Tappa II Blog Tour “Il desiderio lieve”: intervista a Bianca Cataldi [PinkBooks]

buon-junkie Oggi è una gioia per me tornare a parlare di una scrittrice che adoro: Bianca Cataldi. Cosa mi piace di lei come autrice? Lo stile onirico, poetico, delicato, anche quando descrive la “banale” vita quotidiana, Bianca sa mettere magia nella realtà e non è una qualità che hanno tutti gli scrittori, più o meno famosi. Di Bianca adoro anche lo splendido humour, l’autoironia che traspare dalle cose che scrive, soprattutto su Facebook. Insomma, un’autrice che mi ha conquistato con Isolde non c’è più e Riverside vol. 1 e che non vedo l’ora di riscoprire con questo nuovissimo lavoro: Il desiderio lieve.

Prima di lasciarvi all’intervista (tra l’altro realizzata alla velocità della luce, mentre Bianca era in aeroporto, diretta a Milano) voglio parlarvi di questa splendida collana di ebook realizzata da Pink Magazine Italia, webzine dedicata al lato “rosa” del mondo. I Pink books escono in allegato a Pink Magazine Italia (ma sono disponibili anche online su Amazon). Sono racconti di vita, d’amore e d’impegno sociale: un mondo di storie per sorridere, piangere, arrabbiarsi, meravigliarsi e con protagonisti unici, il tutto all’incredibile prezzo di lancio di € 1,99 con la possibilità di scaricare l’eBook a soli € 0,99 nel giorno di uscita di Pink Magazine! Qualche settimana fa, ho recensito in anteprima uno dei primi Pink Books usciti, Christmas in Paris di Viola Spring, date un’occhiata se vi va!

Ma ora buttiamoci a capofitto in questa splendida intervista!

desiderio-lieve-flavoriaTitolo: Il desiderio lieve
Autore: Bianca Rita Cataldi
Genere: Contemporaneo, amore, donne
Prezzo: 0.99 €
LINK ACQUISTO: Amazon

Trama: Laura ama leggere e perdersi nelle storie. Scrive racconti nei quali lascia scivolare persone reali che incontra nella sua vita quotidiana e delle quali non sa nulla. Questo equilibrio perfetto inizia però a incrinarsi quando il suo mondo di fantasia si mescola con quello reale. Infatti, pur essendo innamorata del suo ragazzo, scopre di essere incredibilmente attratta da un suo collega di facoltà, che le ha ispirato il personaggio più intrigante dei suoi racconti. Tra realtà e finzione letteraria, Laura sarà costretta a interrogarsi sulla natura del proprio desiderio e sulla linea sottile che divide il personaggio dalla persona che l'ha ispirato.

Intervista a Bianca Cataldi

Cioa Bianca, benvenuta sul mio sito! Andiamo subito al punto. Laura, la protagonista de “Il desiderio lieve” è una scrittrice e soprattutto una lettrice. Parlami un po’ di lei, come nasce questo personaggio? Ci sono elementi biografici?

Ciao Angelica, e grazie per avermi accolta nel tuo blog! Laura nasce nei miei anni da studentessa universitaria. Ero ancora in triennale quando per la prima volta pensai a lei. Le ho regalato il mio colore di capelli, alcuni dei luoghi preferiti della mia città e, soprattutto, la mia passione per i libri. Laura è una sognatrice, una ragazza che vive con un piede nella realtà vera e con l’altro nel mondo letterario. Questa sua caratteristica, però, la porta spesso a confondere i due piani e a rendere la finzione letteraria molto più vera di ciò che dovrebbe essere. Perché anche i sogni, di tanto in tanto, sanno essere pericolosi.

In questo romanzo breve, parli di un tema piuttosto complesso: quello del sottilissimo limite fra realtà e fantasia. La protagonista vive in una specie di equilibrio perfetto fra i due universi, almeno finché un’attrazione non calcolata la fa sbandare. A quel punto, è difficile distinguere la realtà dalla fantasia. Quanto ha influito il mondo reale nella creazione di questa storia? Sei partita da qualcosa di concreto o le radici di questa storia affondano nella pura fantasia?

