[ Travel Blog #1 ] Torino: magia, Natale, cibo e… Battello a Vapore!

Ciao lettori,

come ormai sapranno anche i sassi (visto che l’ho scritto dovunque) a fine novembre sono stata a Torino per partecipare alla cerimonia di premiazione del Battello a Vapore, visto che, contro ogni aspettativa, un mio romanzo inedito si è classificato TERZO! Del romanzo vi parlerò in uno dei prossimi post che ho deciso di scrivere, in cui voglio aggiornarvi sulle storie che sto scrivendo, quelle che ho concluso e sui prossimi progetti nell’ambito della scrittura!

In questo post, invece, vi racconto la mia visita-lampo nella Città della Magia Bianca e Nera: Torino è una città magica, elegante, silenziosa, raffinata, culturalmente viva (soprattutto per amanti di libri e cinema), passeggiare fra le sue strade, illuminate dalle luci di Natale è stato bellissimo. É una città meravigliosa e io la amo profondamente, l’avevo già vista nel 2015, in occasione del Salone Internazionale del Libro, e mi aveva lasciato a bocca aperta. Con me, questa volta, c’era la mia adorata sorellina e tra risate, follie, cioccolato, vino ed emozioni varie posso dire che è stato uno dei weekend più belli di sempre!

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Torino esoterica

Torino ha la fama di essere una città magica, e non solo per la sua atmosfera ricca di fascino. Parlo di esoterismo: sì, perché Torino può vantare un raro primato, quello di far parte contemporaneamente del Triangolo della Magia Bianca (con Praga e Lione) e del Triangolo della Magia Nera (con Londra e San Francisco). A giustificare questa nomea, basterebbe il fatto che la città ha ospitato personalità come l’esoterista e alchimista Alessandro Cagliostro e l’astrologo “veggente” Nostradamus. Ma se questo non basta, allora sappiate che Torino è attraversata dal 45° parallelo – uno dei numeri più importanti nell’esoterismo – e ospita uno dei monumenti più trasudanti magia nera: l‘obelisco nella Fontana del Frejus in Piazza Statuto. Poi c’è il fatto che la città sorge alla confluenza tra il Po e la Dora, i due fiumi simboleggerebbero il Sole e la Luna e il loro incontro avrebbe dato luogo a una carica incredibile di magia positiva. Torino è, innegabilmente, una città di luci e ombre: durante il giorno le strade si riempiono di persone, attività, suoni, colori, rumori, si respira un’atmosfera operosa, energica, positiva; la sera, invece, dopo il tramonto, sulla città cala un velo di malinconia, le strade diventano silenziose e nostalgiche, le ombre si allungano, i palazzi si velano di ombre. Che ci crediate o no, sembra proprio che a Torino si combattano costantemente energie positive e negative.

I luoghi della magia bianca

1. Piazza Castello
Sorellina davanti ai Dioscuri
Sorellina davanti ai Dioscuri

Magnifica, enorme, maestosa: Piazza Castello è il luogo dove sorge il Palazzo Realesi contrappone a Piazza Statuto, che invece è uno dei fulcri di energia negativa: il palazzo, infatti, sorgerebbe – secondo gli esperti di esoterismo – proprio sul confine tra la città bianca e quella nera, segnato dalle statue dei Dioscuri a guardia del cancello. Le statue tracciano una separazione netta fra est e ovest della città. Tradizionalmente ù già dagli antichi romani – l’est è collegato col sorgere del sole e la rinascita, mentre l’ovest col tramonto, l’oscurità e la morte, quindi la divisione tra est e ovest è una divisione tra luce e ombra, tra i luoghi favorevoli e quelli adibiti alle pratiche più oscure – paura, eh?

2. La Chiesa della Gran Madre

La Chiesa della Gran Madre è una delle chiese più belle di Torino. Caratterizzata da uno stile neoclassico che mi ha subito ricordato il Pantheon di Roma – va beh, che scoperta! É piuttosto evidente, ve lo assicuro – la chiesa-tempio sorge sulla riva destra del Po e domina la piazza dall’alto di un’ampia scalinata. Tradizionalmente, è il luogo dove si concentrano la maggior parte delle energie positive della città ed è considerata – sempre dagli esperti di esoterismo – uno dei centri più importanti di magia bianca. Ai due lati della scalinata ci sono le statue della Fede e della Religione che – ancora secondo gli esperti – indicherebbero il luogo di sepoltura del Sacro Graal – e scusate se è poco. La Fede solleva un calice, che sarebbe appunto la coppa sacra, mentre la Religione indica il luogo dove il Graal è sepolto, che è stato identificato nel Palazzo di Città – ora che lo sapete, mettetevi in fila, che vogliamo trovarlo tutti.

