INIZIA il BLOGTOUR di Armonia di Pietragrigia: TAPPA I

buon-junkie Dopo una faticaccia enorme e la (mancanza) di collaborazione di Creative Space Amazon, che sta facendo di tutto per non pubblicare il secondo volume di Armonia di Pietragrigia in cartaceo, eccomi qui con la prima tappa di questo lungo blog tour alla scoperta dell’universo magico di Flavoria, il mondo che ho creato come sfondo per le avventure di Armonia. Iniziare oggi, questo blog tour, è per me una gioia immensa: 20 anni fa J.K. Rowling pubblicava quella che è passata alla storia per una delle saghe fantasy più belle e coinvolgenti di sempre (per quanto mi riguarda LA PIU’ BELLA E COINVOLGENTE DI SEMPRE), non a caso la nascita di Armonia di Pietragrigia deve tantissimo a Harry Potter e alla sua mamma: ve ne accorgerete se vorrete intraprendere il viaggio attraverso le magiche terre di Flavoria! Ma veniamo a noi: questo blog tour vi farà conoscere meglio i personaggi, le ambientazioni, la storia e la magia della saga e, alla fine, saranno estratti due vincitori che si aggiudicheranno una copia cartaceo del primo volume nell’edizione nuova appena pubblicata e una copia digitale sempre del primo volume.

Per partecipare al giveaway non dovete far altro che compilare il modulo in basso, mettere like alle pagine dei blog partecipanti e a quella di Armonia di Pietragrigia, condividere il banner del blog tour sul vostro profilo (se volete taggate gli amici) e commentare tutte le tappe!

Non vi dico altro: la saga la scoprirete nelle prossime tappe, che sono le seguenti:

Martedì 27 giugno, scopriremo in anteprima la quarta di copertina e il titolo dell’ultimo volume, che uscirà a novembre 2017 – La Fenice Book

Mercoledì 28 giugno, sarà lanciato il booktrailer della saga – Scrivere mi piace ( )

Giovedì 29 giugno, Chi è Angelica? Se ve lo state chiedendo, lo scoprirete con l’intervista che mi hanno fatto Le Tazzine di Yoko

Venerdì 30 giugno, Per scoprire i luoghi di Armonia di Pietragrigia non c’è niente di meglio del divertentissimo booktag escogitato da Cricche Mentali per il suo canale youtube

Sabato 1 luglio, Se volete assaporare un po’ della magia che si respira a Flavoria, ecco quattro estratti dai primi 4 volumi Il mondo di Cry

Lunedì 3 luglio, Un altro booktag, questa volta per scoprire i personaggi di Armonia di Pietragrigia su Il mondo di Sopra

Martedì 4 luglio, Volete sapere perché mai dovreste leggere Armonia di Pietragrigia? Ecco 10 motivi secondo Virginia e il Labirinto

Mercoledì 5 luglio, Armonia approda in uno dei luoghi più magici della rete, il canale youtube e il blog di Anita Book, L’ora del libro, per la videorecensione de La Compagnia della Triste Ventura!

Giovedì 6 luglio, Conoscete un’ambasciatrice della magia migliore di Seli? Io no, infatti sarà lei in persona a parlarci del secondo volume I ribelli di Almamara nel suo magico antro Ombre Angeliche

Sabato 8 lugli, Non c’è Flavoria senza musica, lo sa benissimo Benny, che ci presenta la playlist di Armonia di Pietragrigia sul suo blog Look on Art

lunedì 10 luglio, Flavoria è una terra ricca di leggenda, quella di Piuma di Corvo è una delle tante e potrete leggerla in anteprima sul blog Emozioni di una musa.

