Intervista a Miriam Mastrovito, autrice di Reborn

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Oggi conosciamo Miriam Mastrovito, autrice del romanzo Reborn! Prima qualche informazioe sul romanzo e poi vi lascio alla chiacchierata fatta con lei!Cover Reborn ebook def

Titolo: Reborn
Autrice: Miriam Mastrovito
Genere: New Gothic
Editore: youcanprint
Pagine: 294
Cartaceo: 16,90
Ebook: 2,9
Disponibile in ebook dal 4 aprile qui

Una bambina venuta dal passato.
Una madre in lutto.
Un folle eroe romantico.
Un cocchiere dall’occhio di vetro.
Una storia d’Amore e Morte che vi condurrà al confine tra i mondi.

Descrizione:

Da quando ha perso il marito Andrea e la figlia Martina in un incidente stradale, Elga non è più la stessa. Si è isolata dal mondo e vive di ricordi. Il suo unico diversivo è rappresentato dalle bambole reborn che crea per mestiere.
Il 9 settembre 2013, giorno in cui Martina avrebbe compiuto dieci anni, Elga realizza per lei una bambola, come avrebbe fatto se fosse stata ancora viva. A sera, la sistema nella cameretta, che ha lasciato intatta dal giorno della sua morte, celebrando così quella ricorrenza speciale.
La mattina dopo viene accolta da una strana sorpresa: una bambina che non conosce si è intrufolata in casa. Sembra avere la stessa età di sua figlia ma non le somiglia per niente.
Rea − questo il suo nome − sostiene, invece, che Elga sia proprio la sua mamma ed è la stessa cosa che affermano tutti in paese.
Quale la verità?
Per scoprirla la donna potrà contare solo su Iuri, giovane impiegato delle Onoranze funebri nonché stalker che da tempo la tormenta.
Sarà l’inizio di uno strano viaggio che la condurrà al confine tra i mondi, lì dove regna il mistero e la Morte non è che l’inizio di una vita oltre.

***

Ciao Miriam, benvenuta! Presentati a chi ancora non ti conosce!

Ciao, grazie per l’ospitalità. Mi chiamo Miriam, sono autrice, editor freelance e blogger. In sintesi i libri sono la mia vita.

Con il tuo romanzo Reborn affronti un argomento molto drammatico e delicato: quello della morte e del confine sottile fra vita e non vita. Da dove nasce l’idea del romanzo e perché hai deciso di affrontarla in questo modo?

La morte mi affascina tantissimo, da sempre. È il più grande mistero e rappresenta un’enorme sfida poiché ci pone degli interrogativi a cui è impossibile dare delle risposte certe. Io amo sia i misteri che le sfide, perciò…

Il modo in cui la affronto nel romanzo è il mio personale modo di intenderla nella vita reale. Nel libro descrivo ciò che penso accada dopo la morte. Sostanzialmente credo in una particolare forma di reincarnazione. Non posseggo delle prove oggettive a riguardo, ma nel corso della mia esistenza ho raccolto una lunga serie di indizi, molti dei quali sono sparsi in Reborn.

C’è un autore o dei modelli ai quali ti ispiri quando scrivi?

Quando scrivo tento di fare tabula rasa, di sviluppare una mia “personalità” evitando di somigliare a qualcosa o a qualcuno. A livello inconscio, tuttavia, è impossibile non essere influenzati dalle innumerevoli letture e dagli autori che si amano, penso capiti a tutti. Ci sono molti scrittori che apprezzo, ma il mio grande amore è Stephen King. Se dovessi indicare un maestro (inarrivabile) non potrebbe che essere lui.

Qual è il target di riferimento del tuo romanzo?

Per i temi trattati, per il linguaggio e per alcune scene, consiglierei Reborn a un pubblico adulto.

Quali sono le tue abitudini come scrittrice? Qualche ritualità, fissazione o altro? 🙂

227785_10151408429249274_840452938_nEssendo moglie e mamma e avendo anche un lavoro, per scrivere sono costretta a scendere sempre a compromessi, accontentandomi dei ritagli di tempo. Nonostante abbia sviluppato una grande capacità di adattamento, ci sono però alcune cose a cui non posso rinunciare quando scrivo: prima fra tutte la solitudine. Se non sono completamente sola in una stanza non riesco a scrivere. Per ogni romanzo che scrivo ho un portafortuna di riferimento, di solito si tratta di un oggetto che si lega a filo doppio alla storia in fieri e che la simboleggia. Spesso sono oggetti che mi procuro o mi faccio realizzare allo scopo. Per esempio quando ho iniziato a scrivere Reborn ho chiesto a una dollmaker di realizzare per me una bambola uguale a quella descritta nel romanzo.

Raccontaci qualcosa dei tuoi progetti futuri!

Sto scrivendo un nuovo romanzo. Non ha un unico genere di riferimento, è molto introspettivo ma ha anche una forte componente erotica e un accenno di thriller psicologico.

Per me si tratta di una sfida perché, per la rima volta, mi cimento con una storia in cui è assente la componente fantastica o paranormale. In compenso indago il lato oscuro della mente umana, per cui la mia vena dark viene comunque fuori.

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