Per questo libro sono partita da qualcosa di davvero molto concreto, ovvero da un’esperienza che ho vissuto sulla mia pelle. Al secondo anno di triennale ho davvero beccato una cotta micidiale per un mio collega che, neanche a dirlo, era sul serio il personaggio di una mia storia… QUESTA storia. Fin qui, tra me e Laura non c’è proprio alcuna differenza. Poi, naturalmente, la fantasia ha avuto il sopravvento e ho costruito intorno a Laura una serie di situazioni che non hanno nulla a che fare con ciò che ho vissuto in prima persona. La cosa curiosa è che questo libro, iniziato nel 2012, è stato portato a termine solo quattro anni dopo, forse proprio perché ho avuto bisogno di rielaborarlo e di staccarmi del tutto dalla parte autobiografica della vicenda. Ebbene sì, il confine tra realtà e fantasia sa essere davvero molto labile, certe volte!

L’amore è un altro dei temi portanti del romanzo: è la forza che sconvolge il mondo di Laura. Per te è questo l’amore? Una forza che non può essere controllata, una sorta di stargate tra realtà e fantasia?

Sì e no. Mi spiego: l’amore, secondo me, ha due facce che si susseguono in ordine cronologico. La prima faccia è quella che si trova a vivere Laura con lo studente, ovvero una passione travolgente che acceca e che la costringe a mettere in dubbio tutte le sue certezze. Questo aspetto, però, non basta a costruire l’amore. L’amore vero è forse la seconda faccia, ciò che viene dopo l’ondata iniziale di passione e che resiste al logorio del tempo e alla caduta delle illusioni. Nessuna delle due facce può prescindere dall’altra. Non credo agli amori “tranquilli”, a quelli che iniziano senza passione e che partono da subito con un affetto quasi fraterno. Allo stesso modo, però, non credo nemmeno a quegli amori che sono solo “sturm und drang” e che non portano da nessuna parte. L’amore vero è forse un compromesso tra i due aspetti. La persona che ami è quella da cui vieni travolta, ma è anche quella davanti alla quale non ti vergogni di mostrarti col pinzone nei capelli e la macchia di sugo sul pigiama.

Il titolo del romanzo è “Il desiderio lieve”, una specie di ossimoro, no? Colleghiamo il desiderio con una forza prorompente, in questo caso perché è “lieve”?

Eheh, hai colto nel segno! Hai ragione, è un ossimoro perché si tratta di un desiderio che “non basta” per costruire qualcosa di solido. Laura non è veramente attratta dall’altro, dalla sua naturalità e dalla sua esistenza materiale nel mondo. Ciò da cui è attratta è l’illusione, il mondo letterario che ha costruito intorno a quella persona. Ecco perché il desiderio è “lieve”: perché muove i suoi passi in una post-realtà, per dirla con Eco, e cioè in un mondo che è vero solo finché è l’illusione a tenerlo in piedi.

Descrivi Bianca scrittrice: secondo te è più calata nella realtà o nella fantasia?

La Bianca scrittrice è schizofrenica, lo ammetto. Quando scrive per ragazzi, si lascia andare completamente alla fantasia e dimentica persino il suo nome. Quando scrive per adulti, però, è costretta a scendere a patti con la sostanza vera della cose. Non saprei dire quale dei due aspetti mi rappresenti di più, però so che non riuscirei mai a rinunciare né all’uno né all’altro.

Raccontaci qualcosa dei tuoi prossimi progetti.

C’è un po’ di fermento, in questo periodo, ma ciò che posso dire è che senz’altro è in arrivo qualcosa di nuovo. Soprattutto, è in corso un esperimento a quattro mani con una scrittrice che amo profondamente e che è mia grande amica, Maria Capasso. Parole d’ordine: Parigi, libri e caffè.