martedì 11 luglio, Momenti romantici a Flavoria ne abbiamo? Direi proprio di sì! Ecco l’amore a Flavoria su Il cerchio della strega lettrice

mercoledì 12 luglio, Conosciamo meglio le Casate di Flavoria, i loro stemmi e i motti (e magari scegliete la vostra preferita, un po’ come le Case di Hogwarts!) su Le passioni di Brully

giovedì 13 luglio: Infine, conosciamo i nomi dei due vincitori, primo e secondo classificato, qui, proprio qui, dove il cerchio si chiude! Tea, Books & Rock’N’Roll

tappe completo

E ora a voi:

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VII Tappa Blog Tour: Tutta colpa della mia impazienza di Virginia Bramati

buon-junkie Oggi sono felicissima di ospitare l’ultima tappa del blog tour dedicato a un romanzo di cui mi sono innamorata nel momento esatto in cui ho visto la copertina e letto il titolo: Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato) di Virginia Bramati edito Giunti mi fa venire in mente l’estate, l’amore, i viaggi, le speranze… ed è proprio di questo che parla questa dolcissima storia, di cui a breve leggerete la mia recensione. In questa tappa, oltre a darvi qualche info sul romanzo, vi parlo dell’ambientazione che, sono sicura, vi conquisterà! Mi raccomando, non dimenticate di compilare il modulo per partecipare al giveaway: in palio una copia del romanzo!

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Il nuovo romanzo di Virginia Bramati, che racconta di Agnese, l’adorabile protagonista a cui improvvisamente muore la madre, e che si ritrova a fare i conti con i ritmi lenti della campagna, sullo sfondo di una Brianza sorprendente e rigogliosa, non lontano dal magico borgo di Verate che le sue lettrici hanno imparato ad amare. Agnese è una ragazza esuberante, autonoma, insofferente verso tutto ciò che frena la sua corsa, ma improvvisamente, la vita prende una piega terribilmente dolorosa e si ritrova scaraventata dal centro di una metropoli che non dorme mai, in una grande casa lungo un fiume, immersa nei ritmi immutabili della campagna. Una grande casa in campagna. Una madre morta troppo presto. Un giovane medico dagli occhi buoni e misteriosi. E un’estate in cui tutto sta per cambiare. Pagina dopo pagina, scopriamo insieme ad Agnese la saggezza nascosta nei gesti semplici della cura dei fiori: perché la felicità è più vicina di quanto pensiamo, se solo sappiamo rallentare e guardarla negli occhi.

Acquistalo su Amazon: cartaceo | ebook

L’ambientazione

Il libro è ambientato a Terzi sull’Adda paesino di tremila abitanti in provincia di Cremona o meglio così l’ho collocato dato che in realtà Terzi non esiste. E’ un posto piacevole dove vivere con viali alberati, circondato da una natura ricca e rigogliosa, con un tennis club situato sulle sponde del fiume, abitato da gente simpatica e (last but not least) con un panificio che sforna una magnifica focaccia al formaggio.
Di tanto in tanto si va anche a Milano.

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Partecipa al giveaway!

 

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Tappa II Blog Tour “Il desiderio lieve”: intervista a Bianca Cataldi [PinkBooks]

buon-junkie Oggi è una gioia per me tornare a parlare di una scrittrice che adoro: Bianca Cataldi. Cosa mi piace di lei come autrice? Lo stile onirico, poetico, delicato, anche quando descrive la “banale” vita quotidiana, Bianca sa mettere magia nella realtà e non è una qualità che hanno tutti gli scrittori, più o meno famosi. Di Bianca adoro anche lo splendido humour, l’autoironia che traspare dalle cose che scrive, soprattutto su Facebook. Insomma, un’autrice che mi ha conquistato con Isolde non c’è più e Riverside vol. 1 e che non vedo l’ora di riscoprire con questo nuovissimo lavoro: Il desiderio lieve.

