta sfiga porta Candy, i tre cugini insistono per salvarla dalle grinfie dei Legan, i quali hanno deciso di mandarla in Messico (a fare che? Boh). Per impedire che la ragazza venga venduta al Cartello Messicano i tre convincono la zia Elroy, un altro esempio di gentilezza e cortesia, ad adottare Candy. Si adottano persone come fossero gattini in questo anime.

Ah, bisogna dire che in realtà a capo della famiglia Andrew c’è il famigerato zio William, che però non si è mai visto (e a nessuno importa, del resto).

Comunque, dagli Andrew, Candy viene trattata un po’ meglio e, tra l’altro, Anthony è preciso-sputato al Principe della Collina. É buono, gentile, coltiva rose bianche: Candy se ne innamora e questo genera un tornado di sfiga che investe il biondino. Poco dopo, infatti, Anthony muore durante la caccia alla volpe: per non far del male alla volpe (Anthony-tesoro, cosa non hai capito della caccia alla volpe?) il cavallo di Anthony finisce con la zampa nella trappola, disarciona il ragazzo che batte la testa e muore. Fuori il primo.

Successivamente, Candy viene mandata alla Royal Saint Paul School of London, gestita da suore che possiedono la stessa grazia divina di Jack lo Squartatore.

La consueta espressione di Suor Grey, una donna piena d'amore
La consueta espressione di Suor Grey, una donna piena d’amore

Durante il viaggio, Candy incontra un tizio che le ricorda per un momento Anthony… solo che è bruno e coi capelli lunghi. Troppo idromele, mia cara?

I due si somigliano come gocce d'acqua, è chiaro
I due si somigliano come gocce d’acqua, è chiaro

Comunque questo tizio è Terence, ma Candy ancora non lo sa. Terence inizia col prenderla per il culo, ed ha ragione in effetti: ma la prende in giro per le lentiggini, nessuno nota quei due cazzo di codini che somigliano a cavolfiori??? Va beh.

Alla Royal Saint Paul School of London, Candy ritrova Annie che finge nuovamente di non conoscerla, altrimenti tutti la prenderebbero in giro per il suo passato da orfanella della Casa di Pony. Quindi, la timida ragazzina dai capelli blu, per il secondo anno consecutivo, si aggiudica il premio “Amica di Merda” e, in aggiunta, la targa “Brutta Vigliacca”.

Mi sono anche fatta costruire il Pantheon in testa per non farmi riconoscere, Candy!
Mi sono anche fatta costruire il Pantheon in testa per non farmi riconoscere, Candy!

Nella scuola oltre a Annie (che poi alla fine ammette di conoscere Candy) ci sono anche Archie, Stear e… Neal e Iriza. La vita è bella quanto asciugarsi la faccia con una grattugia. Ma non è tutto una schifezza, dai. Archie ed Annie, i due personaggi meno interessanti di tutto l’anime, s’innamorano e così anche quelli più imbranati, occhialuti e sfigati: Stear e Patty. A scuola, poi, c’è anche Terence, bello e dannato, e lui e Candy s’innamorano. Alè! Peccato che Iriza, gelosissima di Candy perché le frega sempre tutti i ragazzi che piacciono a lei, utilizzando le sue doti sataniche, riesca a farla espellere. Candy decide di tornare in America dove inizia a studiare come infermiera. A quel punto pure Terence se ne va in giro per il mondo a cercare fortuna come attore di teatro.

I due restano separati per lunghe e interminabili puntate in cui Candy:

  1. piange
  2. piange
  3. piange
  4. ride con una voce che sembra che pianga

Ah, ma non vi ho parlato di Albert, un personaggio che ritorna ciclicamente. Costui è una specie di San Francesco circondato da animali, diventa molto amico di Candy e la consola ogni volta che a lei succedono sfighe, cioè sempre. Vi ricordate che Candy aveva per un momento scambiato Terence per Anthony? Bene. Albert è praticamente il sosia di Anthony, solo che ha i capelli lunghi, ma questo Candy non lo nota MAI (seee, buonasera!)

Chi mi ricorda costui?
Chi mi ricorda costui?

