Recensione di L’Accademia di Anjur di Federica Petroni [ La Corte Editore ]

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Buongiorno, lettori e buon lunedì! Questa per me sarà una settimana intensa e importante (non posso dire ancora perché, ve ne parlerò presto, però!) e voglio iniziarla con la recensione di un libro che ho finito la settimana scorsa e che mi è piaciuto molto. Sto parlando dell’Accademia di Anjur – il numero 31 di Federica Petroni, edito La Corte Editore: un bel fantasy classico, con una protagonista in costante evoluzione!

Titolo: L’Accademia di Anjur. Il numero 31
Autore: Federica Petroni
Serie: 31 #1
Editore: La Corte Editore
Uscita: 13 luglio 2017
Collana: Labyrinth
Pagine: 397
Prezzo:
Copertina: in brossura con alette
Formato: a5
Acquista: cartaceo | ebook

Il libro: L’Accademia di Anjur, la più grande e antica istituzione dello Stato, è arrivata a fare le selezioni nel piccolo paese dove vive Shani. Entrare in Accademia è un sogno di molti, ma solo pochi eletti possono accedervi. Inizialmente esclusa, Shani riuscirà invece a conquistare il suo posto nell’Accademia dopo aver scoperto, a sorpresa, di avere il Dono e poter controllare l’Archean. Shani lascerà così il suo paesino per entrare nell’Accademia e iniziare l’avventura più grande della sua vita. Ma all’Accademia le regole sono ferree e i pericoli sono tanti e Shani, che rischia di essere espulsa, verrà coinvolta in un complotto che rischia di portare alla guerra civile. Di chi potrà fidarsi? Ma soprattutto, riuscirà proprio lei, così derisa da tutti, a fermare la guerra prima che inizi e a riguadagnarsi il suo posto all’Accademia per l’anno successivo?

THE QUEEN PUPPET É RIMASTA PIACEVOLMENTE COLPITA
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La recensione

anjur02400 pagine circa e una suggestiva copertina, dalle tinte dark, firmata dall’illustratore Antonio De Luca, “L’Accademia di Anjur” si presenta così: un bel libro corposo che fin dalle prime battute rivela un world building complesso e molto accurato, descritto brevemente dalla mappa a inizio volume. La storia è ambientata in un universo fantasy medievaleggiante, Sovresta, diviso in diversi stati: Altaterra, Kincuna, Falund, Harlan e, infine, Anjur, caratterizzati dalla presenza di piccole e grandi comunità di uomini. La magia è presente, conosciuta, ma rarissima: alcune persone, gli Archeonomisti, sono dotati del Dono, che consente loro di manipolare con la mente il Mergirio, un minerale speciale di cui sono fatti tantissimi oggetti di uso quotidiano e non.

Con Archeonomia si indica la capacità di manipolare il Mergirio senza alcun contatto fisico con esso. Questo particolare minerale, estratto dalle montagne dell’Ovest e del Nord, è molto difficile da trattare, è estremamente prezioso e reagisce alle onde mentali di chi possiede il Dono. Il Dono è una dote  che si presenta con straordinaria rarità ed è generalmente trasmesso da una generazione all’altra.

Non draghi, non creature metafisiche e neanche incantesimi: la magia che caratterizza le pagine dell’Accademia di Anjur è pratica e allo stesso tempo mistica, è utilizzata per risolvere i piccoli grandi problemi della quotidianità (i trasporti, ad es.) ed è un esercizio difficile, perfino doloroso, per chi vi si cimenta. Ecco perché gli Archeonomisti sono così rari: non tutti sopravvivono al Dono.

L’avventura inizia a Fainort, un minuscolo villaggio del regno di Falund, dove Shani vive col padre e le due sorelle, sopravvivendo alla povertà e alla fame e ricordando con dolore la madre, morta qualche anno prima. L’inverno si preannuncia duro e pieno di privazioni e difficoltà, ma la notizia che Qarta, l’Accademia Superiore di Anjur, sta arrivando a Fainort per selezionare nuovi studenti può cambiare tutto: entrare a far parte dell’Accademia, infatti, sarebbe, oltre che un enorme onore, un modo per alleggerire il carico familiare. Shani è l’unica della sua famiglia, in base all’età, a poter partecipare alle selezioni: il fatto è che non sa combattere e non ha alcuna capacità particolare, non si sente all’altezza, insomma, eppure si lascia convincere da suo padre e sua sorella.

anjur04Per amore della sua famiglia, Shani partecipa alle selezioni e, nonostante le sue poche capacità, si distingue in una prova in particolare: quella in cui dimostra di possedere il Dono. Il potere di Shani è innato, nascosto e si manifesta in maniera del tutto improvvisa, lasciando a bocca aperta tutti. Shani, dunque, viene selezionata per entrare a far parte dell’Accademia, le sue capacità, che hanno stupito la commissioni, le varranno una sorta di “borsa di studio” che migliorerà sensibilmente la vita dei suoi cari: la ragazza, nonostante sia impaurita, parte, lasciando il suo piccolo villaggio e una vita di cui conosceva ogni particolare, per un futuro incerto, oscuro e che si preannuncia già difficile, in una città enorme, Anjur, in cui è facile perdersi o cadere preda di criminali e malintenzionati.