3. La Mole Antonelliana

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Uno dei simboli più conosciuti di Torino, opera dell’architetto – indovinate un po’? – Alessandro Antonelli! I 167,5 metri in stile neoclassico e neogotico della torre non sono lì per caso: secondo i – soliti – esperti di esoterismo, la Mole è in realtà una sorta di gigantesca antenna il cui scopo è incanalare le energie dal sottosuolo e trasformarle in energie positive da irradiare verso il cielo – ce l’avessi io un’antenna simile sopra casa mia…

II luoghi della magia nera

E veniamo finalmente ai miei luoghi preferiti: quelli malefici… cough cough…

1. Piazza Statuto: Lucifero e Nostradamus

Il primo è sicuramente Piazza Statuto, altrimenti detta il cuore nero di Torino. Antitesi di Piazza Castello, simbolo di luce ed energia positiva – gne gne gne –  Piazza Statuto è invece simbolo dell’oscurità e delle forze del male – hell yeah! Avete mai sentito nominare la Val Occisorum? La Valle degli Uccisi, come forse il nome suggerirà, non è un luogo dove andrei a prendere una tazza di tè caldo, precisamente è dove venivano eseguite le esecuzioni capitali. Come se non bastasse, per essere sicuri al 100% di richiamare tutto il male possibili, è proprio in Piazza Statuto che si è scelto di installare il Monumento del Frejus: il monumento è sormontato da un angelo, ma non un angelo qualsiasi, si tratta di Lucifero in persona, il quale non contento guarda anche verso est, sfidando le forze del bene e della luce. Oltre al caro Lucifero, in Piazza Statuto si trova anche un altro monumento malefico: l’obelisco geodetico, detto anche Guglia Beccaria, che è coronato da un astrolabio che – secondo gli (indovinate un po’) esperti di esoterismo – indica il fulcro delle Forze del Male. Sempre in zona, c’è un palazzo che ha ospitato Nostradamus, la Domus Marozzo, dove si dice ci fosse una lapide – ora distrutta – con incise le parole del mago: “Nostradamus ha alloggiato qui, dove c’è il Paradiso, l’Inferno e il Purgatorio. Io mi chiamo la Vittoria, chi mi onora avrà la gloria, chi mi disprezza avrà la rovina intera”.

2. Il Palazzo ed il Portone del Diavolo

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Non direste mai che il palazzo di una cosa così poco “magica” come una banca possa essere simbolo di poteri nefasti e diabolici, eppure… Il Palazzo del Diavolo oggi ospita la Banca Nazionale del Lavoro, ma in passato si ha fatto parlare di sé diventante un luogo maledetto: il suo portone con il famoso batacchio che raffigura il Diavolo stesso, detto appunto Portone del Diavolo, è la soglia di un mondo infernale, fatto di misteriose scomparse, assassini e altri fattacci. Racconta la leggenda che il portone sia comparso dal nulla durante una notte a causa dell’invocazione di un apprendista stregone che, richiamando le forse oscure, scomodò nientedimeno che Satana in persona. Il Diavolo, irritato dall’invocazione (magari era impegnato in ben più piacevoli attività!) punì lo stregone imprigionandolo al di là del portone, dove il poveraccio fece una triste e terribile fine.

Il Museo Egizio è un caso a parte

Il Museo Egizio se ne sta con un piede in due staffe: fra le pareti di questo magnifico luogo c’è sia magia bianca che magia nera. Infatti, mentre alcuni dei reperti conservati qui hanno una chiara carica positiva (ad esempio quelli riconducibili Thutmosi III), altri, per esempio quelli che fanno capo allo sfortunato sovrano Tutankamon, hanno una chiara valenza negativa.

Torino per booklover

E passiamo a un altro aspetto di Torino che ho amato particolarmente: Torino, sede del Salone Internazionale del Libro, è il sogno di ogni booklover, non solo per questo splendido evento ma proprio per l’amore per i libri che si respira un po’ ovunque.

Il Circolo del Lettori

Tanto per cominciare, parliamo di quel luogo da sogno che è il Circolo dei Lettori, un luogo in cui convergono molte delle attività culturali legate a cinema, libri, musica della città. Gruppi di lettura, attività per bambini e ragazzi, corsi e perfino gite e viaggi sono alcune delle attività che nascono e si sviluppano nella splendida cornice del secentesco Palazzo Graneri della Roccia, in pieno centro a Torino. Il Circolo dei Lettori è un luogo dove respirare a pieni polmoni libri e cultura, rilassarsi gustando un buon caffè con vista sulla Mole Antonelliana, aggirarsi fra le antiche ed eleganti sale decorate da affreschi e quadri, incontrare autori, artisti e altri appassionati e fare un salto in un altro mondo.