Nel frattempo, Terence conosce Susanna, la Madre di Tutti i Sensi di Colpa: la ragazza per salvarlo da morte certa (ricordiamo che Terence ha avuto a che fare a lungo con Candy e il marchio di Sfiga si è imposto su di lui) si è fatta amputare una gamba. Susanna capisce che Terence è innamorato di Candy,  la prende bene e decide di uccidersi. Candy, allora, fa marcia indietro e consapevole che la storia con Terence non nascerebbe sotto i migliori auspici, lo lascia. I due si separano per sempre. Cià.

Susanna, mentre convince Terence ad amarla
Susanna, mentre convince Terence ad amarla

Si prospetta per Candy una vita di castità e solitudine? Magari. Purtroppo Neal, lo stronzo psicopatico che le ha rovinato la vita fin dalla pubertà, s’innamora (per motivi ancora ignoti ai più) di lei. Candy, ovviamente, risponde: ” ‘stocazzo “, Neal lo prende per un sì e inizia a organizzare il matrimonio, con la benedizione del caro zio William che ancora non s’è visto ma a rompere le palle è bravissimo. A Candy non rimane che fuggire come se avesse il pepe al culo. Iriza, per ripicca, la fa cacciare da tutti gli ospedali del mondo, grazie all’influenza di suo padre, il signor DIO DELL’UNIVERSO. 

Nel frattempo, Stear è in guerra e vola sul suo aeroplano pensando “Spero che la fortuna non mi abbandoni” e portandosi sfiga da solo. Visioni premorte di amici che gli gridano: “Non farti uccidere, Stear, non rendere infelice la tua Patty!” e l’immagine della sua Patty che già piange suggeriscono la terribile fine che presto giungerà. Nel frattempo, su una panchina Patty sta ascoltando l'”allegra” melodia di un carillon costruito proprio da Stear, quando Candy, nella sua estrema saggezza, le dice: “Non ascoltarla troppo a lungo o rischierai di diventare troppo felice”. La bestemmia colpisce immantinente: Stear viene crivellato dai proiettili. Grazie Candy, come sempre sul pezzo.

É inutile che fate, prima o poi tutti qua dobbiamo venire
É inutile che fate, prima o poi tutti qua dobbiamo venire

Ma come finisce la storia del matrimonio di Neal e Candy? Finisce con un incredibile colpo di scena: Candy va dallo zio William per contargliene quattro e scopre che si tratta… di Albert, che quindi è nobile, ricco e voleva solo fare l’hipster in giro per il globo. Mobbasta, si sarà detto, ed è tornato a casa solo per appoggiare Neal nei suoi folli propositi matrimoniali. Comunque, alla fine, zio William/Albert, nella sua immensa bontà, annulla il matrimonio.

Il finale vede tutti i protagonisti, eccezion fatta per Terence, ritrovarsi alla Casa di Pony, dove Miss Pony vive ancora alla veneranda età di centoventimila anni. A Candy giunge notizia che finalmente Terence e Susanna si sono lasciati e tutti noi abbiamo voluto credere un giorno i due si ritroveranno, causando probabilmente la fine dell’universo così come lo conosciamo. L’ultima rivelazione è che il Principe della Collina era in realtà… Albert, ancora lui! L’Uomo-Carrambata.

P.S. Il manga termina con Candy che sposa Albert, finale al quale ancor oggi non mi rassegno.

Lo sfigometro segna: 10

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Perché farò leggere Dylan Dog ai miei figli? 6 buone ragioni e qualche riflessione!

Questo post è dedicato a genitori come i miei che da bambina non volevano che leggessi Dylan Dog “perché trattava temi troppo violenti”. Io l’ho letto di nascosto (naturalmente) e non sono diventata un serial killer, né ho mai sofferto di particolari traumi infantili (non per colpa di Dylan Dog, almeno). Comprendo le perplessità genitoriali, e non cercherò, care mamme e cari papà, di negare che in Dylan Dog siano presenti qua e là asce, coltelli, zombie e satanassi vari. Ci sono. C’è il sangue. Ci sono pure i suoni onomatopeici (SZOCK!). L’Orrore c’è tutto, del resto parliamo dell’Indagatore dell’Incubo. Eppure trovo Dylan Dog molto educativo. Vi dico perché.

