Giorno della Memoria: i libri da leggere

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buon-junkie Avrei voluto pubblicare questo articolo questa mattina, ma un orribile mal di testa mi ha tenuto inchiodata a letto tutto il giorno. Per fortuna sono riuscita a rimettermi in sesto in tempo per celebrare questa giornata importantissima come avevo pensato di fare: ossia consigliandovi alcune letture “necessarie”, che hanno come tema centrale il nazismo, la Seconda Guerra Mondiale e la Shoah. In questo articolo vi elencherò non solo i libri che ho letto, ma anche quelli che ho intenzione di leggere, prima o poi.

“Grido di disperazione ed ammonimento all’umanità sia per sempre questo luogo dove i nazisti uccisero circa un milione e mezzo di uomini, donne e bambini, principalmente ebrei, da vari paesi d’Europa. ~ Auschwitz – Birkenau 1940-1945”

Epitaffio posto all’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz

 

Diario, Anne Frank

Partiamo da un classico per ragazzi. Il diario di Anne Frank è uno dei primi libri sull’argomento che ho avuto modo di leggere. Ero una bambina e ne sono rimasta profondamente colpita: Anne, al momento in cui iniziava a scrivere il suo diario, era un’adolescente un po’ più grande di me. Le piccole gioie quotidiane, le paure, i litigi, le insoddisfazioni che tutti i bambini provano vengono sconvolte dalla follia Hitleriana: e man mano che andiamo avanti a sfogliare le pagine del suo diario, notiamo il cambiamento che avviene in Anne. É ancora un’adolescente, ha ancora dei sogni, ma è sempre più stanca, sempre meno fiduciosa. Non un grande romanzo da un punto di vista puramente letterario, ma una fortissima testimonianza di quello che il Nazismo ha fatto al mondo.

La variante di Lüneburg

Un romanzo che mi ha colpito profondamente, letto da adolescente in un giorno (mentre ero a casa da scuola per la febbre), su consiglio di mio padre. Tutto ruota attorno al gioco degli scacchi, il romanzo ha una struttura piuttosto complessa, fatta di frequenti digressioni e diversi narratori. La storia centrale è quella dello scacchista ebreo Tabori, condotto in un campo di concentramento. Qui ritrova un suo storico avversario di scacchi, che è un comandante nazista: inizia così una lunga e avvincente partita, in cui la posta in gioco è la vita stessa.

Doktor Terror, Sclavi & Coppola (Dylan Dog vol. 83)

Passiamo a un fumetto, uno dei miei preferiti: soggetto e sceneggiatura di quel genio di Sclavi, copertina di Stano e disegni di Coppola. É il Dylan Dog n. 83 e in quest’avventura l’investigatore dell’incubo deve vedersela con uno dei mostri peggiori della storia umana: il nazismo. Mentre Londra è invasa da violenti naziskin (come a dire: il nazismo è tutt’altro che morto e noi siamo tutt’altro che al sicuro), Dylan Dog riceve la visita di una ragazza ebrea, Anja Malenski, che ha frequenti incubi in cui, trasformata in un povero topo terrorizzato, si trova in un lager nazista per fare da cavia al dottor Helmut Tod, soprannominato “Doktor Terror”. In questo caso, il mostro contro cui Dylan si ritrova a combattere è quello contro cui abbiamo tutti il dovere di lottare: l’oblio. Perché solo ricordando, si possono evitare gli errori. La parola d’ordine di questa piccola perla è “non dimenticate!”.

Suite francese, Irène Némirovsky

Da Wikipedia: Nata in Ucraina, di religione ebraica convertitasi poi al cattolicesimo nel 1939, ha vissuto e lavorato in Francia. Arrestata dai nazisti, in quanto ebrea, Irène Némirovsky fu deportata nel luglio del 1942 ad Auschwitz, dove morì un mese più tardi di tifo.
Di Irène Némirovsky ho letto “Il Ballo” e “Jezabel”, “Suite Francese” rientra assolutamente tra i prossimi romanzi che acquisterò.
“Suite francese”, pubblicato postumo nel 2004, è l’ultimo romanzo di Irène Némirovsky. Scritto agli albori del secondo conflitto mondiale a Issy-l’Évèque, in Borgogna, è un affresco spietato, composto quasi in diretta, della disfatta francese e dell’occupazione tedesca, in cui le tragedie della Storia si intrecciano alla vita quotidiana e ai destini individuali. È un caleidoscopio di comportamenti condizionati dalle aberrazioni della guerra, dalla paura, dal sordido egoismo, dalla viltà, dall’indifferenza, dagli istinti di sopravvivenza e di sopraffazione, dall’ordinaria crudeltà, dall’ansia di amore. È il racconto della passione, ambigua e tormentata, che nasce tra una giovane donna il cui marito è disperso al fronte e un ufficiale tedesco. Con lucida indignazione ma anche con pietà, Némirovsky mette a nudo le dinamiche profonde dell’esistenza umana di fronte alle prove estreme e scrive un insperato capolavoro della letteratura del Novecento.

Angelus, Caterina Armentano

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Questo racconto illustrato lo inserisco con un po’ di orgoglio, perché è uno dei miei ultimi lavori. Caterina Armentano è un’autrice che io amo e con la quale collaboro da un bel po’, se volete conoscerla meglio questo bellissimo e struggente racconto ambientato in un campo di concentramento fa al caso vostro. Caterina riesce a raccontare una fiaba e allo stesso tempo l’orrore del nazismo che, come sempre, ha colpito i più deboli e ci ha lasciati privi dell’innocenza e della gioia di vivere dei bambini. Ezechiele è un bambino. Ezechiele è ebreo. Non si è mai considerato diverso, fino a quando non è costretto a indossare la stella gialla, a ritirarsi da scuola, ad abbandonare casa, ad allontanarsi da mamma e papà. Per salvarsi dal dolore, dalla sofferenza, dalla fame e dal freddo chiama a sé una creatura ancestrale, una creatura potente capace di varcare la soglia tra realtà e fantasia: Angelus…

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