Se si potesse realizzare un tuo sogno, nell’immediato, quale sarebbe?

Viaggiare. In realtà lo sto già facendo, ma mi piacerebbe lanciarmi in progetti più ambiziosi, come il Tumbleweeding alla Shakespeare & Co. di Parigi e un interrail in Europa.

Saluta con la tua citazione preferita.

Vi saluto con la citazione di Thomas Mann (La morte a Venezia) che apre il romanzo e che secondo me ne esprime appieno il senso: “L’uomo ama l’uomo e lo onora finché non è in grado di giudicarlo, e dall’incompleto conoscersi nasce il desiderio”. Grazie infinite per avermi accolta!

Grazie infinite a Bianca per questa splendida intervista! Voi correte subito ad acquistare Il desiderio lieve e non perdete le altre tappe del blog tour!

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Intervista ad Annabelle Lee, Into The Sun [Blog Tour]

buongiornoflaNuovo blog-tour per presentarvi un romanzo che mi incuriosisce moltissimo e che leggerò a breve e recensirò per voi! Si tratta di Into The Sun di Annabelle Lee, che ho già ospitato sul blog qui. In questa tappa del blog-tout ho avuto il piacere di fare due chiacchiere con l’autrice, vediamo cosa ci ha raccontato!

 

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Titolo: “Into The Sun”
Autrice: Annabelle Lee
Editore: autopubblicato
Data di uscita: 24 giugno 2016
Genere: Romanzo Contemporaneo, Romance, New Adult
Prezzo: 4.99€, in offerta di lancio a 2.99€
Formato: ebook
Lunghezza: 250 pagine (circa)
Pagina Facebook
Pagina Instagram
Pagina Twitter
Ebook su Amazon: bit.ly/intothesunbook (attivo dal 21 giugno)

Sinossi:
Se una cosa è troppo bella per essere vera, allora forse non lo è.
Già, le avvisaglie c’erano tutte. Eppure la bella e disincantata Jade ha deciso di andare avanti lo stesso, lasciandosi ammaliare da Sebastian, il tenebroso uomo che sembra avere il mondo ai suoi piedi. Dopotutto, è divertente giocare quando non si ha nulla da perdere, avrà pensato la smaliziata donna, pronta a ridefinire i ruoli in quello che è il classico gioco del gatto col topo.
In un’assolata e moderna Los Angeles, fra dimore da favola e situazioni sopra le righe, Jade vive la sua storia con leggerezza, certa degli inesistenti happy-end. Ma non ha fatto i conti col potere persuasivo di Sebastian che, forte del suo misterioso carisma, la incatena a se in un vortice di emozioni a cui Jade non riesce a dire di no, pur percependo la china pericolosa su cui sta scivolando.
E se tutti siamo alla ricerca della felicità, fin dove ci si può spingere per trovarla? E qual è il prezzo da pagare?
Se una cosa è troppo bella per essere vera, allora non può mai esserlo?

L’autrice:
Annabelle Lee – Pseudonimo di scrittrice timida che vuole restare anonima.
Contatto Facebook

Intervista

Ciao Annabelle, benvenuta su Flavoria Books. Conosciamoci meglio: tre aggettivi che ti descrivono.
Grazie mille per l’accoglienza e lo spazio dedicato.  Per descrivermi faccio prestissimo: riservata, curiosa e open-minded.

Into the Sun è il romanzo che presentiamo oggi. Com’è nata l’idea?
In verità Into the sun è solo l’inizio di una storia più complessa, nata all’improvviso e senza una vera ispirazione. Strada facendo, dettagli e situazioni si sono aggiunte naturalmente, completando il quadro.