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Perché farò leggere Dylan Dog ai miei figli

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1) Dylan Dog non è un supereroe, tutto muscoli e poteri speciali, non è un alieno forzuto capace di volare, non è stato morso da un ragno radioattivo, non è un multimilionario in grado di costruirsi tutte le armi di cui ha bisogno, in poche parole: è molto lontano dall’essere invincibile, eppure vince!
Quindi:
Chiunque può essere un eroe, anche tu!

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2) Dylan Dog non è il detective migliore del mondo, ma risolve tutti i casi. Non è l’uomo più bello del mondo, ma le donne lo adorano! 
Quindi:

Non devi essere perfetto per avere successo!

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3) Dylan Dog non segue verità assolute, non ragiona per schemi e odia i preconcetti. Nelle sue “supposizioni” c’è sempre spazio per il quinto sesto e mezzo: che è nient’altro che una sorta d’intuizione!
Quindi:
Fidati del tuo istinto, non ha sempre ragione, ma qualche volta sì!

sep

4) Dylan Dog ama la diversità e sa convivere con le differenze: accetta l’esistenza di zombie, lupi mannari, fantasmi, mostri deformi. Riesce a parlare con loro. A volte li comprende.
Quindi:
Non aver paura di ciò che è diverso.

sep

5) Penserete che l’Indagatore dell’Incubo non abbia paura di nulla e invece Dylan Dog ha paura di un sacco di cose: di volare, della morte, di invecchiare, è claustrofobico e soffre di vertigini. Eppure ha scelto di lavorare con la paura, di averci a che fare ogni giorno.
Quindi:
Non scappare dalle cose che ti spaventano, affrontale, capiscile, accettale! 

sep

6) Dylan Dog è tendenzialmente un misantropo. Il suo socio e amico Groucho è la sua antitesi, eppure è a lui che affida la pistola!
Quindi:
Amicizia non significa essere identici, ma complementari (un altro complementare che io amo alla follia: l’ispettore Bloch, emofobico e cinico amico di sempre)

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Per concludere, una riflessione generica sul personaggio:

Dylan Dog è un personaggio bizzarro, fa parte della folta schiera di freak nei quali spesso s’imbatte, per questo può dar loro la caccia, perché li comprende, conosce il loro modo di pensare.

Dylan è quasi-asociale, quasi-depresso, quasi-dongiovanni.

É un quasi-asociale perché in realtà se ne starebbe volentieri da solo nella sua stanza a costruire il suo galeone o a suonare il “trillo del diavolo” col clarinetto (le sue due UNICHE passioni), ma i vivi e i mostri gli piombano a casa al suono (UUUAAAAARRRRRGHHHH!!!) del suo campanello, Groucho lo disturba con la trafila di barzellette, e in realtà dopo un po’ bisogna pure sbarcare il lunario (100 sterline più le spese). E poi Dylan Dog non sa stare senza l’Orrore.

Gli incubi sono una parte della vita di tutti e poi il vero Orrore è l’apparente normalità, è la voglia di essere perfetti a tutti i costi!

É un quasi-depresso perché spesso si trova meglio con i morti che con i vivi, perché vede la vita da entrambi i lati, e sa quanto è difficile. Ma nonostante questo, non si abbandona all’inerzia. Il suo peccato è l’accidia, certo. Ma non c’è un giorno in cui non sia impegnato ad agire, a “combattere” qualcosa, nonostante la pigrizia congenita (quindi: forza, datti da fare! Anche se non ne hai nessunissima voglia!)

É un quasi-dongiovanni perché passa continuamente da una donna all’altra, ma si innamora sempre di tutte (e ne incontra veramente tante)! I suoi sentimenti sono profondi, nella loro estrema superficialità. Soffre sempre per tutte, vorrebbe sempre sposare tutte. Come accusare di maschilismo uno che soffre così bene per amore?

Dylan Dog insegna che la perfezione non esiste, che anche le cose più strane hanno una ragione, e che accettare il diverso, la paura e la morte ci farà affrontare meglio la vita (anche perché non è che possiamo farci molto, i mostri sono parte di questo mondo!). Che non bisogna avere paura del buio. Perché il buio si può combattere, addirittura comprendere. Che può essere difficile, insomma, ma non impossibile.

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Le 8 morti più traumatiche degli anime della mia infanzia

Ciao lettori! Avevo scritto questo post lunedì ma è un periodo in cui tutto si accavalla e non riesco a fare nulla come vorrei. Volevo anche aggiornarvi sulle mie ultime letture e prima o poi riuscirò a fare tutti i video che ho in programma di girare per il canale (iscrivetevi!), nel frattempo però seguitemi su Instagram, spesso nelle “stories” pubblico i miei progressi nella lettura (e tante altre scemenze!). 

