Tappa VIII – Blog Tour Il Marciume (Raven Rings #2): ambientazione e leggende

Benvenuti all’ottava tappa del Blog Tour dedicato all’uscita del secondo e attesissimo volume della serie Raven Rings di Siri Pettersen che Multiplayer Edizioni ha avuto il merito di portare qui in Italia: il nostro paese ha accolto calorosamente l’autrice e i suoi personaggi, che si sono guadagnati subito un fandom accanito e affezionato.

Per quanto mi riguarda, uno dei maggiori pregi della serie è la maniera con cui l’autrice è riuscita a usare e reinterpretare le tradizioni e le leggende nordiche, dando loro nuova linfa vitale e nuovi significati. Ecco perché ho deciso, in questa tappa, di parlarvi del fantastico simbolismo, legato ad ambientazioni e personaggi, che Siri Pettersen sviluppa nella sua opera. Andiamo subito alla scoperta delle leggende nascoste in questa storia stupenda, ma prima ecco le info tecniche sul libro!

Titolo: Il Marciume
Autore: Siri Pettersen
Serie: Raven Rings #2
Preceduto da: La figlia di Odino (recensione)
Editore: Multiplayer Edizioni
Genere: Fantasy
Data di pubblicazione: 17/05/2018
Pagine: 492
Prezzo: 21.00 €
Link acquisto: Cartaceo

Trama: Hirka è prigioniera di un mondo morente, divisa tra cacciatori di teste, nati dalle carogne e la nostalgia di Rime: per rivederlo sacrificherebbe ogni cosa. Nel nostro mondo a lei sconosciuto, è un bersaglio facile e la lotta per la sopravvivenza non è nulla rispetto a ciò che accadrà quando prenderà coscienza della propria identità. La fonte del marciume ha bramato la libertà per mille anni. Una libertà che soltanto Hirka può dare.

Ambientazione

L’autrice ha ambientato la sua storia in una gelida terra del nord dal nome mitico (Ymslanda), nella quale, ci tiene a specificare, non troverete draghi, spade magiche o altro. Una sorta di magia c’è, ma è una magia misteriosa, legata alla natura, alle leggende, alla superstizione. In questo secondo volume, inoltre, Siri Pettersen ambienta una parte della storia nel nostro mondo, nella nostra Europa, terra moderna ma ricca di antiche leggende.

Ymslanda è un mondo organizzato come nelle antiche terre vichinghe, disseminato di villaggi e agglomerati cittadini più grandi, in cui religione e politica spesso coincidono: il potere è concentrato nelle mani di un Consiglio ristretto che utilizza le leggende e la paura del diverso e dell’ignoto per governare e mantenere l’egemonia. Sangue, sacrifici, rituali sono la base di questo potere.

L’Europa, invece, è quella che conosciamo ma… con qualche segreto e leggenda in più! La bellissima mappa all’inizio del secondo volume ce la mostra per la terra dove sono nati miti e leggende.

Il collegamento tra i due mondi, Ymslanda ed Europa, avviene tramite dei portali, i Raven Rings che danno il titolo alla serie e richiamano una delle creature più significative della mitologia norrena: il corvo.

Le leggende

Dalle fonti, sappiamo che i Vichinghi tenevano in gran conto il coraggio, dunque l’arte della battaglia, che garantiva ai migliori guerrieri l’accesso al Valhalla, dove avrebbero banchettato al cospetto di Odino stesso, l’astuzia (una delle divinità più importanti del pantheon norreno è Loki, dio dell’astuzia) e il Fato, che governa tutte le azioni umane. Su questi tre elementi si fonda questa bellissima saga: coraggio, astuzia, fato.

Ma da quali leggende si è lasciata ispirare Siri Pettersen?