Prima di lasciarvi all’intervista (tra l’altro realizzata alla velocità della luce, mentre Bianca era in aeroporto, diretta a Milano) voglio parlarvi di questa splendida collana di ebook realizzata da Pink Magazine Italia, webzine dedicata al lato “rosa” del mondo. I Pink books escono in allegato a Pink Magazine Italia (ma sono disponibili anche online su Amazon). Sono racconti di vita, d’amore e d’impegno sociale: un mondo di storie per sorridere, piangere, arrabbiarsi, meravigliarsi e con protagonisti unici, il tutto all’incredibile prezzo di lancio di € 1,99 con la possibilità di scaricare l’eBook a soli € 0,99 nel giorno di uscita di Pink Magazine! Qualche settimana fa, ho recensito in anteprima uno dei primi Pink Books usciti, Christmas in Paris di Viola Spring, date un’occhiata se vi va!

Ma ora buttiamoci a capofitto in questa splendida intervista!

desiderio-lieve-flavoriaTitolo: Il desiderio lieve
Autore: Bianca Rita Cataldi
Genere: Contemporaneo, amore, donne
Prezzo: 0.99 €
LINK ACQUISTO: Amazon

Trama: Laura ama leggere e perdersi nelle storie. Scrive racconti nei quali lascia scivolare persone reali che incontra nella sua vita quotidiana e delle quali non sa nulla. Questo equilibrio perfetto inizia però a incrinarsi quando il suo mondo di fantasia si mescola con quello reale. Infatti, pur essendo innamorata del suo ragazzo, scopre di essere incredibilmente attratta da un suo collega di facoltà, che le ha ispirato il personaggio più intrigante dei suoi racconti. Tra realtà e finzione letteraria, Laura sarà costretta a interrogarsi sulla natura del proprio desiderio e sulla linea sottile che divide il personaggio dalla persona che l'ha ispirato.

Intervista a Bianca Cataldi

Cioa Bianca, benvenuta sul mio sito! Andiamo subito al punto. Laura, la protagonista de “Il desiderio lieve” è una scrittrice e soprattutto una lettrice. Parlami un po’ di lei, come nasce questo personaggio? Ci sono elementi biografici?

Ciao Angelica, e grazie per avermi accolta nel tuo blog! Laura nasce nei miei anni da studentessa universitaria. Ero ancora in triennale quando per la prima volta pensai a lei. Le ho regalato il mio colore di capelli, alcuni dei luoghi preferiti della mia città e, soprattutto, la mia passione per i libri. Laura è una sognatrice, una ragazza che vive con un piede nella realtà vera e con l’altro nel mondo letterario. Questa sua caratteristica, però, la porta spesso a confondere i due piani e a rendere la finzione letteraria molto più vera di ciò che dovrebbe essere. Perché anche i sogni, di tanto in tanto, sanno essere pericolosi.

In questo romanzo breve, parli di un tema piuttosto complesso: quello del sottilissimo limite fra realtà e fantasia. La protagonista vive in una specie di equilibrio perfetto fra i due universi, almeno finché un’attrazione non calcolata la fa sbandare. A quel punto, è difficile distinguere la realtà dalla fantasia. Quanto ha influito il mondo reale nella creazione di questa storia? Sei partita da qualcosa di concreto o le radici di questa storia affondano nella pura fantasia?

Per questo libro sono partita da qualcosa di davvero molto concreto, ovvero da un’esperienza che ho vissuto sulla mia pelle. Al secondo anno di triennale ho davvero beccato una cotta micidiale per un mio collega che, neanche a dirlo, era sul serio il personaggio di una mia storia… QUESTA storia. Fin qui, tra me e Laura non c’è proprio alcuna differenza. Poi, naturalmente, la fantasia ha avuto il sopravvento e ho costruito intorno a Laura una serie di situazioni che non hanno nulla a che fare con ciò che ho vissuto in prima persona. La cosa curiosa è che questo libro, iniziato nel 2012, è stato portato a termine solo quattro anni dopo, forse proprio perché ho avuto bisogno di rielaborarlo e di staccarmi del tutto dalla parte autobiografica della vicenda. Ebbene sì, il confine tra realtà e fantasia sa essere davvero molto labile, certe volte!