Detto ciò, altra comunicazione di servizio: su Pink Magazine Italia di ottobre ho esordito con una nuova rubrica dal titolo “poco esplicativo”: Binario 9 e 3/4. Di cosa vi parlerò mai? Ma di fantasy, ovviamente! In questa prima puntata, vi consiglio qualche libro per iniziare ad amare questo genere. Pink Magazine Italia è consultabile gratuitamente (clicca sul link) e il mio pezzo lo trovate a pagina 25!

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Ma passiamo ora all’argomento del post: le 8 morti più traumatiche degli anime della mia infanzia. I Giapponesi sanno essere geniali e crudeli allo stesso tempo. A volte penso ai cartoni e ai manga della mia infanzia e mi domando come ho fatto ad arrivare all’età adulta senza traumi. E poi capisco che, invece, i traumi ci sono tutti: ecco perché ho deciso di elencare qui i momenti peggiori, quelli che hanno forgiato l’adulta disturbata che sono oggi!

UNO.

La morte di Sutomo – Mimì e la nazionale di pallavolo

Sutomo… chi è Sutomo, vi starete giustamente domandando. Sutomo è il fidanzato di Mimì, il ragazzo che lei ama e che non serve a nulla, durante la storia (ecco perché non ve lo ricordate). La morte di Sutomo, oltre che straziante, è di un’inutilità imbarazzate, in linea con l’esistenza stessa del personaggio: il poveretto (bravo ragazzo, leale, generoso e dunque votato alla morte), ha lasciato la scuola per aiutare nel negozio di frutta e verdura il padre malato, è talmente innamorato di Mimì e la aspetta pazientemente, anche se lei è sempre in giro e impegnata a diventare la giocatrice n. 1 al mondo, mentre lui vende le zucchine al mercato. Alla fine, correndo verso il palazzetto dello sport col suo furgoncino ricolmo di zucchine allo scopo di vedere la partita della sua amata, Sutomo cade in un burrone e muore. Ahia.

LIVELLO DI DISAGIO: 8

[Bellissimo il titolo spoiler che mannaggiatutto puoi anche spegnere la TV e andare a farti un panino tanto ormai sai già tutto e la teca nella quale, in ospedale, tengono la testa di Sutomo.]

DUE.

La morte di Jeremy – Jenny la tennista

Anche qui, feels con la vanga. Jeremy (Jin nella versione originale) è l’allenatore e la persona più importante nella vita di Jenny, ragion per cui (nella logica dei nostri cari sadici autori giapponesi) dovrà SCHIATTARE. Jeremy è malato da tempo di leucemia e morirà dopo un torneo in cui Jenny si piazza al secondo posto. Il melodramma è insito nella ragazza, per cui ai funerali si getterà urlando sulla tomba coperta di fiori del suo maestro e darà spettacolo, facendo piangere tutti ancora di più.

LIVELLO DI DISAGIO: 9

[Quanto era lugubre questa scena? Io ho visto questa puntata da bambina e mi è rimasta stampata nel cervello come il ghigno di IT]

TRE.

La morte di Anthony – Candy Candy

La morte di questo personaggio è stata traumatica non tanto per il personaggio in sé (che mi stava pure antipatico, io ero innamorata del “cattivo ragazzo” Terence… già da piccola avevo capito tutto dell’amore, sì) ma perché era l’unico spiraglio di gioia per la sfigatissima Candy, l’unico a difenderla nell’eterna lotta Candy Candy VS Resto del Mondo. Durante una battuta di caccia alla volpe, Anthony, per salvare la povera bestiola (gioia, cosa non hai capito della caccia alla volpe?) finisce con la zampa del cavallo nella trappola destinata all’animale, viene disarcionato, finisce a faccia a terra e muore. Seguono fermi immagine di Candy con gli occhi sbarrati e la bocca aperta che L’urlo di Munch in confronto è Tonino Guerra nello spot sull’ottimismo. Successivamente, a Candy viene pure data la colpa della morte di Anthony, per una logica che ancora non è ben chiara a nessuno (serve ad aggiungere dolore al dolore, non preoccupatevi, tutto normale). Comunque questo è solo l’inizio e una minuscola goccia dell’oceano di sfiga nel quale la bionda codino-munita sguazzerà per tutta la durata dell’anime.