La storia è ambientata a Los Angeles, come mai hai scelto questa ambientazione? È stato difficile descriverla?
Los Angeles fa di sfondo a una delle soap-opera che mi capita di seguire a tempo perso, e lo so, l’ispirazione è molto meno romantica o cosmopolita di quello che si aspetterebbe, ma ho scoperto così una città dalle molteplici sfaccettature che si prestava bene ad accogliere i personaggi un po’ atipici del libro. Nel complesso dunque è stato facile descriverla, sperando che parte del suo brio arrivi anche al lettore.

La protagonista, Jade, è bella e disincantata e ama giocare con gli uomini. Sulla sua strada però incontra il tenebroso Sebastian. Spiegaci com’è nata l’idea di questa coppia.
Guardando la panoramica del romance contemporaneo non e difficile imbattersi in uomini forti, maschi Alpha dominatori e un po’ misteriosi (che, ahimè, nella vita vera non capita mai, ma questa è un’altra storia ) e donne fragili da salvare e/o emancipare (che evviva, nella vita vera non sono quasi mai così). La mia idea di donna è quella di una donna indipendente, magari con delle insicurezze e dubbi, ma comunque forte e capace di gestire la propria vita anche senza interventi esterni, specie se intesi come il Principe Azzurro. Ecco perché ho creato Jade, che sa perfettamente  quanto vale e non si fa intimorire neanche da eventuali situazioni sopra le righe. Sebastian invece… Con Sebastian è tutta un’altra storia, anche perché se è troppo bello per essere vero, allora…

Quali sono i tuoi autori-modello? C’è qualche scrittore dal quale ti senti particolarmente ispirata?
Non posso dire di ispirarmi in particolar modo a qualcuno, ma ci sono vari scrittori che rileggo continuamente con rinnovato piacere: F.S. Fitzgerald, C. Doyle, K. Jerome, A. Christie, G. Orwell.

Domanda che interesserà anche gli altri autori: blocco dello scrittore, come lo superi?
Il mio non si chiama blocco dello scrittore. Si chiama pigrizia. E ancora non ho trovato rimedio.

Hai delle regole, delle piccole manie, dei rituali legati alla scrittura?
Non direi, no. Ho solo bisogno di un posto mio e di non essere disturbata, non riesco a scrivere come altri scrittori (che invidio molto) in balia di stimoli esterni.

Quale genere preferisci scrivere e quale leggere?
Preferisco leggere i classici, mi piacerebbe scriverne uno.

Salutiamoci con una citazione tratta da Into The Sun!
“Sebastian mi stringe a sé e io so già come andrà a finire. Male. Andrà a finire male e io non farò nulla per impedirlo. “

Allora, che ne dite? Lo leggerete?

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IV tappa Blog Tour “La libreria delle storie sospese”: Intervista all’autrice Cristina Di Canio

buongiorno

Come vi avevo anticipato qualche giorno fa, oggi è il turno di Flavoria Universe di ospitare una tappa del bellissimo blog tour dedicato a “La libreria delle storie sospese” di Cristina Di Canio, un romanzo che i booklovers ameranno!
Se volete avere la possibilità di ricevere una copia in regalo, partecipate al blog tour e all’estrazione finale, compilando il form che troverete in basso 🙂