Il corvo

Nella mitologia norrena il corvo è il simbolo di Odino: il padre degli dei, infatti, viene raffigurato in compagnia di due corvi che rappresentano il Pensiero e la Memoria, due qualità fondamentali in una cultura, come quella vichinga, che non conosceva ancora la parola scritta. Tutto doveva essere pensato e ricordato, ecco perché i riti erano così importanti: conservavano la cultura intera di un popolo. Ed ecco perché il Rito cui è sottoposta Hirka nel primo volume (un rito di passaggio in cui deve dimostrare di possedere il Dono, una sorta di potere che la unisce alla Natura) svolge un ruolo così essenziale. Secondo la leggenda, i corvi di Odino ogni sera tornavano dal loro padrone, si appollaiavano sulla sua spalla per raccontargli tutto ciò che avevano visto: la loro figura, infatti, è collegata anche alla saggezza e alla conoscenza. Inoltre il corvo, nella mitologia norrena, è associato a saggezza, preveggenza e lungimiranza ed è simbolo di morte e distruzione, visto si nutre anche di cadaveri di animali e di uomini. Ora guarderete ai corvi che popolano le pagine di questa saga con un rispetto ancora maggiore, vero?

Odino

Hirka viene definita “figlia di Odino” perché non ha la coda, è diversa dal resto degli abitanti di Ymsland (praticamente è umana!) e viene accusata di aver lasciato passare gli Orbi a Ymslanda, attraverso i Cerchi di Pietre detti Raven Rings. Perché, dunque, “figlia di Odino”? Odino, il padre degli dei, è il dio più antico del pantheon norreno. Una delle sue caratteristiche è il perenne viaggiare alla ricerca della conoscenza: vi ricorda qualcuno? A me Hirka e il viaggio che deve intraprendere per scoprire la verità su se stessa e sul suo mondo. Odino, infatti, era rappresentato anche con le sembianze di un ramingo, l’unico a conoscere il segreto dei Nove Mondi in cui la mitologia norrena divide il mondo conosciuto. E anche Hirka, come Odino, è destinata a muoversi tra mondi diversi. Addirittura, anche prima che la sua avventura ufficialmente abbia inizio, Hirka vive viaggiando per tutta Ymslanda assieme al suo padre adottivo, un guaritore. Il viaggio, insomma, è nel suo sangue!

I capelli rossi

Hirka ha capelli rosso fuoco, una caratteristica che ha sempre richiamato un carattere fiero e sprezzante delle regole, come in effetti è anche la nostra eroina. In passato le persone dai capelli rossi venivano anche guardate con sospetto e, a volte, con paura, proprio per la loro diversità.

Raven Rings

I famosi Raven Rings della serie non sono altro che cerchi megalitici, cioè cerchi di pietre gigantesche che, personalmente, mi hanno ricordato molto Stonehenge. Costruzioni di questo tipo erano tipiche dell’area nordica (ma non solo, se ne trovano anche in Sardegna) di epoca neolitica. Alcuni pensano che Stonehenge rappresenti una sorta di “osservatorio astronomico”, anche se le leggende parlano di antichi portali per altri mondi e oscuri sacrifici (ops!). I Raven Rings di Siri Pettersen hanno sicuramente una funzione magica e misteriosa, come scoprirete leggendo.

Il marciume

Il marciume che dà il titolo al secondo volume è la più grande paura di Hirka e degli abitanti di Ymslanda: nella mitologia nordica, allo stesso modo, coloro che morivano per malattia (quindi non combattendo) o che in vita si erano comportati da codardi o male erano condannati alla Terra delle Nebbie, l’ultimo dei Nove Mondi, dove subivano punizioni feroci e dove i corpi erano sottoposti a una continua ed eterna putrefazione: che Siri Pettersen si sia ispirata a questa leggenda per definire il suo “marciume”? In effetti una delle grandi paure dei popoli antichi era proprio l’estrema volatilità della natura umana: ecco perché spesso i morti venivano bruciati, proprio per evitare l’orribile putrefazione della morte.

E con questo credo di aver approfondito alcuni degli aspetti più interessanti della serie, spero anche di avervi incuriosito e spinto a leggere questa serie! Non perdete le altre bellissime tappe!

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Recensione di Wolves Coast, Ornella Calcagnile – Dunwich

Esce oggi il nuovissimo romanzo di Ornella Calcagnile, Wolves Coast edito Dunwich Edizioni e io sono pronta a partecipare al blog tour di presentazione con la mia recensione. Cosa aspettarsi da Wolves Coast? Una storia d’amore intensa e appassionata, una lotta crudele che dura da secoli tra due clan molto “speciali”, azione, avventura, tradimenti e antiche leggende.


