Il club delle seconde occasioni di Dana Reinhardt [recensione]

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buon-junkie Come state? Qui tutto bene, le mie letture procedono un po’ più spedite e infatti oggi riesco a pubblicare le mie opinioni su un romanzo letto d’un fiato (anche perché piuttosto breve): sto parlando de “Il club delle seconde occasioni” di Dana Reinhardt edito De Agostini. Avevo bisogno di una storia leggera e divertente e questa lettura è stata l’occasione perfetta! Voi l’avete letto? Avete intenzione di leggerlo? Se avete qualche dubbio, ecco la mia recensione!

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Titolo: Il club delle seconde occasioni
Uscita: 30 agosto 2016
Autrice: Dana Reinhardt
Editore: De Agostini
Genere: Young Adult, Commedia, Romantico
Prezzo: 14,90 €
Pagine: 288
Acquista: De Agostini

Trama:
Mollato di punto in bianco dalla sua ragazza, River Dean è pronto a gettarsi a capofitto nella più profonda commiserazione. Tanto più che Penny l’ha letteralmente scaricato dall’auto dall’altra parte di Los Angeles senza dargli nemmeno uno straccio di passaggio per tornare a casa. Ed è proprio mentre cammina verso casa, che River s’imbatte in un’insegna di un gruppo di supporto per ragazzi problematici, che promette una seconda occasione a chiunque abbia il coraggio di mettersi in gioco. Senza pensarci due volte, River si unisce al club, pronto a tutto pur di guadagnarsi la sua seconda occasione. Anche a mentire spudoratamente e a innamorarsi, di nuovo. Pieno di equivoci esilaranti e personaggi irresistibili, Il Club delle Seconde Occasioni vi farà piangere, ridere e riflettere. Ma soprattutto che vi rimarrà nel cuore per molto, molto tempo.

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los_angelesQuesta è la storia perfetta per passare dall’estate all’autunno, è una storia leggera, infatti, piena d’umorismo ma anche romantica e di crescita, adatta a descrivere le fasi di passaggio dall’adolescenza all’età adulta (e dalla bella stagione a quella malinconica). C’è River, un diciassettenne dallo humour irresistibile, biondo come un Nordico e innamoratissimo della sua Penny. River fin dal nome mi è stato subito simpaticissimo: River Phoenix è stato uno degli attori della mia adolescenza, per cui il nome River non l’ho trovato così buffo. In ogni caso, lo è, se pensiamo al fatto che il suo significato è Fiume. E proprio come un fiume in piena, River vive affidandosi alla corrente, senza lottare, senza scegliere, appagato dal suo rapporto di dipendenza con Penny. Tutto cambia, però, quando Penny (che ho odiato dal primo momento) lo molla, in mezzo a un lago, in un parco, in una giornata qualunque, che non faceva presagire nulla.

River è scioccato, si rende improvvisamente conto che senza Penny è come se avesse perso la sua identità: ha trascurato la scuola, la famiglia, gli amici, il suo futuro. Senza Penny è costretto a guardarsi dentro, a indagare le ferite della sua anima, prima fra tutte quella inferta da suo padre biologico, che lo ha abbandonato da bambino. River aveva trovato in Penny e nel rapporto esclusivo con lei, un baricentro e ora che non c’è più, ora che le sue certezze sono crollate, tutto il castello di carte è andato giù.

Gironzolando per la città (Los Angeles, ecco un altro motivo per cui questo romanzo conserva sempre una scintilla del fascino dell’estate) River si imbatte in uno di quei gruppi di sostegno per persone con problemi vari: il club delle seconde occasioni, il cui motto è:

Qui : È il luogo a cui appartieni.
Questo: È il posto dove inizia il cambiamento.
Ora: È il momento.
ENTRA.

L’incontro coi ragazzi del club sarà davvero la seconda occasione di River e in realtà anche la terza. La seconda, perché lì, fingendosi un consumatore di marijuana per dimostrare di avere un problema reale (come gli altri membri del club), farà nuove amicizie e scoprirà di potersi innamorare di nuovo, la terza perché finalmente sarà costretto a guardarsi dentro e a dire finalmente la verità, ossia che non c’è bisogno di fingere, un problema reale ce l’ha davvero. Il problema di River è che un bugiardo patologico, solo che ancora non lo sa.  Il fulcro della storia, insomma, è proprio questo: River, per poter frequentare il club, inizia a inanellare una serie di bugie che lo faranno finire nei guai, con la sua famiglia, con i suoi amici storici, con quelli nuovi del club e soprattutto con  Daphne, la ragazza (con problemi di cleptomania) che frequenta il club, finché non deciderà di cambiare, di progredire, di smettere di avere paura.

Il titolo originale “Tell us something true” descrive benissimo il tema portante: il coraggio di dire e dirsi la verità, anche quando è dolorosa.

Una storia fresca, divertente, con un personaggio maschile adorabile nonostante i suoi mille difetti, che ci racconta la storia di un adolescente che vuole disperatamente affacciarsi sul mondo, nonostante le paure. Uno Young Adult con al centro temi piuttosto difficili (la bulimia, la cleptomania, la droga), ma che l’autrice ha saputo trattare con leggerezza e humour. Come ho detto all’inizio un romanzo che ha il sapore dell’estate e la malinconia dell’autunno.

Che mi dite? Lo leggerete?

Buone letture!

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