LIVELLO DI DISAGIO: 8+

[Abituatevi subito, sembrano dire gli autori, questa sarà la faccia che Candy avrà per tutto il corso della storia, man mano che le tragedie si dipaneranno davanti ai suoi occhi]

QUATTRO.

La morte del signor Morris – Lovely Sara

Il signor Morris, ossia il papà di Sara, non è mai stato protagonista di questo allegrissimo anime ispirato a La piccola principessa di Frances Hodgson Burnett, ma la sua morte segna l’inizio della catena di crudeltà e sfighe che la protagonista dovrà subire fino alla fine della storia. Il signor Morris è il ricco e affettuoso papà di Sara, che è dolce e generosa e anche un ottimo partito, tanto che al collegio la trattano tutti come una principessa. Miss Minci, la direttrice del collegio, una delle tante emanazioni di Satana, prova una sudditanza al limite dell’imbarazzante per la ricchissima miss Sara Morris e le lecca talmente tanto il culo che in confronto Filini sembra il subcomandante Marcos. Ma questo stato di cose non può durare a lungo, perché in contrasto con la prima regola dello Sfiga Club: la protagonista deve essere orfana. Quindi, dopo appena qualche puntata, il papà crepa e in aggiunta al dolore per la sua dipartita, c’è il fatto che la lascia povera in canna e piena di debiti: la piccola principessa diventa così la piccola fiammiferia e inizierà, proprio nel collegio dove un tempo era stata osannata, il suo calvario. Ma la cosa davvero traumatica è come la notizia della dipartita del padre viene data da Miss “Satana” Minci alla piccola: nel bel mezzo della sua festa di compleanno, la vecchia stronza interrompe i festeggiamenti per annunciare, con voce rabbiosa, la notizia:

«Miss Morris, devo dirle una cosa su suo padre»
«Cosa, Miss Minci?»
«É morto.»

‘Mmazza, ha studiato psicologia infantile con Erode, la vecchia.

Cadono tazze, che si spaccano sul pavimento come si conviene in questi casi. La povera Sara quasi non ci crede. Miss Minci s’incazza perché la bambina sembra restia a credere a una notizia così ben annunciata.

E come se non bastasse le strappa via la tiara dalla testa, cacciandola a pedate dal suo collegio. Sappiamo che poi Sara resterà lì a lavorare come “sguattera”. Sì, non “cameriera”, proprio “sguattera”, malmenata e umiliata costantemente, soprattutto da quella stronza di Lavinia. Le resta solo il conforto di Priscilla, la bambola con cui la piccola e folle Sara parla.

LIVELLO DI DISAGIO: 8+

«É così, è morto di febbre tropicale. E nella sua miniera non è stato trovato neanche un diamante»

CINQUE.

La morte di Kim Brandell – Prendi il mondo e vai

Anche qui, c’è una svendita vantaggiosissima di rara sfiga. Il destino colpirà duro i protagonisti di questo dramma animato, già segnati da imbarazzanti capigliature a panettone. Ci sono due gemelli, uno bravissimo, l’altro incapace. Il primo ha pure la fidanzata, il secondo non se lo filerà mai nessuno. Il primo, naturalmente, è destinato al bacio della Fredda Signora. Kim muore eroicamente arrotato da un’automobile nel tentativo di salvare un bambino, lasciando così il gemello a sobbarcarsi l’onere di diventarne la controfigura, sia nel gioco (Kim era un asso del baseball) sia in amore.

LIVELLO DI DISAGIO: 6

[Questa cosa che per sancire la fine della vita di una persona deve arrivare il tovagliolo sulla faccia deve finire]

SEI.

La morte di Matthew – Anna dai capelli rossi

La verità, miei cari, è che ne ha uccisi più Anna della peste bubbonica. Ad oggi sono 4 i padri (veri e adottivi) che la dolce fanciulla è riuscita a far fuori con la sua terribile sfiga.
Quando è ancora neonata, i veri genitori di Anna muoiono a causa di una epidemia, la bambina viene adottata dai signori Thomas.
Il signor Thomas muore finendo sotto un treno.
Anna viene adottata dai signori Hammond.
Anche il signor Hammond muore, stroncato da un infarto.
A questo punto, si sarebbe già dovuta diffondere la voce sull’alone funesto che circonda la bambina e invece nulla…
Anna viene adottata ancora una volta, dai fratelli Cuthbert, Marilla e Matthew. E indovinate un po’?
Anche Matthew muore d’infarto.