TITOLO: Wolves coast
AUTORE: Ornella Calcagnile
GENERE: Fantasy/Young adult
PAGINE: 198
PREZZO: ebook € 3,99 – cartaceo € 14,90
DATA DI USCITA: 9 marzo 2018
Link di acquisto: ebook – cartaceo

Già dalla bellissima cover e dal titolo possiamo avere un’intuizione di quel che troveremo in questo romanzo: una ragazza, bellissima, ferita, alla ricerca di se stessa e della propria strada e lupi. Ebbene sì, questi splendidi animali popolano le pagine di questo romanzo: si parte dal titolo, la Costa dei Lupi, per poi andare al fulcro stesso della vicenda, che si svilupperà più o meno da metà romanzo in poi, in cui creature antiche, selvagge e in lotta tra loro si affrontano per la supremazia in questo sottile lembo di costa.

Ma andiamo con ordine. La storia è raccontata con un POV incrociato che vede le voci dei due protagonisti intrecciarsi e narrare la vicenda dai rispettivi punti di vista.
Emily Owen ha 21 anni ed è terribilmente confusa, rispetto a ciò che vuole dalla vita. Ha lasciato l’Università per la fotografia, con grande dolore da parte dei suoi genitori, ha interrotto la sua relazione con Maxwell, che con la sua pignoleria e ambizione rappresentava tutto ciò che Emily stessa ha sempre detestato, lei così incerta sul suo futuro e sulla strada da prendere.
É per questo che, quell’estate, Emily decide di partire alla ricerca di se stessa, con la sua valigia fatta in fretta e furia, diretta verso un luogo dal nome e dall’aspetto idillico, Wolves Coast, nello stato di Washington.

Ave­vo cercato su internet un luogo lontano dalla cupezza delle me­tropoli, un posto genuino e vivace, e lo avevo trovato: Wolves Coast, dove ancora si ergeva una comunità indiana intatta. Il panorama era mozzafiato: monti, boschi, roccia e sabbia.

Wolves Coast ha una storia antichissima, fatta di cruente lotte e una guerra intestina e sanguinosa per il possesso della terra: la costa è infatti divisa in due zone, South Wolves e North Wolves, completamente diverse tra loro. Mentre a South si trovano i nativi americani, che lottano contro l’avanzare del progresso e provano a conservare l’habitat naturale dei lupo, a North si trovano i discendenti degli europei e gli amerindi che, invece, favoriscono il progresso. Ma cosa c’è davvero, dietro la lotta dei due potenti clan?
Emily è destinata a rimanerne coinvolta, nel momento in cui incontra Howi Brant, giovane nativo americano che sembra subito attratto da lei, ricambiato. La passione che, di lì a poco, esplode fra i due avrà conseguenze anche sulla guerra in corso. Sì, perché da Emily è profondamente attratto anche Juri Gardner, rampollo della potente famiglia che governa il clan di North Wolves. La guerra che Juri e Howi cominceranno a farsi, per l’amore di Emily non è soltanto la lotta di due maschi per una donna, ma diventerà il simbolo dell’antichissima guerra fra due popoli il cui esito potrà essere solo la sopravvivenza dell’uno e la distruzione dell’altro.

La parte romantica e passione, dunque, è profondamente legata ai destini dei due popoli e alle vicende che coinvolgono creature molto speciali, chiamate dagli indiani Hania-Tohopka, spirito-guerriero bestia. Non vi dirò altro, perché scoprirete leggendo il romanzo tutta la loro storia. Veniamo invece al concetto principale del romanzo: la diversità, l’amore, le guerre intestine, argomenti attualissimi che Ornella affronta con decisione e puntualità, schierandosi nettamente dalla parte di chi considera l’amore la cura di gran parte dei mali del mondo, la diversità come puramente concettuale, il dialogo come necessario alla vita. Al di là delle vicende dei singoli, insomma, uno dei punti di forza del romanzo è la sua caratteristica di storia corale, popolata da tanti personaggi, che trasmette subito il concetto di “famiglia” nel suo significato più profondo. Famiglia non è un insieme di legami di sangue, famiglia è un gruppo di persone simili, legate da rispetto, amore, dedizione.
Emily è sola, confusa, alla sbaraglio, da questa vicenda incredibile uscirà profondamente cambiata (e non sapete quanto!), ma più forte, decisa. Alla fine, prenderà la sua decisione e sarà la decisione di una donna finalmente cresciuta.

