Recensione di Misteriosa, Olga di Carta 3 – Elisabetta Gnone

Buongiorno lettori!

Finalmente ritorno alla vita (e al blog) con la recensione di Misteriosa, Olga di Carta 3, il terzo volume della serie edita Salani sul potere delle storie, scritta da Elisabetta Gnone, l’autrice di Fairy Oak.

Fairy Oak è una saga che io ho amato particolarmente, potete leggere le recensioni della saga qui di seguito:

Recensione Fairy Oak, trilogia originale
Recensione I Quattro Misteri di Fairy Oak, tetralogia sequel

Ma andiamo al dunque, perché è ora di leggere la mia recensione di Misteriosa, Olga di Carta 3!

Misteriosa, Olga di Carta

Titolo: Misteriosa
Autore: Elisabetta Gnone
Serie: Olga di Carta, volume 3
Data di pubblicazione: 29 ottobre 2018
Pagine: 180
Prezzo: 12.66 €
Link d’acquisto: Cartaceo

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Misteriosa, Olga di CartaMisteriosa, Olga di Carta 3 è un romanzo che si allontana un po’ dai precedenti due, pur essendone la naturale continuazione: Elisabetta Gnone racconta, stavolta, una storia dal ritmo volutamente meno dinamico e dall’atmosfera onirica e intima.

È questa una storia che l’autrice racconta più agli adulti che ai bambini e, soprattuto, a una categoria fondamentale di adulti: gli insegnanti.

Anche questo volume è strutturato, come i precedenti, su due livelli narrativi: la storia di Olga, Mimma, Bruco e del bizzarro e simpatico paesino di Balicò e quella narrata da Olga, che questa volta racconta di quadri magici e coloratissimi nei quali tuffarsi per sfuggire alla realtà.

Manca l’atmosfera picaresca del “Viaggio straordinario”, in cui Olga di Carta viaggiava alla ricerca di se stessa e imparava che essere diversi vuol dire anche essere unici al mondo.

Non c’è il ritmo scanzonato delle storie con protagonista Jum, il simpatico mostriciattolo fatto di buio che si nutre di dolore e paura.

In questo terzo volume, Elisabetta Gnone decide di scrivere non solo per i bambini, ma anche per gli adulti, un compito davvero difficile.

Questa è una storia meno dinamica, certo, ma più profonda, direi intima, delle altre due.

Olga, Bruco, Mimma (e la sua amica Mirina, che viene dalla città e della vita di campagna non sa nulla) si ritroveranno bloccati, a causa di una tormenta, e lì, la capacità di Olga di raccontare e rassicurare salverà nuovamente la situazione.

La storia che stavolta Olga racconta ha per protagonista una bambina, Misteriosa, in grado di viaggiare tra realtà e fantasia: Misteriosa può tuffarsi nei quadri e nelle immagini di un libro e “navigare” fra mille colori e storie diverse.

I suoi genitori lo sanno, anche se non approvano: è bizzarro, per non dire assurdo, che una bambina sparisca per ore in una storia, no? Senza contare che gli abiti di Misteriosa, ogni volta che torna, le stanno sempre enormi!

Metafora meravigliosa di ciò che provano tantissimi piccoli “navigatori fantastici”.

Sono stata anche io una piccola Misteriosa, con una fantasia enorme, che adorava immergersi nei libri, che aveva spesso la testa fra le nuvole e preferiva decisamente la fantasia alla realtà.

I miei compagni di classe non comprendevano come potessi preferire i libri ai giocattoli o ai vestiti o alle uscite, e gli adulti che mi guardavano con preoccupazione, perché ero quel che si poteva definire, una bambina “stramba”.

Ho imparato col tempo a non sentirmi così.

Ma ho imparato anche che era sbagliato e pericoloso rifiutare la realtà per la fantasia, che l’amore per i libri non doveva impedirmi di avere degli amici, uscire, fare esperienze reali.

