Libri di Traverso: Cinquanta Sfumature di Grigio di E. L. James

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sfumatureDopo la lettura di Twilight ho coniato un termine che va benissimo anche per 50 Sfumature di Grigio: librominkia. I librominkia sono oggetti per aspetto simili ai libri normali (con i quali tendono a confondersi) ma caratterizzati da poca grammatica, stile piatto, personaggi amorfi e trama ridicola. 50 sfumature di grigio ha scalzato subito la saga di Twilight dal podio e si è spaparanzato sui tre gradini vincendo primo, secondo e terzo posto assieme.

Partiamo dalla (emh) trama, giusto per capire in che universo fantascientifico ci troviamo (copincollo e rielaboro da WIKIPEDIA)

SEGUONO SPOILER (e qualche parolaccia)

Anastasia Steele (per gli amici ANA, noi la chiameremo ANAL) è una tipica e modernissima ragazza di 21 anni con una vita sociale piena e soddisfacente: non ha un telefono, non ha un computer (la tesi la sta scrivendo su comodi fazzolettini di carta), non fuma, non beve e, soprattutto, non scopa. Ma manco per sbaglio. E non c’ha mai neanche pensato, roba che i panda hanno sicuramente una vita sessuale più attiva.
Questo trionfo di inettitudine sta per laurearsi alla Washington State University di Vancouver in letteratura inglese, si capisce dal fatto che, di ogni tanto, butta lì alla rinfusa, quando non c’entra un cazzo, il nome di un autore inglese, sperando di fare colpo sul prossimo.

E. L. JamesTutto comincia perché la sua amica e convivente Kate, direttrice del giornale universitario, le chiede di sostituirla in un’intervista al famoso, potente e ricchissimo ventisettenne Christian Grey, amministratore delegato Gran Mascalzon., Lup. Man., Pezz. di Merd., della Grey Enterprises Holdings Inc,.
Il primo incontro fra i due si tiene sul luogo di lavoro di Christian: Anal, entrando, inciampa e si stampa come un francobollo sul pavimento (nella mente dell’autrice scribacchina questa scena dovrebbe essere divertente o intrigante?).
Christian è bellissimo, ricchissimo e vuole la sua mamma. Anal è mediamente chiavabile e presenta alcuni evidenti deficit mentali.
E’ amore.

I due cominciano a incontrarsi, Anal interpreta il ruolo della candida rincoglionita che fa tanto arrapare i maschi, Christian, invece, del cattivone dal cuore d’oro che fa tanto arrapare le femmine.
La genialità di E. L. James nello strutturare questa sottospecie di storia raggiunge il suo culmine quando Christian presenta il contratto ad Anal (al quale sono dedicate pagine e pagine e pagine).
No. Non è la batteria di pentole Mondial Casa e neanche l’enciclopedia degli animali. Magari.
E’ il contratto che stabilisce le regole del loro rapporto: Christian vuole fare il Dominatore, perché è stanco di giocare sempre con le automobiline, e Anal, naturalmente, può essere solo la Sottomessa.
Anal accetta e s’innamora di Christian. Christian, nel frattempo, s’innamora di Anal, perché, a differenza delle sue ex, che un barlume di attività cerebrale la dimostravano, Anal ne è totalmente priva.

Così si abbandonano a giochi erotici in cui idiozia e pateticità si uniscono in un connubio inscindibile.
Dopo aver superato le sculacciate, Anal si crede onnipotente, così chiede a Christian di osare ancora di più: Christian, giustamente, la prende a cinghiate e Anal, così, decide di lasciarlo.

Analizziamolo più da vicino. Questa è la prima immagine che abbiamo di Christian Grey:

“Giovanissimo… e bello, bello da morire.”

Se vi sembra lo stile di una quindicenne autrice di una fanfiction ispirata a Twilight sappiate che non sbagliate, a parte per l’età dell’autrice. L’opera (emh) di E.L. James nasce infatti dal proposito di “rivisitare in chiave adulta” la saga di Twilight.
Insomma ci sono tutti gli estremi per essere colpiti da un fulmine da Giove Pluvio in persona.

«Un artista locale. Trouton» dice Grey, intercettando il mio sguardo.
«Sono belli. Elevano l’ordinario a straordinario» mormoro, distratta sia da lui sia dai quadri. Lui piega
la testa di lato e mi guarda con interesse.