Libreria Binaria

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La Libreria Binaria l’ho conosciuta perché è stata la sede della premiazione per i finalisti del Premio Battello a Vapore e non si poteva scegliere luogo migliore: nata nei locali di un ex capannone industriale che fino alla metà degli anni Settanta ospitava l’azienda Cimat, facente parte del gruppo Fiat, la Binaria Book è una vera e propria fucina di idee e la sua architettura lo ricorda a ogni passo: ampie sale dagli altissimi soffitti e carri ponte ristrutturati e colorati.

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La Binaria Book è particolarmente attenta al mondo dell’infanzia e delle famiglie e ai temi sociali che si legano a doppio filo con la sua nascita, come immigrazione, lotta alla prostituzione, alla mafia e, in generale, temi che hanno come fulcro solidarietà e integrazione. Non solo libri, però: potrete, infatti, anche gustare una favolosa pizza, alla pizzeria Binaria Berberè e acquistare prodotti bio, ecosostenibili nati dal riscatto sociale e simbolo della legalità: alcuni sono prodotti in luoghi teatro di forte emarginazione, altri sono frutto di luoghi sottratti alle mafie, ecc. Vale la pena farci un salto per mangiare un’ottima pizza e fare un po’ di shopping ecosostenibile!

Libraccio

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Potevo mai andare a Torino e non fare un salto al Libraccio, il luogo dei sogni di ogni booklover? Non credo! E quindi, giretto d’obbligo in questo luogo magnifico che, tra l’altro, era proprio dietro il nostro alloggio (in via Santa Teresa, 7, precisamente). Per chi ama i libri, il Libraccio è un posto speciale, in cui accanto alle nuove uscite potete trovare edizioni ormai fuori commercio ma, comunque, tenute benissimo, o anche vere e proprie occasioni a metà prezzo.

Mercatino dell’usato

Dalle parti della stazione di Porta Nuova domenica mattina, prima di prendere il treno per tornare a Salerno, io e mia sorella abbiamo fatto un giro in un delizioso mercatino dell’usato: qui, tra stampe e oggetti d’epoca, mobili, abiti, gioielli fatti a mano, cappelli, eccetera, c’era anche una bellissima bancarella che vendeva libri usati e fuori commercio a 1 euro l’uno: potevo mai lasciarmeli sfuggire? Non credo, perciò ho portato a casa ben cinque libri: Il giglio rosso di Anatole France, I Racconti di Pietroburgo di Gogol, Doppio sogno e altri racconti di Arthur Schnitzler, C’era una volta di Capuana e una raccolta di fiabe russe in versi. Soddisfazione.

Cibo, vino e… bicerin!

Parliamo, invece, del lato più godereccio della città: il nostro soggiorno è durato davvero pochissimo, ma abbastanza per gustare qualche specialità torinese. Siamo state abbastanza fortunate sulla scelta dei luoghi dove pranzare e cenare, considerando che li abbiamo scelti senza saperne nulla, ma seguendo l’istinto!

Fratelli La Cozza

La prima sera, gira e rigira, siamo finite in… Campania! Fratelli La Cozza è stato il primo locale al mondo ad aver ottenuto la Certificazione per la “Pizza Napoletana S.T.G.”: è il posto perfetto dove andare se volete una vera pizza Napoletana DOC, a Torino. Io ho preso la mia solita Margherita, accompagnata da una buonissima birra Menabrea, mentre mia sorella ha preferito un tris di bruschette miste accompagnate da un ottimo calice di nebbiolo. Il posto è molto carino, capiente (due piani, al secondo ci sono due salette da circa quaranta posti ognuna e, inoltre, il locale è dotato di un dehors interno) e raccolto, molto informale, gestito da ragazzi giovani e alla mano.  L’atmosfera ricorda quella della Little Italy Newyorkese, con stampe giganti alle pareti degli ingredienti della pizza, amuleti napoletani. Il motto della casa è “da sempre con le mani in pasta”, mentre l’altro, che campeggia sulle pareti, è stato inventato da Piero Chiambretti e recita: “La televisione è una pizza, scegli la cozza!”.

L’osteria della Piola del forno

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La “piola” è la tipica osteria piemontese dove si mangiano ottimi piatti tipici, si beve delizioso vino piemontese, si paga poco (anche se dipende dal concetto di “poco” che avete) e ci si rilassa in un’atmosfera informale e schietta!
L’Osteria La Piola del Forno è stata fondata nel 1966 dalla famiglia Forno che, negli anni, ha continuato la storica tradizione. L’atmosfera è informale e genuina, l’osteria si trova in via Mercanti 18, nel cuore del centro storico torinese, dalle parti di Piazza Castello. Il locale è davvero delizioso, si sviluppa su due piani, noi siamo state al primo, abbellito da salumi e bottiglie di vino e liquori.