Hai preso il mio cuore in così breve tempo che mi pare assurdo pronunciare queste parole, ma è così: ti amo.

L’amore è ovviamente il motore principale della storia, ma non è ridondante, piuttosto è funzionale alla vicenda. I frequenti cambi di scena e di POV, hanno un ritmo da serie TV e in effetti una serie tratta da questo libro ci starebbe moltissimo: Wolves Coast è un’ambientazione precisa, caratteristica, il background storico è stato trattato benissimo, i personaggi hanno la loro profondità. É una storia che si svolge nell’arco di un’estate, che fa venir voglia di mettere tutto in valigia e partire, come Emily, alla ricerca di un luogo sconosciuto, lontano e magico, in cui le leggende popolari si mescolano ai problemi più attuali e, ovviamente, alla forza più devastante che esista al mondo: l’Amore.

 

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INIZIA il BLOGTOUR di Armonia di Pietragrigia: TAPPA I

buon-junkie Dopo una faticaccia enorme e la (mancanza) di collaborazione di Creative Space Amazon, che sta facendo di tutto per non pubblicare il secondo volume di Armonia di Pietragrigia in cartaceo, eccomi qui con la prima tappa di questo lungo blog tour alla scoperta dell’universo magico di Flavoria, il mondo che ho creato come sfondo per le avventure di Armonia. Iniziare oggi, questo blog tour, è per me una gioia immensa: 20 anni fa J.K. Rowling pubblicava quella che è passata alla storia per una delle saghe fantasy più belle e coinvolgenti di sempre (per quanto mi riguarda LA PIU’ BELLA E COINVOLGENTE DI SEMPRE), non a caso la nascita di Armonia di Pietragrigia deve tantissimo a Harry Potter e alla sua mamma: ve ne accorgerete se vorrete intraprendere il viaggio attraverso le magiche terre di Flavoria! Ma veniamo a noi: questo blog tour vi farà conoscere meglio i personaggi, le ambientazioni, la storia e la magia della saga e, alla fine, saranno estratti due vincitori che si aggiudicheranno una copia cartaceo del primo volume nell’edizione nuova appena pubblicata e una copia digitale sempre del primo volume.

Per partecipare al giveaway non dovete far altro che compilare il modulo in basso, mettere like alle pagine dei blog partecipanti e a quella di Armonia di Pietragrigia, condividere il banner del blog tour sul vostro profilo (se volete taggate gli amici) e commentare tutte le tappe!

Non vi dico altro: la saga la scoprirete nelle prossime tappe, che sono le seguenti:

Martedì 27 giugno, scopriremo in anteprima la quarta di copertina e il titolo dell’ultimo volume, che uscirà a novembre 2017 – La Fenice Book

Mercoledì 28 giugno, sarà lanciato il booktrailer della saga – Scrivere mi piace ( )

Giovedì 29 giugno, Chi è Angelica? Se ve lo state chiedendo, lo scoprirete con l’intervista che mi hanno fatto Le Tazzine di Yoko

Venerdì 30 giugno, Per scoprire i luoghi di Armonia di Pietragrigia non c’è niente di meglio del divertentissimo booktag escogitato da Cricche Mentali per il suo canale youtube

Sabato 1 luglio, Se volete assaporare un po’ della magia che si respira a Flavoria, ecco quattro estratti dai primi 4 volumi Il mondo di Cry

Lunedì 3 luglio, Un altro booktag, questa volta per scoprire i personaggi di Armonia di Pietragrigia su Il mondo di Sopra

Martedì 4 luglio, Volete sapere perché mai dovreste leggere Armonia di Pietragrigia? Ecco 10 motivi secondo Virginia e il Labirinto

Mercoledì 5 luglio, Armonia approda in uno dei luoghi più magici della rete, il canale youtube e il blog di Anita Book, L’ora del libro, per la videorecensione de La Compagnia della Triste Ventura!