La vita nell’Accademia non sarà facile, Shani sarà marchiata col numero 31, simbolo di fallimento e umiliazione, e dovrà far ricorso a tutte le sue capacità e la sua forza di volontà per andare avanti in un ambiente fortemente competitivo e venato da innumerevoli lotte intestine. Si farà dei nemici – i Corvi, un gruppetto di ragazzi che dettano legge in Accademia, comandati dal rampollo di una delle famiglie più importanti del regno: Rusian di Altaterra – ma troverà anche dei buoni amici – il Club dei Sopravvissuti: Ravinant, Juno e Grabinor, che diventeranno presto suoi alleati.

Shani rimase seduta dov’era, con lo sguardo fisso sull’Archean e una voglia incredibile di usarla per spaccare il vetro della finestra.

Ma questa non è soltanto la storia di Shani, dell’evoluzione di una timida ragazza di provincia che impara a conoscere se stessa e il mondo che la circonda, è anche una storia di complotti, cospirazioni e inganni, di segreti sussurrati nell’ombra: Shani si ritroverà, suo malgrado, catapultata all’interno di un gioco politico molto pericoloso, in cui la posta in gioco è altissima. Qualcuno, infatti, vuole scatenare una guerra per il possesso dei principali giacimenti di Mergirio e vuole farlo con una serie di attentati ai danni dell’attuale famiglia reale.

Con una narrazione fluida, classica e affascinante, Federica Petroni trasporta il lettore in un mondo fantastico descritto accuratamente: prendono vita, pagina dopo pagina, le storie e le abitudini dei protagonisti, il loro passato e le loro attitudini. Molto preciso lo sviluppo descrittivo dei luoghi-chiave: ci si ritrova, senza difficoltà, fra le calde pareti delle locande o nelle affollate e chiassose strade della città di Anjur, nelle sale da ballo eleganti e popolate di nobili e negli oscuri e misteriosi anfratti dell’Accademia.

anjur03Il punto di vista della storia è quello di Shani, è lei che impariamo a conoscere meglio, è attraverso il suo sguardo che ci vengono mostrati i misteri e le rivelazioni della storia. Shani è, dunque, il personaggio più approfondito: fin da subito viene mostrata come una ragazza con la testa sulle spalle, insicura rispetto alle sue capacità ma anche molto testarda, soprattutto quando si tratta di proteggere le persone che ama. La sua evoluzione è profonda: alla fine della storia sarà una persona completamente diversa da quella che compare nelle prime pagine.

La prima parte del libro si concentra sulla scoperta del Dono da parte di Shani e sul primo impatto che la ragazza ha con l’Accademia: la scuola, i compagni, i professori, le lezioni e, in generale, l’Archeonomia, questa sorta di scienza-magica che è parte integrante della vita di tutti. L’atmosfera “harrypotteriana”, però, lascia il posto, a metà libro, a intrighi e nuovi intrecci che portano Shani lontana dalle aule della scuola, fin, addirittura, al cospetto della famiglia reale. Questa seconda parte è quella più ricca di avvenimenti e azione. La storia evolve man mano che si va avanti: si aggiungono particolari, le ambientazioni s’allargano, i personaggi sulla scena aumentano e le relazioni s’intrecciano, diventando via via più complesse.

Ho apprezzato molto l‘espressività del linguaggio, lo stile di Federica Petroni è elegante, ricco e particolarmente visivo nelle descrizioni, permette di mettere a fuoco subito le scene e le sensazioni che l’autrice vuole trasmettere. Forse, per i miei gusti, l’autrice eccede nelle descrizioni, raccontando quasi ogni istante della giornata di Shani e rallentando, così, il ritmo della narrazione: alcune parti potevano essere agevolmente saltate o comunque raccontate in maniera più sintetica, per concentrare l’attenzione sul nucleo vero della storia, che si sviluppa nella seconda parte, quella in cui Shani impara a conoscere il suo potere e si ritrova al centro di un mistero fatto di inganni e tradimenti, conosce alcuni dei personaggi più importanti della serie (fra cui, il suo interesse amoroso) ed evolve come personaggio. Insomma: passa un po’ troppo tempo fra i vari punti cardine della storia.

Sui personaggi, l’impressione che ho avuto è che l’autrice non si sia voluta sbilanciare troppo: sono credibili, sicuramente, ma nessuno, neanche la protagonista nonostante le sue capacità, emerge sugli altri in maniera epica o memorabile. Quello che ho trovato più interessante è – udite, udite – Rusian! Ebbene sì, nonostante sia un personaggio secondario in questa storia: ogni volta che è comparso sulla scena, mi è sembrato nascondesse molto di più di ciò che si poteva vedere. É il capo di una banda di bulli, ma non si sporca mai le mani, anzi sembra sempre osservare le malefatte dei suoi amici con un distacco che, a volte, sembra sfociare nel fastidio, come se stesse sforzandosi di mantenersi freddo nei confronti delle ingiustizie che lui stesso permette per qualche oscura ragione. E queste oscure ragioni si possono forse trovare nella sua famiglia, di cui è il quarto figlio, quello che è stato “costretto” a farsi da sé, diventando il numero 1 dell’Accademia.

Comunque, deliri della sottoscritta a parte, ho trovato davvero molto buono questo primo volume e sono stata felicissima di scoprire un’autrice brava e dallo stile impeccabile: sono molto, molto curiosa di sapere come proseguirà la storia, quali nuove evoluzioni attendono i suoi personaggi e come cambierà, nei prossimi volumi, il mondo che Federica Petroni è riuscita a descrivere così bene.

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