Dovevo solo trovare le persone giuste con cui uscire, vivere la vita e sentirmi a mio agio, nella mia “stranezza”.

Misteriosa, Olga di Carta 3 è una storia, bellissima, dolce, intima, che insegna appunto questo: la fantasia è fondamentale, la realtà non dev’essere dimenticata.

Tornare alla realtà è sempre stato fondamentale.

Devono capirlo i bambini: di ogni storia in cui entri, devi anche conoscerne l’uscita.

Devono capirlo gli adulti: realtà e fantasia non sono in contrapposizione, lì dove i confini della realtà sfumano nel sogno, ecco che inizia la fantasia, necessaria a diventare persone migliori.

Per diventare splendidi adulti, occorre restare un po’ bambini.

In Misteriosa, Olga di Carta 3 Elisabetta Gnone prende la Teoria del Fanciullino di Pascoli la mescola con Mary Poppins e tira fuori una storia dolcissima che non solo i bambini ma, come dicevo all’inizio, soprattutto gli adulti (e in particolare gli insegnanti) dovrebbero leggere.

L’autrice è stata in grado di tuffarsi nella mente dei bambini, uscirne e visitare anche quella degli adulti, scoprirne i bisogni e le paure, e gettarli sul tavolo, visibili, come carte di un mazzo.

Quante volte li mettiamo davanti alla realtà senza averli prima preparati, senza esserci prima assicurati che abbiano i mezzi, gli strumenti per comprenderla.

L’idea tutta adulta che un bambino “debba crescere” (fai il grande!, Sei grande ormai per queste cose!, Devi imparare ad affrontare il mondo!) è il più delle volte sbagliata.

Piuttosto, dice con la sua storia, Elisabetta Gnone, impegniamoci da adulti e soprattutto insegnanti (e nella categoria dei prof ci sono ormai, da un po’, anche io) a comprendere i ragazzi, a non spaventarli con la necessità di crescere, impariamo a usare la fantasia anche noi, accettiamo la vita con la stessa semplicità con cui la accettano i bambini.

Accettiamo le presunte “diversità”, i diversi tipi di amore, proprio come fanno i bambini: un tema solo sfiorato da Elisabetta Gnone, ma una carezza che ha un valore immenso, proprio per la naturalezza con cui è affrontato l’argomento, un segnale importantissimo, un abbraccio a tutti i bambini ma soprattutto a quelli, che in queste parole, si riconosceranno.

E mai, mai, ci fu altro da spiegare.

Ricordiamoci, infine, dei tempi in cui una storia aveva il meraviglioso potere di proteggerci e torniamo a sfruttare quel potere, per far sentire al sicuro tutti i bambini del mondo.

Alla fine di questo romanzo, posso dire di essere grata a Elisabetta Gnone e alla sua capacità di far sentire i suoi lettori, bambini e non, al sicuro, compresi, parte di questo bellissimo e colorato mondo in cui viviamo.

 

 

 

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Scrivere Armonia di Pietragrigia mi ha salvato!

Armonia di Pietragrigia

Armonia di PietragrigiaQuesto è un post molto personale, come credo si evinca dal titolo.

Armonia di Pietragrigia è la saga fantasy che ho iniziato a scrivere nel 2003, ossia QUINDICI anni fa, ossia una vita fa. Facevo l’università quando mi venne l’idea di una ragazzina che trovava per caso il passaggio per un mondo fantastico chiamato Flavoria.

Clicca qui se vuoi leggere il primo capitolo di Armonia di Pietragrigia – La Compagnia della Triste Ventura gratuitamente? ]

L’influenza di Harry Potter è stata fortissima, avevo visto per la prima volta il film “La pietra filosofale” al cinema, nel 2001, poi avevo comprato i libri e da lì, un amore eterno che dura ancora oggi, più forte che mai.