Copertina

LA LIBRERIA DELLE STORIE SOSPESE

Pagine: 238
Prezzo: 17,00€
Editore: Rizzoli

Una ragazza che molla tutto per aprire una minuscola libreria, un luogo magico in cui i libri diventano frecce di Cupido.
Sprofondata nella sua poltrona, tra gli scaffali che profumano di carta, Adele osserva il via vai che affolla la libreria. Questo luogo magico dalle pareti lilla, nascosto al confine tra la Milano delle boutique e i condomini affollati della periferia, è piccolo e accogliente, ed è solo per chi vuole davvero trovarlo. Proprio come è successo ad Adele che, da quella mattina di tanti anni prima, torna ogni giorno dalla sua amica Nina. Occhi intensi e sorriso grande, la giovane libraia si muove sicura nel caos che soltanto lei conosce e, ogni volta che un viso nuovo varca la soglia del negozio, gli va incontro travolgendolo con la sua energia. Qui, tra i sogni, le storie si moltiplicano. Da quando un cliente ha avuto l’idea di lasciare un libro in regalo per l’avventore successivo, , il locale si è riempito di persone. Così tutti hanno almeno una storia da regalare agli altri e tutti vogliono lanciare un messaggio, parlare, incontrarsi. E, magari, anche innamorarsi. Perché, a volte, per la felicità bastano tanti romanzi ancora da leggere e un uomo, anche sconosciuto, che ti canti canzoni d’amore; Nina, che con i libri è cresciuta, lo sa bene. E forse anche lei, che ha appena interrotto una storia importante, è pronta per vivere un nuovo sogno…

CRISTINA DI CANIO nel 2010 ha rinunciato a un posto fisso per realizzare il suo sogno, aprire “Il mio libro” a Milano, oggi una delle librerie indipendenti più conosciute in Italia, anche attraverso iniziative come “il libro sospeso” e gli “incontri al buio”. L’autrice è molto nota in rete. L’hashtag #librosospeso, una sua idea, ha generato 3 milioni di impression su Twitter solo nella prima settimana.

È un piacere ospitare l’autrice Cristina Di Canio che mi ha gentilmente concesso questa intervista: leggetela, è una chiacchierata che vi incuriosirà ancora di più!

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Ciao Cristina, grazie per questa intervista.
Ho letto la tua “storia”, la storia di una ragazza che, contro ogni “buon senso” decide di mollare il suo “serio” lavoro a tempo indeterminato (oggi una chimera) per realizzare il suo sogno di diventare una “libraia”. Sembra una piccola favola moderna: sono trascorsi sei anni da quel giorno, facciamo un piccolo bilancio, continui a essere felice della tua scelta?
La scelta presa sei anni fa, la rifarei un milione di volte. Non c’è stato un solo giorno in cui mi sia chiesta: ma chi te l’ha fatto fare? Quindi sì, sono felice!

Tullio De Mauro, in una lunga e illuminante intervista, ha parlato degli Italiani come di un popolo di analfabeti culturali, che non approfondiscono ciò che leggono, limitandosi a registrare solo gli aspetti superficiali di un testo. Tu che entri in contatto ogni giorno con i lettori, cosa ne pensi di quest’analisi?
Penso che ogni lettore cerchi qualcosa di diverso quando entra in libreria e acquista un libro. A volte cerchi l’evasione, altre la scrittura ricercata, altre ancora una storia che lo incolli al romanzo per tutta la notte; io per esempio nei libri cerco storie che mi arricchiscano e che mi tengano compagnia, stessa compagnia che a volte arriva dalle serie tv. Leggere a mio modesto parere, deve anche essere evasione.

Sei l’ideatrice di un’iniziativa che ha suscitato moltissimi consensi: il libro sospeso. Com’è nata quest’idea bellissima?
È nato spontaneamente da un cliente, che ha comprato un libro e anziché portarselo a casa mi ha chiesto di regalarlo a mia scelta a un cliente della libreria. Ho deciso che lo avrei donato alla prima persona che sarebbe entrata subito dopo di lui e così è stato. Certo non mi aspettavo che la fortunata lettrice, una volta ricevuto il dono decidesse di fare la stessa cosa per il cliente successivo e così via fino a oggi, perché sì continua ancora, sono stati sospesi più di 600 libri. La mia fortuna è stato decidere di raccontarlo sui social, creare un hashtag e diffonderlo; dopo una sola settimana il mio #librosospeso aveva raggiunto 3 milioni di bacheche twitter! Pazzesco!

