Souvenir da Londra: cose bellissime (e dove trovarle)!

Perché un post dedicato ai souvenir da Londra? Perché amo tutto ciò che è British (non a caso il Regno Unito è stato la meta principale delle mie ultime vacanze), ne amo la letteratura, la musica, i paesaggi, la birra, il cibo. Con la cultura inglese sono cresciuta, lo sanno bene quelli che ci vanno e che non possono non tornare (è chiaro?) con qualche regalino per la sottoscritta!

Siccome questo mese The King Puppet + brother sono stati a Londra, ecco il giusto risarcimento per non avermi messo in valigia con loro: souvenir da Londra! 

Bloody hell!

souvenir da Londra

Sottobicchiere “Bloody Hell!” di To Home From London, marchio nato come blog, gestito da una ragazza brasiliana, Bianca, e un ragazzo argentino, Nacha, che si sono conosciuti al Carnevale di Rio e hanno poi deciso di andare a convivere a Londra. Per restare in contatto con amici e familiari i due hanno aperto un blog che poi si è evoluto in una vera e propria azienda, che ha diversi shop in tutta Londra.

souvenir da Londra

I loro souvenir fatti a mano sono tutti frutto di opere originali!

Lyle’s Black Treacle

souvenir da Londra

Confezione meravigliosa quella della Lyle’s Black Treacle, uno sciroppo/salsa (ancora non ho capito bene) che si può mettere sia sui dolci che sulla carne.

souvenir da Londra

Particolarmente adatto al Christmas Pudding (devo provarlo!).

Un frigo fighissimo!

souvenir da Londra

Magneti di Camden Town, Abbey Road, della tipica cabina telefonica di Londra e del Globe Theatre con una citazione di Shakespeare: Am I in Earth, in Heaven or in Hell? Vanno a rimpinguare la collezione dei nostri magneti da frigo!

Da Shakespeare a Star Wars!

souvenir da Londra

Anche questo gioiellino viene dal Globe Theatre, per chi non lo sapesse, il teatro dove si è esibita la compagnia di Shakespeare. Questo volume mette insieme due delle mie più grandi passioni: Shakespeare e Star Wars. Infatti è la storia di Star Wars (molto Shakespeariana, tra l’altro), raccontata proprio con lo stile di William Shakespeare!

souvenir da Londra

souvenir da Londra

Una roba per nerd folli come me, insomma!

Qualcosa di sinistro sta per accadere…

souvenir da Londra

Taccuino meraviglioso che viene dal Globe Theatre, come avrete intuito dalla citazione tratta da Macbeth! Lo userò per appuntare tutte le idee più “sinistre”, magari quelle per la raccolta di racconti a tema halloween che prima o poi riuscirò a scrivere.

souvenir da Londra

By the pricking of my thumbs,
Something wicked this way comes.
Open, locks,
Whoever knocks. 

Harry Potter è stato qui!

souvenir da Londra

Tra i miei souvenir di Londra preferiti (e in generale del Regno Unito) ci sono i gadget di Harry Potter. Queste targhette in metallo sono meravigliose, questa del binario 9 e 3/4 è andata a segnare la porta del bagno (ebbene sì!).

souvenir da Londra

E poi ci sono quella della Sala comune di Grifondoro e quella di Camden Town, che abbiamo appeso sempre alla porta del bagno, ma all’interno!

souvenir da Londra

Una fantastica, meravigliosa, buonissima cioccorana! Non l’ho ancora aperta, quindi non so quale figurina contiene (ma se mi seguite su Instagram, lo vedrete molto probabilmente nelle mie storie!)

souvenir da Londra

E poi c’è questa stupenda box in legno di proprietà di Hermione Granger: è semplicemente meravigliosa, non ho parole! La uso per raccogliere cancelleria varia sulla mia (sempre incasinatissima) scrivania!

souvenir da Londra

souvenir da Londra

Allora? Che ne pensate? Vi piacciono i miei souvenir da Londra? Io li trovo adorabili!

 

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Perché voglio viaggiare e andare dovunque (ecco le foto di alcuni miei viaggi)

Perché uno dovrebbe fare e disfare valige, prendere aerei, camminare con zaini pesantissimi, mangiare in maniera disordinata, trascinare pesi, cercare di farsi capire da gente che non conosce la sua lingua, spendere soldi e solo per vedere un luogo diverso da casa sua, quando potrebbe restare comodamente a casa a riposare o fare cose più semplici e meno stressanti?
Chi ama viaggiare lo fa per dei motivi, io vi parlo dei miei: le ragioni per cui voglio viaggiare e andare dovunque. 

Ho un problema: mi annoio.

Sì, questo è uno dei miei problemi principali. La noia. Il dolore e la solitudine non mi fanno paura quanto la noia. La noia, per me, è l’anticamera della morte. Una delle cose che mi annoia di più è ripetere sempre le stesse azioni. A volte, la vita diventa una catena di montaggio, è normale, è così per tutti: sveglia, lavoro, pranzo, lavoro, cena, se sei fortunato hai un amore o degli amici o una famiglia, poi dormire e così via, sempre uguale. Avete presente l’incipit di Moby Dick? Descrive benissimo quello che intendo.

