Dreamology di Lucy Keating | Non dirgli che ti manca di Alessandra Angelini [recensione]

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buon-junkie Oggi doppia recensione: Dreamology di Lucy Keating e Non dirgli che ti manca di Alessandra Angelini, editi entrambi Newton Compton, entrambi omaggi della CE. Li ho anche letti insieme, alternando un capitolo di un romanzo con il capitolo dell’altro. Due letture carine che però non mi hanno entusiasmato più di tanto, ma che di certo potranno avere i loro lettori ideali. Per cui ho deciso di sottolineare in questa doppia recensione gli aspetti che a me non sono piaciuti, ma anche quelli che credo potrebbero piacere agli altri.

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Dreamology è un romanzo strano, a metà strada fra una teen comedy romantica e un racconto onirico: i sogni c’entrano moltissimo, del resto, perché la protagonista, l’adolescente Alice, continua a sognare il suo perfetto fidanzato, Max. Insieme, nei sogni, vivono fantastiche avventure, ma quando Alice si sveglia, Max non c’è più… la sua vita scorre tranquilla, con suo padre, che si prende cura di lei dopo l’abbandono da parte della madre, il suo cane Jerry e l’amica Sophie, che abita nella città dove prima viveva anche Alice. Padre, cane e migliore amica sono gli unici appigli alla realtà, tutto il resto, per Alice, è sogno: perché nei sogni non c’è il dolore per l’abbandono di sua madre e lei è innamorata, felice e può viaggiare in tutto il mondo. Questo finché, Max, il vero Max, non si presenta a scuola in carne e ossa. È identico al ragazzo di cui Alice sogna, ma allo stesso tempo è completamente diverso: non la conosce, prima di tutto (o fa finta?) e poi è freddo, taciturno e, cosa più grave, ha una fidanzata: Celeste.
In questo romanzo per adolescenti, Alice dovrà imparare ad affrontare i suoi problemi reali, abbandonare i sogni e affrontare la realtà, se vuole essere felice. Lo stile è scoppiettante, grazie anche a una protagonista ironica e alla quale ci si affeziona abbastanza. I problemi che ho riscontrato riguardano una trama a volte troppo ingarbugliata, in cui realtà e sogno sono così vicini da non essere distinguibile, il che crea qualche rallentamento nella lettura.

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Non dirgli che ti manca di Alessandra Angelini è una storia completamente diversa, invece. Il target è più alto, trattandosi di personaggi quasi trentenni, e i problemi affrontati sono altri: siamo in Italia e Isabella ha appena avuto l’ennesimo calcio in faccia dalla vita. Il ragazzo con cui stava, il suo perfetto fidanzato approvato da tutta la sua ricca e benestante famiglia, l’ha tradita e lei ha preferito trasferirsi da Roma a Bologna. Qui conosce Denis, batterista dei Bad Attitude, occasione per conoscere un mondo, quello dei concerti e dello star system, completamente diverso da quello di origine. È un po’ la storia di Cenerentola, al contrario: una ragazza la cui vita è stata pilotata fin dal principio da un padre padrone e una madre remissiva, scopre la libertà: libertà di amare, di scegliere il proprio destino, libertà di uscire fuori dalle righe, di conoscere altre persone, realtà, sogni. Sicuramente, da questo punto di vista, il racconto di Alessandra Angelini riesce nel suo intento: Isabella, da timida e insicura, si trasforma in un punto di riferimento non solo per Denis, ma per tutta la band, che è un po’ il sogno di tutte le “groupies”. Detto ciò, però, il libro presenta qualche clichè di troppo nella costruzione dei personaggi e del loro background (i musicisti belli e dannati, la figlia del capo insopportabile e viziata, il padre aguzzino, la madre vittima), poco approfondimento delle psicologie (il cambiamento di Isabella è un po’ troppo slegato dagli eventi, anche il progredire della sua storia d’amore avviene un po’ troppo linearmente: incontro fortuito, passione, incomprensioni, gelosie) e il problema della droga (anche questo un po’ un cliclé della musica) è affrontato con un po’ troppa leggerezza, nonostante sia un romanzo che si focalizza sull’amore, non mi sarebbe dispiaciuto un po’ più di realismo da questo punto di vista (non ho apprezzato il fatto che per curare un personaggio dalla sua dipendenza, i suoi amici, fra cui Isabella che ha studiato medicina, ritengano più opportuno chiuderlo in una stanza aspettando che la voglia di farsi passi, piuttosto che portarlo in ospedale affinché venga curato seriamente). Detto ciò, sono certa che piacerà a tutte le anime più romantiche, che credono nelle fiabe contemporanee, anche a discapito del realismo.

Nel complesso due romanzi che hanno i loro pregi e in cui l’amore è affrontato da diversi punti di vista.

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