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La nostra cena è stata a base di tagliere di formaggi vaccini e caprini tipici e salumi (abbondantissimo! Abbiamo faticato a finirlo), io poi ho preso guanciale di vitello al cioccolato, ginepro e nebbiolo con purè di patate al nebbiolo, mentre mia sorella ha optato per dell’agnello in salsa al nebbiolo con verdure alla julienne, il tutto annaffiato da ottimo nebbiolo. Abbiamo concluso la cena con una grappa e un liquore alla genziana.

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Il costo, per quello che abbiamo ordinato, è stato equo: 32 euro a testa, assolutamente in linea con la qualità del menù e del servizio.

Caffè San Tommaso 10 – Lavazza

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Potevamo mai andare a Torino e non assaggiare il mitico bicerin coi suoi tre deliziosi strati di cioccolato fondente, caffè e panna fresca? Girovagando per le strade del centro storico, io e Romy ci siamo ritrovate a passare davanti al San Tommaso 10 – Lavazza, fondato da Luigi Lavazza, capostipite del famoso marchio di caffè. I caldi colori del legno e delle stampe d’epoca hanno subito attirato la nostra attenzione: il caffè ha iniziato la sua attività nel 191o (una targa ricorda il nome del fondatore e l’anno, il 1895, in cui comunemente si colloca la nascita del marchio Lavazza), e conserva l’aspetto retrò e l’eleganza d’altri tempi. Le pareti della sala interna sono ornate con le pubblicità storiche del marchio e il bicerin che io e Romy abbiamo preso era semplicemente delizioso! Ma a Torino non mancano i posti dove gustare la mitica bevanda (che mi ha ricordato la pannamella di Armonia), uno dei più famosi è il Caffè Al Bicerin dal 1763 a Torino, dove, si racconta, il bicerin sia addirittura stato inventato. Ah, avete ragione… cos’è il bicerin? Eccovi la ricetta!

Ingredienti

50 ml di panna fresca
Caffè amaro
Una tavoletta di cioccolato fondente o gianduia

Preparazione

Monta la panna e conservala in frigo.
Sciogli a bagnomaria il cioccolato, diluendolo con un po’ di latte in modo da conservarne la fluidità
Prepara il caffé

Come servirlo

In un bicchiere di vetro, versa lentamente il cioccolato fuso, poi il caffè bollente e infine la panna fredda. I tre strati devono restare separati.

Dove dormire: Europrooms

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La prima volta che sono stata a Torino ho dormito a casa di mio fratello che allora viveva lì. Questa volta, abbiamo optato per un alloggio centrale, vicino ai luoghi che volevamo visitare: l’Europrooms si trova in uno storico palazzo di via XX Settembre, al numero 64, non distante dalla stazione di Porta Nuova e vicinissimo ai principali luoghi d’interesse turistico, come Piazza Castello, il Museo Egizio, la Mole Antonelliana, ecc.

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A un prezzo davvero imbattibile, abbiamo alloggiato in una deliziosa suite (Cavour) piena di tutti i comfort: la nostra stanza era arredata con gusto ed eleganza, fin nei minimi dettagli. All’ingresso abbiamo trovato il frigo-bar con  coca cola, birra, acqua liscia e gassata, succhi di frutta, acqua tonica.

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C’è anche il bollitore e la macchina per il caffè e l’occorrente per preparare tè, tisane, caffè, e per una mini colazione con fette biscottate, marmellata, panna da caffè, biscotti (tutto incluso nel prezzo).

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La struttura è molto discreta, non c’è personale, tutto è gestito tramite alcuni codici per aprire le porte, fornite dal titolare (Francesco) che vi contatterà via telefono. Il wi-fi è gratuito ed è possibile effettuare il pagamento via paypal (come ho fatto io).

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Mi sono trovata benissimo, il rapporto qualità-prezzo è ottimo, come anche la location, quando tornerò a Torino, il mio alloggio sarà sicuramente questo!

Spero che questo report vi sia piaciuto e vi abbia dato qualche informazione interessante per organizzare una visita in questa splendida città: fatemi sapere se vi piacerebbe leggere altri miei report, per il momento quelli previsti sono: Liverpool – Manchester  e poi la mia estate tra St. Annes, il distretto dei laghi e infine il tour delle due rose: York e Lancaster! Quale vorreste leggere per primo? Commentate, mi raccomando, intanto vi lascio ad altre foto del mio bellissimo weekend!020torino

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