Recensione di Io sono qui, Michelle Grillo

Quando qualcuno dice “Io sono qui” può voler dire molte cose: “io sono qui, non mi vedi? Guardami!”, oppure, “Io sono qui, se hai bisogno”. Oppure, sussurrato a se stessi, “Io sono qui, ci sono, sono vivo e lo sento”. E tutti questi significati sono, in un modo o nell’altro, connessi. Il romanzo d’esordio di Michelle Grillo, “Io sono qui”, edito Alessandro Polidoro Editore, contiene una serie infinita di gradazioni di colori, sfumature diverse che compongono lo stesso ritratto: quello di una donna alla ricerca del proprio posto nel mondo.

Titolo: Io sono qui
Autore: Michelle Grillo
Serie: autoconclusivo
Genere: narrativa contemporanea
Data di pubblicazione: febbraio 2018
Pagine: 132
Prezzo: 10.20 €
Link d’acquisto: cartaceo

A volte, il posto che occupiamo nel mondo, è difficile da comprendere, soprattutto se hai fatto di tutto per dimenticare e andare avanti, soprattutto se tua madre ti ha abbandonato alla soglia dell’adolescenza. Il rancore è un mostro che ti mangia da dentro: Céline conosce bene quel mostro, è legato al ricordo di sua madre, che l’ha abbandonata quando era poco più che una bambina ed è scappata a vivere a Parigi. Non l’ha più sentita, l’unico esile contatto c’è stato molti anni dopo, ma Céline ha alzato un muro possente di rabbia.

La storia è raccontata proprio dal punto di vista di Céline, un giorno di marzo riceve una telefonata che non si sarebbe mai aspettata: sua madre, la donna che più l’ha delusa, è morta.

Il cuore di Céline sembra avvizzito: non versa neanche una lacrima, non sa cosa pensare. Forse dovrebbe andare al funerale, anche se sua madre alla fine era diventata un’estranea per lei. Alla fine, Céline decide di andare: e lì, a Parigi, il passato comincerà ad affiorare e con esso una verità drammatica e pesante da digerire ma che le restituirà l’immagine di una donna che, forse, non ha mai conosciuto davvero. Forse, fra le pieghe di quel passato, Céline troverà sua madre, l’amore che le lega e anche se stessa.

Io sono qui è un romanzo sull’assenza, a dispetto del titolo. “Io sono qui” è l’affermazione di una solitudine interiore che non può essere colmata, se non dal sacrificio della propria rabbia. Céline deve affondare nel buio, cercare il mostro che la mangia da dentro e guardarlo in faccia: perché le persone nascono con delle ombre e quelle ombre possono deturparne i volti. La verità non è mai una faccenda semplice, ma man mano che Cèline esce dalla sua zona di comfort, comprende quanto sia necessario, per lei, colmare i vuoti che si porta dietro. Finora, ha saltato le buche lungo il cammino, provando a essere forte, a dimenticare: ora che sua madre è morta e che la sua vita alternativa sta venendo a galla, Céline non può più correre via senza guardare, deve percorrere il cammino, guardarsi attorno, scoprire.

Michelle Grillo racconta molto bene, in poco più di 100 pagine, il duro percorso di Céline: sullo sfondo di una Parigi triste, che sanguina quanto lei (vite innocenti sono state appena falciate dal terrorismo al Bataclan), la ragazza si muove alla ricerca di storie, foto, legami, per ricostruire la vita di una donna infelice, provata, che ha cercato di salvarsi. E cercando, Céline troverà il passato di sua madre, altre persone, altri legami e, alla fine, se stessa.

Lo stile è fluido, il ritmo rapido, Michelle Grillo non si concede fronzoli o inutili orpelli: la natura umana è raccontata con frasi brevi, pochi ma incisivi dialoghi, descrizioni serrate ma che riescono a trasmettere la rapidità dei tempi, la sensazione che la verità, una volta scatenata, sia inarrestabile, ma anche le sensazioni profondamente sfumate che compongono l’essere umano.

Io sono qui è anche la storia di un ritorno: ritorno al passato e ritorno alla vita, perché scavando nelle “cose perdute”, Céline comprende anche qual è la strada da seguire, quando tornerà in Italia. E lì, forse, ad aspettarla c’è un nuovo amore, una nuova vita, finalmente senza rancori. Dunque, la Céline che torna in Italia non avrà molto di più di quella che è partita, ma di certo, avrà la consapevolezza del proprio essere, del proprio spazio, potrà davvero affermare: “Io sono qui” e, magari, sentirsi rispondere da un uomo dalle mani calde: “Io sono qui.”

Michelle Grillo è nata a Nizza, in Francia, nel 1981. Laureata in Scienze della Comunicazione, ha lavorato come giornalista pubblicista per il quotidiano La Città del gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, ed è stata interprete di francese e libraia. Attualmente cura la direzione artistica del Freadom Book & Music Bar, di cui è socia dal 2015.

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