Giovedì 6 luglio, Conoscete un’ambasciatrice della magia migliore di Seli? Io no, infatti sarà lei in persona a parlarci del secondo volume I ribelli di Almamara nel suo magico antro Ombre Angeliche

Sabato 8 lugli, Non c’è Flavoria senza musica, lo sa benissimo Benny, che ci presenta la playlist di Armonia di Pietragrigia sul suo blog Look on Art

lunedì 10 luglio, Flavoria è una terra ricca di leggenda, quella di Piuma di Corvo è una delle tante e potrete leggerla in anteprima sul blog Emozioni di una musa.

martedì 11 luglio, Momenti romantici a Flavoria ne abbiamo? Direi proprio di sì! Ecco l’amore a Flavoria su Il cerchio della strega lettrice

mercoledì 12 luglio, Conosciamo meglio le Casate di Flavoria, i loro stemmi e i motti (e magari scegliete la vostra preferita, un po’ come le Case di Hogwarts!) su Le passioni di Brully

giovedì 13 luglio: Infine, conosciamo i nomi dei due vincitori, primo e secondo classificato, qui, proprio qui, dove il cerchio si chiude! Tea, Books & Rock’N’Roll

tappe completo

E ora a voi:

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VII Tappa Blog Tour: Tutta colpa della mia impazienza di Virginia Bramati

buon-junkie Oggi sono felicissima di ospitare l’ultima tappa del blog tour dedicato a un romanzo di cui mi sono innamorata nel momento esatto in cui ho visto la copertina e letto il titolo: Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato) di Virginia Bramati edito Giunti mi fa venire in mente l’estate, l’amore, i viaggi, le speranze… ed è proprio di questo che parla questa dolcissima storia, di cui a breve leggerete la mia recensione. In questa tappa, oltre a darvi qualche info sul romanzo, vi parlo dell’ambientazione che, sono sicura, vi conquisterà! Mi raccomando, non dimenticate di compilare il modulo per partecipare al giveaway: in palio una copia del romanzo!

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Il nuovo romanzo di Virginia Bramati, che racconta di Agnese, l’adorabile protagonista a cui improvvisamente muore la madre, e che si ritrova a fare i conti con i ritmi lenti della campagna, sullo sfondo di una Brianza sorprendente e rigogliosa, non lontano dal magico borgo di Verate che le sue lettrici hanno imparato ad amare. Agnese è una ragazza esuberante, autonoma, insofferente verso tutto ciò che frena la sua corsa, ma improvvisamente, la vita prende una piega terribilmente dolorosa e si ritrova scaraventata dal centro di una metropoli che non dorme mai, in una grande casa lungo un fiume, immersa nei ritmi immutabili della campagna. Una grande casa in campagna. Una madre morta troppo presto. Un giovane medico dagli occhi buoni e misteriosi. E un’estate in cui tutto sta per cambiare. Pagina dopo pagina, scopriamo insieme ad Agnese la saggezza nascosta nei gesti semplici della cura dei fiori: perché la felicità è più vicina di quanto pensiamo, se solo sappiamo rallentare e guardarla negli occhi.

Acquistalo su Amazon: cartaceo | ebook

L’ambientazione

Il libro è ambientato a Terzi sull’Adda paesino di tremila abitanti in provincia di Cremona o meglio così l’ho collocato dato che in realtà Terzi non esiste. E’ un posto piacevole dove vivere con viali alberati, circondato da una natura ricca e rigogliosa, con un tennis club situato sulle sponde del fiume, abitato da gente simpatica e (last but not least) con un panificio che sforna una magnifica focaccia al formaggio.
Di tanto in tanto si va anche a Milano.

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Partecipa al giveaway!