Ma la storia di come ho scritto questa serie è più complessa di così. Era un periodo difficile, per me.

Ho sempre avuto la tendenza alla tristezza, fin da piccola: certo, è una tendenza del tutto in antitesi con quello che traspare abitualmente. Rido, mi piace stare con gli altri… eppure. Eppure, ognuno ha le sue zone d’ombra e le mie erano davvero profonde e scure, a quei tempi.

Non ero felice, non ero soddisfatta, non avevo il controllo delle mie emozioni, mi sentivo colpevole per cose di cui, forse, non avevo colpa. Passavo dall’odio per me stessa all’odio per gli altri. Non capivo. Non sapevo.

Adesso è sola, in un luogo pieno di ombre e di antichi dolori.
La Leggenda della Spada-Smeraldo, Armonia di Pietragrigia volume 5

C’è una cosa che amo delle storie per ragazzi e in generale nel fantasy: il buio esiste, le cose cattive ci sono, ma  in quelle storie, quasi sempre, il buio viene sconfitto. E di solito a sconfiggerlo sono le persone che sembrano meno adatte a quello scopo. Un Hobbit è l’unica creatura in grado di distruggere l’Unico Anello. Un ragazzino mezzosangue e con gli occhiali cresciuto fra Babbani sconfigge il Signore Oscuro.

Una persona davvero coraggiosa, fa ogni giorno i conti con le sue debolezze. Nulla è facile per chi è davvero buono.
La Compagnia della Triste Ventura – Armonia di Pietragrigia volume 1

Armonia di Pietragrigia

C’è speranza in tutto questo, no?

Così, nel buio che mi affliggeva in quel momento, è spuntata fuori questa ragazzina sola, piena di rabbia e poteri inespressi, una ragazzina che si sente diversa, che a volte odia tutti, a volte solo se stessa, ma che prova, con tutte le sue forze, a trovare il suo posto nel mondo.

Così, è nata Armonia di Pietragrigia. E scrivendo di Armonia di Pietragrigia e del suo buio, anche io ho imparato ad affrontare quelle zone d’ombra di cui è costellata la vita.

Non essere triste troppo a lungo o le cose migliori ti sfuggiranno.
I ribelli di Almamara, Armonia di Pietragrigia volume 2

Scrivere è meraviglioso anche per questo: hai una vita, sulla carta, che puoi controllare (più o meno). Quando commettevo qualche errore nella vita reale, ci ragionavo su e ne tiravo fuori una storia, un sentimento da far provare ai miei personaggi e poi ne scrivevo la soluzione. E quella soluzione, a volte, mi aiutava nella vita reale.

Insomma: come salvarvi la testa senza andare dallo psichiatra!

La scrittura di Armonia di Pietragrigia, la saga in cinque volumi che si è appena conclusa, ha richiesto molta fatica e molto lavoro: scrivere una serie così lunga mi ha tolto energie per scrivere altro, ma sono felice, alla fine, di esserci riuscita. Lo dovevo ai personaggi che mi hanno tenuto compagnia in questi anni. Lo dovevo alla piccola Armonia di Pietragrigia, che mi ha trovato quando il momento era più giusto.

Armonia ha 14 anni, non ha amici, né molte speranze per il suo futuro, si sente perennemente fuori posto, tranne che a Villa Vento, l’antica casa infestata dove vive coi suoi tutori, Milo e Stella.
Esiste un luogo, però, dove Armonia è conosciuta come la Fanciulla-Guerriero, è amata e rispettata e dove ci sono magia e avventure in ogni angolo.
Quella terra magica si chiama Flavoria e sta aspettando con ansia il ritorno della sua eroina.

Cinque volumi.
Una compagnia di amici.
Antiche maledizioni e oscure magie.
E, sopra ogni cosa, l’Amore.

Le forze dell’Imperatore-Fantasma si stanno risvegliando:
Flavoria ti aspetta.