LIVELLO DI DISAGIO: 9+

«Guarda il suo volto Anna, non ci si può sbagliare» le dice la vecchia vicina di casa, che sa benissimo che il povero Matthew non l’ha stroncato un infarto ma la presenza funesta dell’orfanella.

SETTE.

La morte di Gigi – Nel magico mondo di Gigi

Gigi è una bambina di 12 anni, principessa del regno della fantasia, inviata sulla Terra con la missione di far tornare a sognare gli esseri umani e di riavvicinare così il suo mondo a quello terrestre dopo che i due mondi si erano completamente staccati e allontanati l’uno dall’altro. Bene. Molto bene. Gigi, sulla Terra, viene adottata da una coppia sposata senza figli, peccato che a un certo punto, dopo tante avventure, pure per Gigi venga il momento di pagare il suo debito con la Sfiga: in questo caso, la morte della protagonista avviene con una dinamica che è il non plus ultra del disagio. Un camion (non una semplice auto, non una moto, una bici, una cosa meno dolorosa) sta per investire un bambino, per evitarlo l’auto-articolato si dirige su Gigi, accoppandola all’istante. Seguono scene di funerali e cimiteri che tanto bene hanno fatto ai piccoli spettatori della mia generazione.

LIVELLO DI DISAGIO: 9

[Ho trovato la scena solo in francese, ma le immagini spiegano benissimo i profondi traumi lasciati da questo dannato episodio]

OTTO.

La morte di André – Lady Oscar

Qui non si tratta solo della morte del mio personaggio preferito di Lady Oscar (sono abituata a veder schiattare i miei preferiti): si tratta proprio del male che è stato fatto, volontariamente e con gioia, a questo personaggio fin dall’inizio. André è l’uomo che tutte vorrebbero: bello, coraggioso, leale, innamorato pazzo. Un maschio così nella realtà non esiste, negli anime, invece, si va ben oltre la fantascienza, perché un maschio così non solo esiste ma viene pure friendzonato un giorno sì e uno pure e nella maniera peggiore. Il povero e dolce Andrè è innamorato di Oscar ma Oscar non se lo fila minimamente per tutta la durata del cartone, perché innamorata del conte di Fersen che, a sua volta, liquida Oscar con una delle peggiori frasi della storia non solo degli anime ma proprio dell’umanità (“Oscar, siete il mio miglior amico”), Andrè deve pure consolarla, in quanto migliore amico di Oscar, poi a un certo punto non ce la fa più e decide di affrontarla pronunciando la famosa frase: “Una rosa è una rosa, anche se essa sia bianca o rossa. Una rosa non sarà mai un lillà” (va beh, Andrè, non importa per l’italiano ti vogliamo bene lo stesso). Oscar, che non capisce mai niente, lo schiaffeggia. Ma il Purgatorio di Andrè non termina qui: per un incidente perde un occhio, la perdita della vista si ripercuote sulla sua salute, Oscar continua a ignorarlo perché ormai ha deciso che sarà solo maschio, lui la segue per difenderla dovunque, nonostante tutto, poi finalmente Oscar, nel bel mezzo della Rivoluzione Francese, si accorge di lui e André riesce a perdere la verginità con il suo amore di sempre. Ma non pensiate che finisca qui, perché il giorno dopo il Karma (cioè i sadici autori) si ricorda di lui e, raggiunto da una pallottola, André muore (il giorno dopo muore pure Oscar, comunque).

LIVELLO DI DISAGIO: 10

André: Ma mica sto morendo? Proprio ora che finalmente ho avuto una gioia?
Oscar: Nooooo, macché. Non è proprio possibile essere così sfigat…

[Qui è il vento che copre la faccia di André con il lenzuolo]

Bene, amici miei. Vi è piaciuto ricordare le morti più traumatiche degli anime anni ’80?
Ce n’è qualcun’altra che ho tralasciato e che ha traumatizzato voi?
Fatemi sapere!

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