 

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Tappa II Blog Tour “Il desiderio lieve”: intervista a Bianca Cataldi [PinkBooks]

buon-junkie Oggi è una gioia per me tornare a parlare di una scrittrice che adoro: Bianca Cataldi. Cosa mi piace di lei come autrice? Lo stile onirico, poetico, delicato, anche quando descrive la “banale” vita quotidiana, Bianca sa mettere magia nella realtà e non è una qualità che hanno tutti gli scrittori, più o meno famosi. Di Bianca adoro anche lo splendido humour, l’autoironia che traspare dalle cose che scrive, soprattutto su Facebook. Insomma, un’autrice che mi ha conquistato con Isolde non c’è più e Riverside vol. 1 e che non vedo l’ora di riscoprire con questo nuovissimo lavoro: Il desiderio lieve.

Prima di lasciarvi all’intervista (tra l’altro realizzata alla velocità della luce, mentre Bianca era in aeroporto, diretta a Milano) voglio parlarvi di questa splendida collana di ebook realizzata da Pink Magazine Italia, webzine dedicata al lato “rosa” del mondo. I Pink books escono in allegato a Pink Magazine Italia (ma sono disponibili anche online su Amazon). Sono racconti di vita, d’amore e d’impegno sociale: un mondo di storie per sorridere, piangere, arrabbiarsi, meravigliarsi e con protagonisti unici, il tutto all’incredibile prezzo di lancio di € 1,99 con la possibilità di scaricare l’eBook a soli € 0,99 nel giorno di uscita di Pink Magazine! Qualche settimana fa, ho recensito in anteprima uno dei primi Pink Books usciti, Christmas in Paris di Viola Spring, date un’occhiata se vi va!

Ma ora buttiamoci a capofitto in questa splendida intervista!

desiderio-lieve-flavoriaTitolo: Il desiderio lieve
Autore: Bianca Rita Cataldi
Genere: Contemporaneo, amore, donne
Prezzo: 0.99 €
LINK ACQUISTO: Amazon

Trama: Laura ama leggere e perdersi nelle storie. Scrive racconti nei quali lascia scivolare persone reali che incontra nella sua vita quotidiana e delle quali non sa nulla. Questo equilibrio perfetto inizia però a incrinarsi quando il suo mondo di fantasia si mescola con quello reale. Infatti, pur essendo innamorata del suo ragazzo, scopre di essere incredibilmente attratta da un suo collega di facoltà, che le ha ispirato il personaggio più intrigante dei suoi racconti. Tra realtà e finzione letteraria, Laura sarà costretta a interrogarsi sulla natura del proprio desiderio e sulla linea sottile che divide il personaggio dalla persona che l'ha ispirato.

Intervista a Bianca Cataldi

Cioa Bianca, benvenuta sul mio sito! Andiamo subito al punto. Laura, la protagonista de “Il desiderio lieve” è una scrittrice e soprattutto una lettrice. Parlami un po’ di lei, come nasce questo personaggio? Ci sono elementi biografici?

Ciao Angelica, e grazie per avermi accolta nel tuo blog! Laura nasce nei miei anni da studentessa universitaria. Ero ancora in triennale quando per la prima volta pensai a lei. Le ho regalato il mio colore di capelli, alcuni dei luoghi preferiti della mia città e, soprattutto, la mia passione per i libri. Laura è una sognatrice, una ragazza che vive con un piede nella realtà vera e con l’altro nel mondo letterario. Questa sua caratteristica, però, la porta spesso a confondere i due piani e a rendere la finzione letteraria molto più vera di ciò che dovrebbe essere. Perché anche i sogni, di tanto in tanto, sanno essere pericolosi.

In questo romanzo breve, parli di un tema piuttosto complesso: quello del sottilissimo limite fra realtà e fantasia. La protagonista vive in una specie di equilibrio perfetto fra i due universi, almeno finché un’attrazione non calcolata la fa sbandare. A quel punto, è difficile distinguere la realtà dalla fantasia. Quanto ha influito il mondo reale nella creazione di questa storia? Sei partita da qualcosa di concreto o le radici di questa storia affondano nella pura fantasia?