Se vi va di curiosare, questa è la pagina che ho dedicato alla mia saga, dove trovate citazioni e curiosità!

Ecco invece i volumi della saga disponibili su Amazon:





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Review party: Il marciume, Siri Pettersen – Raven Rings 2

L’anno scorso, mentre leggevo La figlia di Odino era agosto e mi trovavo immersa nella fredda estate inglese, un clima perfetto per una lettura di questo tipo. Oggi, invece, con più di trenta gradi, mi trovo immersa in un bagno di sudore, davanti al mio caro Mac per scrivere la recensione del secondo libro della serie Raven Rings di Siri Pettersen, edita Multiplayer Edizioni: Il Marciume e, capitemi, è tutta un’altra cosa. Ma non lamentiamoci: se già state soffocando per il caldo, diversi brividi può darveli la lettura che vi propongo oggi!

Titolo: Il Marciume
Autore: Siri Pettersen
Serie: Raven Rings #2
Preceduto da: La figlia di Odino (recensione)
Editore: Multiplayer Edizioni
Genere: Fantasy
Data di pubblicazione: 17/05/2018
Pagine: 492
Prezzo: 21.00 €
Link acquisto: Cartaceo

Trama: Hirka è prigioniera di un mondo morente, divisa tra cacciatori di teste, nati dalle carogne e la nostalgia di Rime: per rivederlo sacrificherebbe ogni cosa. Nel nostro mondo a lei sconosciuto, è un bersaglio facile e la lotta per la sopravvivenza non è nulla rispetto a ciò che accadrà quando prenderà coscienza della propria identità. La fonte del marciume ha bramato la libertà per mille anni. Una libertà che soltanto Hirka può dare.

Siri Pettersen conferma il suo talento di storyteller, intessendo una storia che mescola fantasy e realtà, tradizione e modernità, passato e presente: popolano le pagine di questo secondo volume inquietanti leggende, folklore, amore, passione, sensualità, ghiaccio, pioggia, solitudine, sangue. Il sangue, poi, scorre letteralmente a fiumi: tanti i debiti da pagare e le vendette da realizzare. L’arrivo di due nuovi, maestosi, personaggi e l’ambientazione leggermente diversa regala a questo secondo volume un sapore nuovo e avvincente.

I punti di vista: Hirka e Rime, divisi

Purtroppo sì, alla fine del primo volume Hirka, sacrificandosi per il bene di tutti, ha dovuto dire addio al suo bellissimo e coraggiosissimo Rime, col quale c’era appena stato un passionale bacio. I due ragazzi accettano il destino: Hirka, attraversando i cerchi dei corvi, svanisce, lasciando il nostro bel guerriero tutto solo. Ripartiamo proprio da questa separazione, perché se nel primo volume i POV erano tre (Hirka, Rime e Urd che ci ha lasciato proprio alla fine del libro), in questo secondo volume i due punti di vista principali, Hirka e Rime, fanno parte di due ambientazioni diverse: Hirka, infatti, attraversando i cerchi dei corvi si è ritrovata in un mondo popolato da figli di Odino come lei (cioè senza coda… cioè… NOI!), più precisamente Hirka si trova in Europa, vive in una chiesa. Rime, invece, è ancora a Ymslanda, è il più giovane portatore del corvo che il Consiglio abbia mai avuto, ma proprio per la sua natura ribelle e rivoluzionaria non è ben visto dalla maggior parte dei membri – conservatori – del Consiglio. Inoltre, la morte di Urd ha lasciato ombre inquietanti.