Traduciamo:
“Un artista locale. Trouton” = “Un imbecille qualsiasi, tale Trouton, che non sarebbe nessuno se il mio genio mecenate non lo avesse elevato ad artista, spingendomi ad affiggere una delle sue opere, che non so cosa diamine vogliano dire, nel mio studio. Questo ti arrapa, vero?”.
“Sono belli. Elevano l’ordinario a straordinario” = “Ora uso quella frase letta sul libro di storia dell’arte delle medie così lo abbatto subito con il mio sapere”.

Christian Grey è, insomma, un odioso pallone gonfiato “maniaco del controllo” che chiama la sua femmina “piccola” con la stessa intonazione con cui chiamerebbe il suo cane e il cui unico merito è essere bello “come un dio greco” e ricco sfondato. Un tipo di maschio eccitante per l’autrice e per Ana, in generale benvenuto come l’amputazione di un braccio. Costui ha la fortuna di incontrare una donna-zerbino come poche che, convinta di essere una femminista, viene comprata pian piano dal cellulare, dal macbook pro ultimissimo modello (che le è stato regalato per poter fare ricerche su google su bondage e palline), dall’automobile, dall’aereo privato e dalle bustine di tè.

La “stanza rossa delle torture” o “stanza dei giochi” o, meglio, ludoteca per maschi che sono stati maltrattati da bambini e ora vogliono prendersi la rivincita con una che assomiglia alla mamma ma che non è la mamma, è descritta come una grande stanza che odora di legno, cera e nella quale troviamo ruote (?), ganci (?) e altri marchingegni non meglio definiti. In questa famigerata “stanza” ci vanno sì e no mezza volta, tra l’altro a fare cose che la maggior parte dei viventi fa normalmente (chi più, chi meno, ora non voglio sindacare sulle vostre abitudini sessuali).

Ana preferisce fare “sesso alla vaniglia”, che sembra una marca di deodorante e invece vuol dire “fare l’amore” con implicazioni affettive, ma MAI, MAI osare dire una cosa del genere a Christian, perché risponderà che “lui non fa l’amore, LUI FOTTE”. Questa frase, che potrebbe essere pronunciata da Marcellus Wallace in Pulp Fiction, e che invece è pronunciata da uno che indossa costantemente pantaloni di lino bianchi, ritorna a cadenza regolare per tutto il romanzo, tanto che alla fine ti chiedi: sì, ma questi due, quand’è che smettono di fare “sesso-deodorante” e iniziano a FOTTERE davvero? Risposta: mai.

Neanche quando glielo dice esplicitamente dopo una sessione di sculacciate («Basta così» grugnisce. «Complimenti, Anastasia. Ora ti fotto.») succede. Anzi, dopo averla sculacciata e “presa” («ora ti prendo, hai il permesso di venire») succede che…

Christian rientra nella stanza. Non riesco a guardarlo negli occhi, quindi abbasso lo sguardo.
«Ho trovato un po’ di olio per bambini. Lascia che telo spalmi sul sedere.»

Una frase così sarebbe in grado di prosciugare l’Oceano Pacifico e far ammosciare la torre Eiffel.

Da come parlano, da come scrivono e da come si comportano, Christian e Ana sono due sottosviluppati che non sanno neanche chi li ha creati e la loro storia può risultare interessante per casalinghe disperate che sognano di tradire il marito grasso, calvo e sudaticcio con l’idraulico.

Questo romanzo, in altre parole, è erotico come una scena di sesso fra Homer Simpson e Sally Spectra, brillante come un tweet di Flavia Vento, seducente come una domanda di Gigi Marzullo.

E naturalmente ne faranno un film.

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9 commenti

  1. “Una frase così sarebbe in grado di (…) far ammosciare la torre Eiffel.”
    sono tre parole: io ti amo

  2. Se non altro questi libri suscitano delle recensioni spettacolari! 🙂
    Quello che mi domando é: noi scrittori emergenti che cerchiamo di curare trama, stile, linguaggio, personaggi e ogni dettaglio dei nostri romanzi… cosa dobbiamo fare perchè i nostri libri siano letti dal grande pubblico? Forse dobbiamo imparare qualcosa da lei, che ci è riuscita?!?

    1. E’ una bella domanda, Matteo e vorrei trovare una risposta abbastanza dignitosa per chi ama davvero la letteratura… ma credo proprio che il modo più semplice (non l’unico, per fortuna!) per avere successo è cavalcare l’onda (cosa che, presumo, né tu né io faremo mai! 😉 )

  3. Sto rotolando… sei una vera forza! Sottoscrivo ogni parola di questa ironica e straordinaria recensione 🙂

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