Per questo libro sono partita da qualcosa di davvero molto concreto, ovvero da un’esperienza che ho vissuto sulla mia pelle. Al secondo anno di triennale ho davvero beccato una cotta micidiale per un mio collega che, neanche a dirlo, era sul serio il personaggio di una mia storia… QUESTA storia. Fin qui, tra me e Laura non c’è proprio alcuna differenza. Poi, naturalmente, la fantasia ha avuto il sopravvento e ho costruito intorno a Laura una serie di situazioni che non hanno nulla a che fare con ciò che ho vissuto in prima persona. La cosa curiosa è che questo libro, iniziato nel 2012, è stato portato a termine solo quattro anni dopo, forse proprio perché ho avuto bisogno di rielaborarlo e di staccarmi del tutto dalla parte autobiografica della vicenda. Ebbene sì, il confine tra realtà e fantasia sa essere davvero molto labile, certe volte!

L’amore è un altro dei temi portanti del romanzo: è la forza che sconvolge il mondo di Laura. Per te è questo l’amore? Una forza che non può essere controllata, una sorta di stargate tra realtà e fantasia?

Sì e no. Mi spiego: l’amore, secondo me, ha due facce che si susseguono in ordine cronologico. La prima faccia è quella che si trova a vivere Laura con lo studente, ovvero una passione travolgente che acceca e che la costringe a mettere in dubbio tutte le sue certezze. Questo aspetto, però, non basta a costruire l’amore. L’amore vero è forse la seconda faccia, ciò che viene dopo l’ondata iniziale di passione e che resiste al logorio del tempo e alla caduta delle illusioni. Nessuna delle due facce può prescindere dall’altra. Non credo agli amori “tranquilli”, a quelli che iniziano senza passione e che partono da subito con un affetto quasi fraterno. Allo stesso modo, però, non credo nemmeno a quegli amori che sono solo “sturm und drang” e che non portano da nessuna parte. L’amore vero è forse un compromesso tra i due aspetti. La persona che ami è quella da cui vieni travolta, ma è anche quella davanti alla quale non ti vergogni di mostrarti col pinzone nei capelli e la macchia di sugo sul pigiama.

Il titolo del romanzo è “Il desiderio lieve”, una specie di ossimoro, no? Colleghiamo il desiderio con una forza prorompente, in questo caso perché è “lieve”?

Eheh, hai colto nel segno! Hai ragione, è un ossimoro perché si tratta di un desiderio che “non basta” per costruire qualcosa di solido. Laura non è veramente attratta dall’altro, dalla sua naturalità e dalla sua esistenza materiale nel mondo. Ciò da cui è attratta è l’illusione, il mondo letterario che ha costruito intorno a quella persona. Ecco perché il desiderio è “lieve”: perché muove i suoi passi in una post-realtà, per dirla con Eco, e cioè in un mondo che è vero solo finché è l’illusione a tenerlo in piedi.

Descrivi Bianca scrittrice: secondo te è più calata nella realtà o nella fantasia?

La Bianca scrittrice è schizofrenica, lo ammetto. Quando scrive per ragazzi, si lascia andare completamente alla fantasia e dimentica persino il suo nome. Quando scrive per adulti, però, è costretta a scendere a patti con la sostanza vera della cose. Non saprei dire quale dei due aspetti mi rappresenti di più, però so che non riuscirei mai a rinunciare né all’uno né all’altro.

Raccontaci qualcosa dei tuoi prossimi progetti.

C’è un po’ di fermento, in questo periodo, ma ciò che posso dire è che senz’altro è in arrivo qualcosa di nuovo. Soprattutto, è in corso un esperimento a quattro mani con una scrittrice che amo profondamente e che è mia grande amica, Maria Capasso. Parole d’ordine: Parigi, libri e caffè.

Se si potesse realizzare un tuo sogno, nell’immediato, quale sarebbe?

Viaggiare. In realtà lo sto già facendo, ma mi piacerebbe lanciarmi in progetti più ambiziosi, come il Tumbleweeding alla Shakespeare & Co. di Parigi e un interrail in Europa.

Saluta con la tua citazione preferita.

Vi saluto con la citazione di Thomas Mann (La morte a Venezia) che apre il romanzo e che secondo me ne esprime appieno il senso: “L’uomo ama l’uomo e lo onora finché non è in grado di giudicarlo, e dall’incompleto conoscersi nasce il desiderio”. Grazie infinite per avermi accolta!

Grazie infinite a Bianca per questa splendida intervista! Voi correte subito ad acquistare Il desiderio lieve e non perdete le altre tappe del blog tour!

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