Tutto il romanzo è narrato con un alternarsi di capitoli in cui il pov è ora di Hirka e ora di Rime, questo ci permette di passare dal nostro mondo a quello di Rime continuamente e di allargare moltissimo i confini della storia. Hirka si trova bloccata nel nostro mondo che, però, non è esattamente come lo conosciamo noi: antiche leggende, inquietanti creature e millenarie maledizioni tengono uniti figli di Odino, nati dalle carogne e Ymslandesi e Hirka si ritroverà al centro di tutto questo, scoprirà qualcosa in più delle sue origini, farà la conoscenza di alcuni personaggi memorabili: Stefan, cacciatore di reietti, Allegra, una donna infelice e sola e poi Naiell e Graal, di cui non posso dirvi di più, ma sappiate che entrambi cattureranno tutta la vostra attenzione.

So che la domanda di tutti quanti i fan della ship Hirka/Rime si fanno è: “riusciranno i nostri eroi a coronare il loro sogno d’amore in questo volume?”, per conoscere la risposta dovrete leggere Il marciume, tenendo conto, comunque, che Siri Pettersen ama i twist plot e la suspense!

Il marciume, la superstizione, il nostro pianeta

Cos’è il marciume? La parola non lascia adito a fraintendimenti: il marciume è putrefazione, puzza di morte, decomposizione. É così che Hirka vede il nostro mondo, spostandosi di città in città: cumuli di immondizia, degrado, la vita frenetica di enormi agglomerati urbani, dove più persone ci sono, meno rapporti umani esistono. A Hirka il nostro mondo appare morente, ferito: e sembra così anche a noi, quando guardiamo con gli occhi di una ragazzina sedicenne che viene da un mondo dove conta ancora il sorgere e il calare del sole, il volo degli uccelli, l’accendersi delle stelle di notte. Il nostro caotico mondo è pericoloso, pieno di insidie ma anche di enormi possibilità, come Hirka scoprirà strada facendo.

L’evoluzione di Hirka, anche in questo volume, è straordinaria: ormai siamo di fronte a una donna, quasi, che sa esattamente cosa vuole e come fare per ottenerlo. Dimenticate, allora, la fragile ragazzina arrabbiata del primo volume: alla fine de La figlia di Odino, Hirka appariva già cambiata, era riuscita ad ammettere, soprattutto con se stessa, di essere innamorata di Rime, si era sacrificata per un bene superiore. In questo secondo volume la posta in gioco sale ulteriormente e le scelte di Hirka saranno ancora più difficili.

Ancora una volta una trama fatta di astuzie e coraggio, oltre che di una sottile, quasi impalpabile, eppure sostanziale, passione: passione intesa come sensualità pura, come amore, come attaccamento alla vita. É una storia di grandi e potenti sentimenti, mette al centro, ancora una volta, il desiderio di potere, di vita eterna e poi la vendetta, il rimorso, i rimpianti. Tutti i sentimenti che hanno reso l’Umanità quella che è ora, tutto ciò che bisogna trovare in una storia epica.

Un mondo stratificato descritto con potenza

Lo stile è sempre quello che abbiamo imparato ad amare: frasi brevi, concise, ma potenti, metafore sempre calzanti, mai abusate, che riescono a descrivere, visivamente, persone, cose, azioni, sentimenti. Anche in questo caso, l’influenza delle leggende nordiche con tutto il loro incredibile simbolismo, così profondo, crudele, diretto, si fa sentire: ed ecco allora che la storia si popola di carcasse di corvi, ballerine nude dal corpo dipinto, sanguinolente stregonerie, mescolate con leggende europee d’origine cristiana e vampiri. Il potere di questa storia è esattamente questo: Siri Pettersen è riuscita a collegare elementi lontanissimi tra loro, dando vita a un universo coerente, cangiante, la cui prospettiva cambia in continuazione e le cui regole iniziano, finalmente, a svelarsi.

Il finale lascia il lettore sul più bello, e va bene così: io non posso che sperare che il terzo e conclusivo volume, arrivi prestissimo!