L’amore è un altro dei temi portanti del romanzo: è la forza che sconvolge il mondo di Laura. Per te è questo l’amore? Una forza che non può essere controllata, una sorta di stargate tra realtà e fantasia?

Sì e no. Mi spiego: l’amore, secondo me, ha due facce che si susseguono in ordine cronologico. La prima faccia è quella che si trova a vivere Laura con lo studente, ovvero una passione travolgente che acceca e che la costringe a mettere in dubbio tutte le sue certezze. Questo aspetto, però, non basta a costruire l’amore. L’amore vero è forse la seconda faccia, ciò che viene dopo l’ondata iniziale di passione e che resiste al logorio del tempo e alla caduta delle illusioni. Nessuna delle due facce può prescindere dall’altra. Non credo agli amori “tranquilli”, a quelli che iniziano senza passione e che partono da subito con un affetto quasi fraterno. Allo stesso modo, però, non credo nemmeno a quegli amori che sono solo “sturm und drang” e che non portano da nessuna parte. L’amore vero è forse un compromesso tra i due aspetti. La persona che ami è quella da cui vieni travolta, ma è anche quella davanti alla quale non ti vergogni di mostrarti col pinzone nei capelli e la macchia di sugo sul pigiama.

Il titolo del romanzo è “Il desiderio lieve”, una specie di ossimoro, no? Colleghiamo il desiderio con una forza prorompente, in questo caso perché è “lieve”?

Eheh, hai colto nel segno! Hai ragione, è un ossimoro perché si tratta di un desiderio che “non basta” per costruire qualcosa di solido. Laura non è veramente attratta dall’altro, dalla sua naturalità e dalla sua esistenza materiale nel mondo. Ciò da cui è attratta è l’illusione, il mondo letterario che ha costruito intorno a quella persona. Ecco perché il desiderio è “lieve”: perché muove i suoi passi in una post-realtà, per dirla con Eco, e cioè in un mondo che è vero solo finché è l’illusione a tenerlo in piedi.

Descrivi Bianca scrittrice: secondo te è più calata nella realtà o nella fantasia?

La Bianca scrittrice è schizofrenica, lo ammetto. Quando scrive per ragazzi, si lascia andare completamente alla fantasia e dimentica persino il suo nome. Quando scrive per adulti, però, è costretta a scendere a patti con la sostanza vera della cose. Non saprei dire quale dei due aspetti mi rappresenti di più, però so che non riuscirei mai a rinunciare né all’uno né all’altro.

Raccontaci qualcosa dei tuoi prossimi progetti.

C’è un po’ di fermento, in questo periodo, ma ciò che posso dire è che senz’altro è in arrivo qualcosa di nuovo. Soprattutto, è in corso un esperimento a quattro mani con una scrittrice che amo profondamente e che è mia grande amica, Maria Capasso. Parole d’ordine: Parigi, libri e caffè.

Se si potesse realizzare un tuo sogno, nell’immediato, quale sarebbe?

Viaggiare. In realtà lo sto già facendo, ma mi piacerebbe lanciarmi in progetti più ambiziosi, come il Tumbleweeding alla Shakespeare & Co. di Parigi e un interrail in Europa.

Saluta con la tua citazione preferita.

Vi saluto con la citazione di Thomas Mann (La morte a Venezia) che apre il romanzo e che secondo me ne esprime appieno il senso: “L’uomo ama l’uomo e lo onora finché non è in grado di giudicarlo, e dall’incompleto conoscersi nasce il desiderio”. Grazie infinite per avermi accolta!

Grazie infinite a Bianca per questa splendida intervista! Voi correte subito ad acquistare Il desiderio lieve e non perdete le altre tappe del blog tour!

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Tappa V BlogTour “Portami nel tuo inferno”

buon-junkie È tempo di BlogTour e di giveaway a tema libri! Il romanzo che vi presento oggi è Portami nel tuo inferno di Yvan Argeadi e Diletta Brizzi, edito Les Flaneurs. Si tratta di un fantasy molto particolare che coinvolge addirittura… gli dei dell’Olimpo! In questa tappa, oltre a fornirvi alcune informazioni sul romanzo, gli autori spiegano come mai hanno deciso di scrivere un romanzo sugli dei dell’Olimpo!