Sulla tua esperienza, hai costruito la storia raccontata nel tuo libro “La libreria delle storie sospese” edito Rizzoli, dal 5 maggio in tutte le librerie. A parte l’esperienza lavorativa, quanto c’è di te in Nina, la giovane libraia? E che effetto ti fa sapere che molti di quelli che leggeranno il libro, penseranno a te come alla protagonista della storia?
Oltre all’esperienza lavorativa direi anche parte del carattere della protagonista. Per raccontarne la famiglia mi sono inevitabilmente ispirata alla mia. Ecco, io in amore sono stata meno sfortunata di lei; ma le vicissitudini amorose che racconto sono quelle che poi capitano a tutte noi, no?

Uno dei concetti principali della tua filosofia, se ho inteso bene, è che i libri uniscono mondi diversi, uniscono le persone. Ricordi qualche rapporto nato grazie ad un libro? Se sì, che libro era?
Ogni giorni creo rapporti nati grazie ai libri. Basti pensare che gli amici che frequento negli ultimi anni li ho conosciuti proprio grazie ai libri e alla libreria.

Ne “La libreria delle storie sospese” si parla anche di amore, non solo per il libri, ma di relazioni amorose. I libri hanno capacità curative (la “book therapy” prende sempre più piede). Allora ti chiedo di consigliare tre libri per tre diversi casi “amorosi”: un libro per ricominciare dopo una rottura, un libro per dire “ti amo” alla persona amata, un libro per avere il coraggio di chiudere una storia senza speranza.
Vediamo… ti direi : Giulia 1300 e altri miracoli di Fabio Bartolomei perché descrive benissimo l’importanza di essere pronti a cambiare vita e a ricominciare. (non è un romanzo d’amore ci tengo a precisarlo, ma dentro troverete tantissimo). Le ho mai raccontato del vento del nord va benissimo per dire “ti amo” alla persona amata. E l’ultimo titolo direi: la metà di niente di Catherine Dunne.

Nella libreria delle storie sospese è evidente l’influenza delle tue esperienze personali. Ma c’è altro che ti ispira quando inizi a scrivere una storia?
In realtà è la mia prima esperienza e quindi non saprei dirti cosa mi ispiri. Sicuramente qui ho attinto alle esperienze personali mie e di chi mi sta vicino.

Grazie per avermi dedicato il tuo tempo, Cristina. Salutaci con una citazione dal tuo romanzo!
Grazie a te per la possibilità! Per rispondere a questa richiesta ho fatto un gioco, mi capita di farlo spesso in libreria. Aprire un libro a caso per vedere cosa voglia dirmi in quel momento (un po’ come si faceva con il libro delle risposte). Bene, ho aperto il mio romanzo e sono capitata a pagina 166:

Non credo che tutti siano predisposti a vivere da soli. È una questione di indole. Ma per chi come me non è stato progettato per vivere senza un compagno, quanto tempo ci vuole per rassegnarsi alla solitudine?

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Intervista a Tea Usai, autrice

buongiorno

È un piacere per me oggi, ospitare Tea Usai, scrittrice della provincia di Vicenza e autrice della saga Secrets. Ho fatto con lei una chiacchierata per conoscerla meglio! Venite a curiosare, sono sicura che vi piacerà!

 

Ciao Tea, benvenuta su Flavoria Universe. Prima di tutto voglio conoscerti meglio: chi sei e cosa fai nella vita, quando non scrivi?
Ciao Angelica e ciao a tutti coloro che ti seguono. Innanzi tutto grazie per ospitarmi in questo tuo meraviglioso universo.
Diciamo che non c’è molto da dire su di me, in quanto sono una persona semplice e tranquilla. Sono piuttosto casalinga e pigra nonostante il mio amore per la natura e gli animali. Vivo a Santorso, un verdeggiante paesino in provincia di Vicenza e nella vita, quando non scrivo faccio la mamma e la moglie tempo pieno! Ebbene sì, mi dedico ai miei figli, alla famiglia, alla mia casa e mi sta benissimo così! Non cambierei nulla della mia vita. Nel mio tempo libero, che è sempre molto poco, mi dedico non solo alla scrittura ma anche alla lettura e al craft. Amo stare in compagnia dei miei amici più cari e condividere con loro le mie vicissitudini, positive o negative che siano.