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Tappa VIII – Blog Tour Il Marciume (Raven Rings #2): ambientazione e leggende

Benvenuti all’ottava tappa del Blog Tour dedicato all’uscita del secondo e attesissimo volume della serie Raven Rings di Siri Pettersen che Multiplayer Edizioni ha avuto il merito di portare qui in Italia: il nostro paese ha accolto calorosamente l’autrice e i suoi personaggi, che si sono guadagnati subito un fandom accanito e affezionato.

Per quanto mi riguarda, uno dei maggiori pregi della serie è la maniera con cui l’autrice è riuscita a usare e reinterpretare le tradizioni e le leggende nordiche, dando loro nuova linfa vitale e nuovi significati. Ecco perché ho deciso, in questa tappa, di parlarvi del fantastico simbolismo, legato ad ambientazioni e personaggi, che Siri Pettersen sviluppa nella sua opera. Andiamo subito alla scoperta delle leggende nascoste in questa storia stupenda, ma prima ecco le info tecniche sul libro!

Titolo: Il Marciume
Autore: Siri Pettersen
Serie: Raven Rings #2
Preceduto da: La figlia di Odino (recensione)
Editore: Multiplayer Edizioni
Genere: Fantasy
Data di pubblicazione: 17/05/2018
Pagine: 492
Prezzo: 21.00 €
Link acquisto: Cartaceo

Trama: Hirka è prigioniera di un mondo morente, divisa tra cacciatori di teste, nati dalle carogne e la nostalgia di Rime: per rivederlo sacrificherebbe ogni cosa. Nel nostro mondo a lei sconosciuto, è un bersaglio facile e la lotta per la sopravvivenza non è nulla rispetto a ciò che accadrà quando prenderà coscienza della propria identità. La fonte del marciume ha bramato la libertà per mille anni. Una libertà che soltanto Hirka può dare.

Ambientazione

L’autrice ha ambientato la sua storia in una gelida terra del nord dal nome mitico (Ymslanda), nella quale, ci tiene a specificare, non troverete draghi, spade magiche o altro. Una sorta di magia c’è, ma è una magia misteriosa, legata alla natura, alle leggende, alla superstizione. In questo secondo volume, inoltre, Siri Pettersen ambienta una parte della storia nel nostro mondo, nella nostra Europa, terra moderna ma ricca di antiche leggende.

Ymslanda è un mondo organizzato come nelle antiche terre vichinghe, disseminato di villaggi e agglomerati cittadini più grandi, in cui religione e politica spesso coincidono: il potere è concentrato nelle mani di un Consiglio ristretto che utilizza le leggende e la paura del diverso e dell’ignoto per governare e mantenere l’egemonia. Sangue, sacrifici, rituali sono la base di questo potere.

L’Europa, invece, è quella che conosciamo ma… con qualche segreto e leggenda in più! La bellissima mappa all’inizio del secondo volume ce la mostra per la terra dove sono nati miti e leggende.

Il collegamento tra i due mondi, Ymslanda ed Europa, avviene tramite dei portali, i Raven Rings che danno il titolo alla serie e richiamano una delle creature più significative della mitologia norrena: il corvo.

Le leggende

Dalle fonti, sappiamo che i Vichinghi tenevano in gran conto il coraggio, dunque l’arte della battaglia, che garantiva ai migliori guerrieri l’accesso al Valhalla, dove avrebbero banchettato al cospetto di Odino stesso, l’astuzia (una delle divinità più importanti del pantheon norreno è Loki, dio dell’astuzia) e il Fato, che governa tutte le azioni umane. Su questi tre elementi si fonda questa bellissima saga: coraggio, astuzia, fato.

Ma da quali leggende si è lasciata ispirare Siri Pettersen?