Non dimenticate di partecipare al giveaway (in basso trovate il form per iscrivervi): potreste vincere una copia cartacea di Portami nel tuo inferno!

copertina

Autore: Yvan Argeadi • Diletta Brizzi
Titolo: Portami nel tuo Inferno
Editore: Les Flauners
Isbn: 978-88-99500-47-4
Anno: 2016
Pag: 400
Prezzo: € 20,00
Sinossi: Quando Zeus, dopo la Titanomachia, decide di spartire il dominio del mondo con i suoi fratelli, sceglie per Poseidone il mare, per sé il cielo e per Ade gli inferi, condannandolo alla solitudine. Il monarca infernale, però, viene conquistato dagli occhi della bella Persefone, figlia prediletta di Zeus, e un giorno, grazie all’aiuto di Afrodite, riesce a rapirla e portarla con sé nel suo regno di tenebra. Il suo è un gesto clamoroso che porta nuovamente gli dei a una battaglia feroce, tanto quanto lo è il sentimento che la muove e Zeus vuole contrastare: l’a- more. Contro ogni previsione, i due riescono a coronare il proprio sogno, riportando a nuova vita il rapporto fra i due fratelli, divisi dall’ambizione e dalla potenza. Col passare dei millenni, il matrimonio di Afrodite e Ares è l’occasione per il loro ritorno sull’Olimpo, ma una giornata apparentemente lieta viene bruscamente interrotta da un ospite indesiderato. Il cielo e gli in- feri sono chiamati ad allearsi per sconfiggere un nuovo nemico che porta a galla un passato dimenticato, sepolto nella parte più profonda del Tartaro.

Autori:

Yvan Argeadi (Torino, 1987). Prima di Portami nel tuo Inferno ha già autopubblicato alcuni romanzi e racconti, ancora disponibili, utilizzando lo pseudonimo Argeadi , mentre con lo pseudonimo Pendragon ha pubblicato testi di natura filosofica e spirituale.
Diletta Brizzi (Pisa, 1989). Ha già autopubblicato racconti urban fantasy dedicati agli an- geli caduti. Portami nel tuo Inferno, prima autopubblicato su Amazon con il titolo Take me into your Hell, è stato il primo romanzo scritto a quattro mani con Yvan Argeadi.

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Perché avete scritto un romanzo sugli dei dell’Olimpo?

Volevamo scrivere un romanzo che ripercorresse per filo e per segno un mito senza cambiarne una virgola e abbiamo scelto quello greco perché è un tipo di mito su cui eravamo entrambi abbastanza ferrati e le cui lacune erano facilmente colmabili con qualche ricerca essendo quella greca la cultura più vicina alla nostra nel passato.
La scelta dei protagonisti poi è stata fatta da Yvan che voleva come protagonisti della storia personaggi malvagi, facendoli restare tali ma mostrando la storia dal loro punto di vista così che i lettori potessero capire le motivazioni dietro gesti non conformi alla visione comune, mostrando come anche un cattivo abbia in sé un lato “umano” che difende proprio con il suo atteggiamento malvagio affinché non venga leso, pertanto direi di natura addirittura più sensibile dei classici buoni.
Inoltre la storia di Ade e Persefone mi ha sempre affascinato anche se comunemente veniva detto che Persefone era stata costretta a rimanere per sei mesi negli Inferi contro la propria volontà, perciò mi sono chiesta se fosse realmente così. Persefone era davvero obbligata a vivere in quel luogo oscuro oppure aveva scelto di restare al fianco di colui che la riteneva la cosa più bella al mondo? L’unica luce in mezzo a tanta oscurità?
Da qui è nato Portami nel tuo Inferno.