Tea Usai

Cos’è per te la scrittura?
La scrittura per me è non solo un modo per dare sfogo alla mia fantasia vivendo, così, mille avventure con i miei personaggi, ma è anche un luogo immaginario dove posso rifugiarmi e rilassarmi: è il mio antistress naturale! Quando scrivo scarico tensioni, malumori e negatività: mi isolo in questo mio mondo e quando ritorno alla realtà sono più serena.

Qualche informazione sui tuoi libri. Di che parlano e dove possiamo trovarli?
Non c’è molto da dire in realtà perché Secrets e Sparkle (i primi due volumi di Secrets Saga) sono non solo i miei primissimi manoscritti ma anche i miei primi due romanzi pubblicati. Sono editi da Genesis Publishing e in e-book si possono trovare su molti store on line invece la versione cartacea è disponibile solo su Amazon.

Fra le tue opere, qual è quella che ritieni meglio riuscita e perché?
Questa è una domanda complicata per me che, spesso, per questioni caratteriali fatico a giudicare il mio operato con obbiettività. Ma dovendo scegliere credo sia il terzo volume di Secrets Saga. Il perché? Perché nell’insieme credo sia quello che più ha permesso di sperimentarmi come scrittrice.

E invece quella a cui sei più affezionata?
Senza ombra di dubbio è Sparkle.

Che rapporto hai con la scrittura? Hai un metodo particolare per costruire le tue storie?
Con la scrittura ho un ottimo rapporto direi. Mi piace scrivere e mi rilassa. Mi lascio andare spesso all’intuizione del momento per cui, alla fine, lo specchietto che inizialmente mi ero costruita prima di iniziare la stesura del romanzo, risulta essere quasi totalmente stravolto: come avrete capito non vado molto d’accordo con gli schemi anche se devo dire che sono piuttosto metodica: scrivo sempre prima tutto a penna su quaderni e poi trascrivo a pc limando e aggiungendo avvenimenti o dialoghi. Alla fine di ogni capitolo leggo ad alta voce sistemando il testo là dove servisse.

secretsC’è un personaggio delle tue storie al quale ti senti legata particolarmente?

Premetto di adorarli tutti, buoni o cattivi, principali o secondari che siano ma confesso di avere un debole per Bradley Miles in quanto in questo personaggio si intravede molto di ciò che sono io. Inoltre per certi aspetti nel creare il personaggio ho trovato ispirazione anche in mio marito e nel profondo legame che ci lega.

Quali sono per te le qualità essenziali di un buon romanzo?
Un buon romanzo secondo me deve essere intrigante e incalzante. Deve catturare l’attenzione del lettore e lo deve stupire. Se poi vogliamo parlare di tecnica trovo che un romanzo sia buono quando vi troviamo uno stile pulito, elegante e presenta una corretta ortografia e una corretta sintassi.

Blocco dello scrittore. Come lo superi?
Chiudo tutto, faccio dell’altro per qualche giorno e il sole torna a splendere! 😉

C’è un autore o un’autrice che ti ha influenzato nella scrittura?
La lista è lunga ma se devo scegliere di sicuro ho trovato ispirazione da J. R. R. Tolkien, Stephenie Meyer e Lauren Kate.

Grazie per questa chiacchierata, saluta i lettori di Flavoria Universe con la tua citazione preferita!
Grazie a te per avermi ospitata, è stato un vero piacere!

“Ci sono amori che sono scritti nelle stelle
e, come tali, risplendono di luce propria,
bruciando in un ardore eterno.”

Un bacio a tutti!

Per conoscere meglio i libri di Tea, seguite questo link.

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Vuoi essere intervistato? Scrivi a info@flavoriauniverse.com!