Il corvo

Nella mitologia norrena il corvo è il simbolo di Odino: il padre degli dei, infatti, viene raffigurato in compagnia di due corvi che rappresentano il Pensiero e la Memoria, due qualità fondamentali in una cultura, come quella vichinga, che non conosceva ancora la parola scritta. Tutto doveva essere pensato e ricordato, ecco perché i riti erano così importanti: conservavano la cultura intera di un popolo. Ed ecco perché il Rito cui è sottoposta Hirka nel primo volume (un rito di passaggio in cui deve dimostrare di possedere il Dono, una sorta di potere che la unisce alla Natura) svolge un ruolo così essenziale. Secondo la leggenda, i corvi di Odino ogni sera tornavano dal loro padrone, si appollaiavano sulla sua spalla per raccontargli tutto ciò che avevano visto: la loro figura, infatti, è collegata anche alla saggezza e alla conoscenza. Inoltre il corvo, nella mitologia norrena, è associato a saggezza, preveggenza e lungimiranza ed è simbolo di morte e distruzione, visto si nutre anche di cadaveri di animali e di uomini. Ora guarderete ai corvi che popolano le pagine di questa saga con un rispetto ancora maggiore, vero?

Odino

Hirka viene definita “figlia di Odino” perché non ha la coda, è diversa dal resto degli abitanti di Ymsland (praticamente è umana!) e viene accusata di aver lasciato passare gli Orbi a Ymslanda, attraverso i Cerchi di Pietre detti Raven Rings. Perché, dunque, “figlia di Odino”? Odino, il padre degli dei, è il dio più antico del pantheon norreno. Una delle sue caratteristiche è il perenne viaggiare alla ricerca della conoscenza: vi ricorda qualcuno? A me Hirka e il viaggio che deve intraprendere per scoprire la verità su se stessa e sul suo mondo. Odino, infatti, era rappresentato anche con le sembianze di un ramingo, l’unico a conoscere il segreto dei Nove Mondi in cui la mitologia norrena divide il mondo conosciuto. E anche Hirka, come Odino, è destinata a muoversi tra mondi diversi. Addirittura, anche prima che la sua avventura ufficialmente abbia inizio, Hirka vive viaggiando per tutta Ymslanda assieme al suo padre adottivo, un guaritore. Il viaggio, insomma, è nel suo sangue!

I capelli rossi

Hirka ha capelli rosso fuoco, una caratteristica che ha sempre richiamato un carattere fiero e sprezzante delle regole, come in effetti è anche la nostra eroina. In passato le persone dai capelli rossi venivano anche guardate con sospetto e, a volte, con paura, proprio per la loro diversità.

Raven Rings

I famosi Raven Rings della serie non sono altro che cerchi megalitici, cioè cerchi di pietre gigantesche che, personalmente, mi hanno ricordato molto Stonehenge. Costruzioni di questo tipo erano tipiche dell’area nordica (ma non solo, se ne trovano anche in Sardegna) di epoca neolitica. Alcuni pensano che Stonehenge rappresenti una sorta di “osservatorio astronomico”, anche se le leggende parlano di antichi portali per altri mondi e oscuri sacrifici (ops!). I Raven Rings di Siri Pettersen hanno sicuramente una funzione magica e misteriosa, come scoprirete leggendo.

Il marciume

Il marciume che dà il titolo al secondo volume è la più grande paura di Hirka e degli abitanti di Ymslanda: nella mitologia nordica, allo stesso modo, coloro che morivano per malattia (quindi non combattendo) o che in vita si erano comportati da codardi o male erano condannati alla Terra delle Nebbie, l’ultimo dei Nove Mondi, dove subivano punizioni feroci e dove i corpi erano sottoposti a una continua ed eterna putrefazione: che Siri Pettersen si sia ispirata a questa leggenda per definire il suo “marciume”? In effetti una delle grandi paure dei popoli antichi era proprio l’estrema volatilità della natura umana: ecco perché spesso i morti venivano bruciati, proprio per evitare l’orribile putrefazione della morte.

E con questo credo di aver approfondito alcuni degli aspetti più interessanti della serie, spero anche di avervi incuriosito e spinto a leggere questa serie! Non perdete le altre bellissime tappe!

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