Non perdetevi le altre tappe del blog tour e partecipate al giveaway!

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II Tappa Blog Tour: Il Barone dell’Alba di Stefano Valente

buon-junkieSono felicissima oggi di potervi parlare di un romanzo storico che mette insieme viaggi, misteri, amore: sto parlando de Il Barone dell’Alba di Stefano Valente edito Graphofeel Edizioni.
In questa tappa farò quattro chiacchiere con l’autore, parleremo del suo romanzo, naturalmente, del personaggio principale, un giovane nobile alle prese con il suo viaggio di formazione e un grande mistero e di scrittura in generale. Siete curiosi? Allora buttiamoci!
Ah, non dimenticate di seguire anche le altre tappe del blog tour, tutte molto interessanti!

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TITOLO: Il Barone dell’Alba
AUTORE: Stefano Valente
GENERE: Narrativa
EDITORE: Graphofeel Edizioni
DATA PUBBLICAZIONE: 20 maggio 2016
PAGINE: 333
FORMATO: Cartaceo
PREZZO: 14,00€

SINOSSI

La fine del ’700: il Grand Tour del giovane barone borbonico Francesco Antonio si trasforma in una rocambolesca sequenza di avventure cui fanno da sfondo l’Italia e il Mediterraneo, la Sicilia e Malta, fino all’Egitto delle antichissime divinità teriomorfe e dei loro orripilanti misteri.
Sulle tracce di un enigmatico ritratto di donna il barone di Santamaria di Calòria percorrerà i mari e gli Stati, in compagnia di preti avventurieri e bestemmiatori, di sbirri negromanti dall’ambigua bellezza, braccato dai sicari della Chiesa e dalle spie dell’Inquisizione. Rapimenti, duelli, le prime esperienze dei sensi. Dalle sabbie del deserto africano al ritorno nella città dorata dove ogni cosa ha avuto inizio, la Storia si fonde con l’Immaginario. Le lingue, le parlate e i dialetti si amalgamano nella narrazione in cui sfilano tableaux ricchissimi e vivaci di luoghi, comparse e personaggi mai del tutto decifrabili, ciascuno col proprio insospettabile segreto. E soprattutto scorre davanti ai nostri occhi il racconto della Notte che incalza invano il Mattino e le sue rivelazioni: poiché sa che, quando infine li avrà raggiunti, non sarà in grado di riconoscerli. Verità e Finzione, Ragione e Follia, Voce e Silenzio, si danno convegno per raccontare una vita.

Intervista all’autore

 

Il Barone dell’Alba è il viaggio di un giovane nobile impegnato nel suo Grand Tour e raccontato dalla sua stessa voce: un viaggio lungo, dall’Italia all’Egitto, sulle tracce di un misterioso ritratto di donna. Com’è nata l’idea per questa storia?

La fase di “gestazione” di un lavoro letterario è sempre oscura, indefinibile. Per Il Barone dell’Alba ho dovuto in qualche modo “rendere conto” a tutta una serie di immagini e sensazioni che premeva con forza per uscir fuori, affiorare. Dalla mente e dall’anima. Scrivere per me significa muovermi su entrambi i piani, cercare anzi di fonderli in un unicum che rassomigli quanto più possibile alla vita stessa. Insieme d’anima e mente sono le apparizioni, le situazioni, i personaggi che abitano Il Barone dell’Alba. Il protagonista prima di tutto, che è pure la voce narrante del romanzo. Il Barone dell’Alba è un romanzo che si spinge al di là della storia in sé, insegue e traccia con passione, furia, sofferenza, l’essere umano. Il giovane barone di Santamaria di Calòria, le sue peripezie, le avventure che lo trascinano nel suo viaggio rocambolesco per terre e per mari, siamo tutti noi. Ciascun individuo, insomma, costretto a guardare dentro la luce e nel buio della propria esistenza. Un’alternanza raramente nitida allo sguardo, allo comprensione: un tessuto dalla trama spesso sfuggente, ambigua – d’amore e di odio, splendore e miseria, speranza e follia. Come ambientazione ho scelto non a caso il ’700: considero la conclusione del XVIII secolo – con l’Illuminismo, la rivoluzione francese e le sue derive – la vera metafora e l’embrione del nostro contemporaneo. Il ’700 segna la nascita del pensiero moderno, ma anche l’illusione dell’onnipotenza dell’uomo. E il tradimento delle libertà, sociali e ideologiche, appena conquistate. Il Barone dell’Alba non poteva avere nessun altro scenario…