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#ChitChat: intervista a Barbara Impat, autrice

  1. Ciao Barbara, benvenuta su PinkBoard, il blog tutto al femminile di Flavoria Universe. Prima di tutto, vogliamo conoscerti meglio: chi sei e cosa fai nella vita, quando non scrivi?

Ciao e grazie per l’intervista! Sono Barbara Impat (pseudonimo), ternana, 43 anni, un marito tedesco e 3 figli più o meno francesi. Dopo la laurea in Lingue ho iniziato a viaggiare e lavorare in vari paesi europei (Germania, Inghilterra, Francia), per poi stabilirmi definitivamente in Provenza nel 2004. Nella vita di tutti i giorni sono traduttrice. La voglia di dedicarmi alla scrittura creativa è nata quasi per caso nel 2011, quando arrivai seconda al concorso letterario Anselmo Spiga con il racconto Cioccolato in erba.

  1. Dicci cos’è per te la scrittura.

Un modo per filtrare certi stati d’animo. E inventare vite nuove.

  1. Ci dai qualche informazione sui tuoi libri? Di che parlano e dove possiamo trovarli?

Il mio primo e-book, Via da Qui – disponibile su amazon a 0,99€ al seguente link http://www.amazon.it/Via-Qui-Barbara-Impat-ebook/dp/B012B68OLW – è una raccolta di racconti molto brevi che – uso le parole molto efficaci di una lettrice – “sono sketch comedies sulla vita all’estero”. Molti racconti sono di ispirazione autobiografica, con chiari riferimenti alla cultura del Paese in cui vivo (e dei Paesi in cui ho vissuto, Italia compresa).

  1. Alcuni grandi autori dicono che scrivere è un mestiere e come tale bisogna dedicarcisi seriamente ogni giorno. Qual è il tuo rapporto con la scrittura? Hai un metodo particolare per costruire le tue storie?

Concordo assolutamente: scrivere è un processo faticoso che ingloba 3 fasi: ideazione, stesura, revisione. Direi che la più faticosa di tutte è la terza – non a caso nel mondo dell’editoria esiste un’apposita figura professionale, il cosiddetto editor. Non ho una tecnica precisa, spesso le idee nascono per caso, su dei foglietti volanti. Poi vengono rielaborate a tavolino. Diverso è il discorso del romanzo – ne sto scrivendo uno – in cui bisogna fare molta attenzione alla trama, alla coerenza descrittiva, al modo di “fabbricare” i vari personaggi. Forse il lavoro di traduttrice mi aiuta da un punto di vista tecnico – accuratezza e autodisciplina sono due requisiti fondamentali – oltre naturalmente agli studi fatti, poiché alla Facoltà di Lingue si divorano classici in quantità industriale. Per tutto il resto, però, non si scappa: olio di gomito!

  1. C’è un personaggio delle tue storie al quale sei legato in modo speciale? Chi è e perché proprio lui?

Forse al personaggio di Giovanni nell’ultimo racconto, Deviazione. Ho provato molta empatia per lui – potrebbe essere uno dei milioni di giovani cui il nostro Paese non riesce a dare un avvenire dignitoso.

  1. Blocco dello scrittore: cosa fai per superarlo?

Semplice: invece di scrivere… leggo! Provando un po’ di frustrazione, lo ammetto.

  1. C’è un autore al quale ti ispiri o che abbia in qualche modo influenzato il tuo stile e i tuoi romanzi?

Tra gli scrittori italiani amo molto Moravia e Camilleri. Gli autori stranieri che mi hanno influenzato di più sono David Lodge e Kafka. Sempre parlando di classici, ho scoperto l’amore per la letteratura leggendo Madame Bovary di Flaubert.

  1. Bene, grazie per essere stata con noi. Ora salutaci con la tua citazione preferita!

Grazie e voi. La mia citazione preferita? “L’Italia è come una tela impressionista: da vicino noti i difettosi particolari, da lontano l’imperfetta bellezza”. Non è di nessun autore famoso… è mia!

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