Drøbak, Norvegia, 2014

Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione. Ogni volta che m’accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell’anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto.

Trad. Cesare Pavese – Moby Dick, H. Melville

[ Considero Moby Dick “la bibbia del ramingo”, un romanzone non semplice da affrontare ma nel quale si riconosceranno tutte le anime vagabonde del mondo ]

Parigi, 2005

Viaggiare, o anche solo pianificare un viaggio, è il mio modo di interrompere “la catena di montaggio”. Se penso a una vita fatta solo di lavoro, Natali/Pasqua in famiglia, uscite con gli amici nella mia città, se penso che vedrò sempre le stesse facce e sentirò sempre le stesse parole, se penso che vedrò sempre le stesse strade e respirerò sempre la stessa aria, scende nella mia anima quel novembre umido e piovigginoso di cui parla Melville. Mi sembra di assaggiare la morte, vedo il tempo che scorre velocissimo e mi porta al momento in cui mi guarderò allo specchio ormai vecchia e mi dirò: “perché non hai visto il mondo quando potevi? Ora non hai più tempo”. Terribile.

Viaggiare è il mio modo di ritrovare le energie e riscoprire casa.

Lytham St Annes, Inghilterra, 2017

No, non vivrei zaino in spalla, non mi piacerebbe. Ho bisogno di una casa, di un rifugio, di un angolo in cui scrivere, di un posto accogliente, dei miei libri, delle mie tracce sparse in casa e ho bisogno della mia famiglia e degli amici. La mia vita mi piace, ed è proprio perché voglio continuare ad amarla che, a volte, ho bisogno di allontanarmi, vedere com’è il mondo fuori dalla comfort zone. Si dice che si apprezza qualcosa o qualcuno quando si è lontani… bene. Il viaggio funziona proprio in questo senso, per me. Allontanarsi da una casa accogliente non è semplice, ma provoca uno scoppio di energia, paura costruttiva, adrenalina. A casa ho tutto ciò che mi serve e, nel caso, so come procurarmelo, in viaggio devo adattarmi a nuovi ritmi e nuovi spazi: è un esercizio importantissimo per la mente e il corpo, un esercizio che mi fa sentire viva, forte, in crescita.

Viaggiare mi fa venire nuove idee.

Scrivo storie e le storie non si trovano restando fermi nello stesso posto ogni giorno. Ci sono delle storie anche in casa, ovviamente, negli oggetti quotidiani, ma un giorno finiranno. Lì fuori, invece, è pieno zeppo di cose da scoprire e raccontare. La mia vera ispirazione sono i viaggi che mi permettono di incontrare posti e persone nuovi. Ogni volta che sono stata altrove (e altrove può essere anche un posto a 100 km da casa) sono tornata piena di nuove idee. Ecco perché quando viaggio, ho sempre con me un taccuino: immancabilmente lo riempio di abbozzi di nuove storie.

Haarlem, Olanda, 2007

Viaggiare mi arricchisce.

York, Inghilterra, 2017

Da bambina ho sempre avuto enorme difficoltà a ricordare cose non basate sull’esperienza personale. Tipo i nomi delle capitali europee. Quando ho iniziato a viaggiare, non c’è stato bisogno di alcuno sforzo per ricordarle: ogni viaggio, facendo parte di un’esperienza precisa, è rimasto impresso nella mia memoria (e così anche le Capitali europee!). Ogni volta che vado in un posto diverso da casa, mangio altri cibi, parlo un’altra lingua, fotografo altre strade, il mio “bagaglio culturale” (termine ormai abusato e che mi infastidisce anche, ma ci siamo capiti) diventa più ampio ed è una cosa che adoro. Per esempio: imparare la Shoah leggendola sui libri è una cosa, visitare Berlino e sentirla sulla propria pelle è un altro paio di maniche.

Praga, 2006

Ricapitolando. Viaggiare ha il potere di:

Salvarmi dalla noia
Ricaricarmi di energia
Farmi venire nuove idee
Arricchire la mia cultura
Farmi amare il ritorno a casa

Madrid, 2010

In poche parole: viaggiare mi fa sentire viva e piena di fiducia nel futuro. Il viaggio, infatti, non è semplicemente prendere un aereo, sostare in un luogo, e tornare. Viaggiare vuol dire pianificare, fare la valigia, informarsi, aprire la mente, adattarsi, essere disposti a mettere da parte tutto ciò che si sa del mondo per accogliere le novità e lasciarsi cambiare, senza paura.

Londra, 2011

Ah! Viaggiare è la maniera migliore per sconfiggere i pregiudizi. Nel mio mondo ideale, tutti dovrebbero essere in grado di muoversi liberamente nel mondo, assaporarne ogni angolo o almeno sognare di farlo.

Blackpool, Inghilterra, 2017

 

Edimburgo, Scozia, 2013

 

Dublino, Irlanda, 2008

 

Berlino, 2008

 

Toledo, Spagna, 2010
Vienna, Austria, 2006
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