Il Barone dell’Alba fonde storia, mistero, avventura, amore: è la storia di un ragazzo che diventa uomo? Possiamo anche definirlo un po’ “romanzo di formazione”?

Senza dubbio è un poco anche questo. Ma è anche molto altro: Il Barone dell’Alba è un romanzo d’appendice, un libro di viaggi, la narrazione dalla viva voce – o meglio, dalla penna – del suo protagonista (e in questo senso è un libro dentro al libro: prende l’avvio dal rinvenimento nell’Archivio di Stato di Palermo di un manoscritto intitolato Alterne venture, viaggi e peripezie, come li visse il giovine Francesco Antonio, Barone di Santamaria di Calòria, narrati da lui medesimo). Forse perché io non amo la letteratura «di genere», anzi: preferisco una scrittura che sia libera di spaziare, senza costrizioni e fuori dai luoghi comuni. Sia l’autore che il lettore oggi dovrebbero ricercare strutture e linguaggi innovativi. Altrimenti continueremo ad avere gli scaffali stipati di doppioni e cloni.

Hai scelto di scrivere questa storia facendola raccontare al protagonista, come ti sei preparato per poter parlare con la voce di un nobile del ’700?

La dimensione del linguaggio, inteso nel duplice aspetto di documento scritto e di oralità, è fondamentale nel mio lavoro creativo. Lo devo alla mia formazione e ai miei studi, di linguistica e storia della lingua. Per Il Barone dell’Alba – per la veridicità dell’intero impianto narrativo – era essenziale costruire un idioma storicamente “plausibile”. Quindi letture di testi del XVIII secolo, letterari e non, una ricerca di attestazioni a più livelli: dalle liste di vendita e le commesse dei mercanti d’arte agli epistolari. Con le rettifiche del caso, perché una replica precisa, ad esempio, del periodare settecentesco avrebbe tediato il lettore. Però in realtà Il Barone dell’Alba non gioca solamente su un italiano di fine ’700. La ricchezza e la molteplicità dei dialetti e degli idiomi – esotici e non – che sono le tante voci del romanzo mettono in scena anche il mondo teatrale e variopinto di quei tempi. Con effetti davvero inconsueti per l’orecchio e l’immaginazione di chi legge…

È stato prima il personaggio a venire da te o la storia?

Entrambi, vorrei dire. Fortissima la “presenza” del barone – giovane, anziano: nelle varie fasi della sua esistenza di fortune e di sventure –, ma non meno intensa, prorompente, la catena delle sue vicissitudini, e di quelle degli altri personaggi. Il Barone dell’Alba – lo scoprirete leggendo – è un libro che segna irrimediabilmente chiunque vi si immerga. Trasporta cuore e ragione nel fiume dei suoi capitoli. Proprio come ha fatto con me durante la stesura. Terminate le sue pagine non si è più come all’inizio. Qualcosa è cambiato – in fondo a noi stessi…

Con quale frequenza scrivi e quanto tempo ci hai messo a finire Il Barone dell’Alba?

La scrittura è un vero e proprio lavoro, sia nel senso “artigianale” – del plasmare ciò che prima non esisteva –, sia come impegno, esercizio faticoso. Chi scrive scrive sempre, mi piacerebbe poter dire. Ma è più corretto affermare che chi scrive deve scrivere sempre. Soffrire sopra il foglio. La parola, la frase, sono una musica esigente, che richiede al suo compositore assoluta devozione. Specialmente per autori che, come me, non seguono scalette o schemi – inseguono il racconto che si crea quasi da se stesso, in progress. Quantificare i tempi della scrittura non è facile. Ogni testo ha una storia e una “durata” differenti. E fra le molte, faticose lezioni che impartisce la scrittura ce n’è una preziosissima: la pazienza. Ogni periodo, paragrafo, frase, deve decantare nella coscienza dell’autore. Allora e solo allora, trascorso il tempo necessario, emergerà il superfluo – ciò che andrà tagliato – e la lacuna da colmare – quello senza il quale una sequenza o un personaggio, o persino tutto un romanzo, mancano d’incisività. Il Barone dell’Alba ha richiesto circa un anno e mezzo, fra stesura e successive riscritture e correzioni. E parecchi altri mesi, a distanza di qualche anno, per un nuovo editing. Tutto sommato un tempo brevissimo. Perché alla base c’era l’impulso “torrenziale” delle voci e delle vite dei suoi personaggi.

Qual è stata la parte più difficile nella stesura di quest’opera?

Forse il principio: negli inizi si cela il rischio enorme di non essere ancora totalmente coinvolti, la penna è appena “tiepida”. Ma poi mi sono lasciato trascinare dal barone Francesco Antonio, dallo scricchiolare frenetico del suo pennino sulla carta – con la sua stessa impellenza a narrare il suo rincorrere infinito della luce: la luce che scorgeva sempre inarrivabile dal fondo della sua oscurità…

Quali sono i tuoi riferimenti letterari, gli autori che ami di più?

Molti, moltissimi. Per diverse ragioni. Leggo e rileggo i classici. E i miei classici, che sono Borges, Gesualdo Bufalino, il brasiliano Guimarães Rosa (purtroppo semisconosciuto qui in Italia: il «Dante degli altipiani del Sertão», equilibrista dell’oralità), Calvino, Sciascia. E Julio Cortázar: «Cortázar è il migliore», come diceva un altro imperdibile sudamericano, il cileno Roberto Bolaño. E altri grandissimi come Marguerite Yourcenar, Nabokov, Anna Maria Ortese. È un elenco parziale, difettoso. A cui aggiungo doverosamente Ágota Kristóf, nota più che altro per i suoi superlativi Il grande quaderno, La prova e La terza menzogna (raccolti nella Trilogia della città di K.). Non posso dimenticare, poi, Hugo Pratt, il padre di Corto Maltese e altre graphic novels d’eccezione: oltre a scrivere, io disegno, sceneggio fumetti e illustro da sempre, e con Pratt andiamo ben al di là del mondo dei comics. La sua opera è letteratura pura, discendente diretta dei libri di Stevenson, Conrad, Hemingway, Chatwin (solo per citarne alcuni).

Blocco dello scrittore. Come lo superi?

Tra mille tormenti, cerco di abbandonarmi alle parole – di “aprirmi” al loro scorrere. Così che le frasi generino altre frasi. È sempre un momento nevralgico, comunque. Perché per me la scrittura è un impegno che esige rigore e costanza. Tornare e ritornare sui periodi, correggere ed eliminare. E di nuovo riscrivere. L’autore ha l’obbligo di essere il più severo critico di ciò che crea. E leggere, leggere sempre – i classici, i contemporanei (cosa che può aiutare molto a superare un blocco). Per imparare. In totale e sincera umiltà.

Salutaci con un citazione che ami particolarmente.

«Forse è questo, lo scrivere Romanzi: vivere attraverso i propri personaggi, far sì che questi vivano nel nostro mondo, e consegnare se stessi e le proprie creature al pensiero di coloro che verranno, anche quando noi non potremo più dire io…».
(Umberto Eco, L’isola del giorno prima).

Allora? Cosa ne pensate? Vi ha incuriosito? A me tantissimo e a breve leggerete anche la mia recensione!

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