Libri di Traverso: After di Anna Todd

buon-junkieDa molto tempo ormai non scrivevo la recensione di un libromerda. Ho scelto per esordire nuovamente nel genere un libro che già sapevo mi avrebbe molte soddisfazioni. Ma non sapevo me ne avrebbe date così tante.
Sto parlando del caso letterario di Wattpad: After di Anna Todd.
Sì, lo so. Mi piace vincere facile.

Comunque è anche vero che bisogna sempre farsi una propria personale idea, anche delle schifezze che ci sono in giro. Così, complice un momento di svogliatezza mentale dovuto al troppo lavoro, mi sono avventurata nella lettura di questa sottospecie di romance/erotico.

Devo dire che non ridevo così dalla lettura di Cinquanta Sfumature di Grigio (la cui recensione trovate qui). In schifo, lo ha praticamente eguagliato.

Ora vi dico perché.

Su Wikipedia dicono:

Tessa Young è la classica brava ragazza di diciott’anni che sta per frequentare il college . Nella sua vita non manca niente: una media perfetta, un fidanzato che la ama e una madre che ha fatto sacrifici purché la figlia avesse tutto. La vita di Tessa cambia nel momento in cui mette piede al college e a partecipare a questo radicale cambiamento è Hardin Scott. Hardin è un ragazzo ribelle, a volte maleducato, pieno di piercing e tatuaggi , ma altrettanto attraente. Tessa viene subito catturata dal feroce sguardo di Hardin e tra i due nasce un rapporto di amore e odio.

La riscrivo come dovrebbe essere:

Tessa non è la classica brava ragazza. Tessa è un coagulo di imbecillità. Nella sua vita non manca niente, tranne un cervello funzionante. Ha un fidanzato con un’età mentale di 95 anni che indossa mocassini e cardigan, roba che lo scheletro di Tutankhamon in confronto è un giovincello che sprizza energia da tutti i pori e una madre clinicamente pazza che oscilla tra il Mulino Bianco e la Strega di Biancaneve. In aggiunta a tutto questo, la fortunatissima Tessa, al college incontra uno spostato di nome Hardin Scott il cui unico pregio è… è… no, non ha pregi, tranne forse il fatto di essere un comune mortale e quindi biodegradabile. Tra i due nasce un rapporto appassionante quanto una storia d’amore fra Pappalardo e Zequila.

Vi stuzzica?
A me moltissimo.

Ma andiamo con ordine, partendo dai personaggi, che sono la parte “migliore” del “romanzo” (virgoletterò molte cose in questa recensione, sapevatelo).

ATTENZIONE DA QUESTO MOMENTO IN POI E’ SPOILER CONTINUO!!! NON ANDATE AVANTI SE VOLETE LEGGERE IL ROMANZO (che vi sconsiglio vivamente… ma comunque…)

TESSA YOUNG

La giovane Tessa

Tessa di giovane c’ha solo il cognome. A essere generosi possiamo definirla “una palla mortale” di quelle che se si avvicinano nella tua orbita ti ammazzano la gioia di vivere, una specie di Dissenatore, insomma, solo con un gusto molto peggiore in fatto di abiti. Anna Todd dev’essersi divertita moltissimo, come ogni autore, a tracciare la psicologia del suo personaggio principale. Me la immagino abbandonata sul computer in coma irreversibile.

Tessa non ha passioni. Ha una madre che la controlla 24h come un segugio. Un fidanzato che baceresti più volentieri il poster di Marcus direttamente da un Cioè anni ’90. Vestiti che la Sora Lella in confronto è una Fashion Blogger: la gonna sotto il ginocchio, scampanata, modello Suor Tristezza, dei colori più brutti.

Tessa è vergine (eh beh) e con suo nonn… emh con il suo fidanzato non è mai andata oltre la palpatina. Poi incontra Hardin e diventa una giumenta da monta, nonostante il rapporto vero e proprio si consumi solo alla fine. Oh, spoiler. Scusate.

HARDIN SCOTT

Il ribelle e affascinante Hardin Scott

Hardin Scott è il classico ragazzaccio. Se per ragazzaccio intendiamo un individuo bipolare che passa dal “ti amo, piccola” al “vaffanculo, stronza” nel giro di dieci secondi. Hardin non ha un solo pregio. Neanche uno, credetemi. Uno ci prova a cercarlo, dice: “cazzo, sei il personaggio maschile principale, devi averlo un pregio” e invece nulla. L’autrice, durante il coma, è stata sostituita nella costruzione del personaggio da una scimmia idrofoba. Hardin c’ha problemi, è evidente. E Tessa, invece di mandarlo subito affanculo, decide di “salvarlo”. Cioè si lascia fare qualunque cosa.

NOAH

Noah mentre studia

Il fidanzato-nonno aka la palla al piede aka la mummia aka l’Inutilità resa personaggio.
Tessa lo descrive con passione:

Noah è più alto di me di pochi centimetri, ma mi piace così.

Brividi caldi, proprio.

ALTRI PERSONAGGI MASCHILI E FEMMINILI DI CONTORNO TUTTI UGUALI, TUTTI TATUATI E CON LO SPESSORE PSICOLOGICO DI UNA CARTA VELINA

Per descriverne la psicologia basta prendere un foglio bianco e tracciare una linea dritta. Vi darà l’idea della loro profondità.

LA TRAMA

Vabbè, chiamiamola trama. Centovetrine in confronto è Guerra e Pace.
Tessa arriva al college accompagnata dalla mamma-demente e dal fidanzato Noah coi suoi disgustosi mocassini. E va beh. Poi entra nella stanza dentro ci trova la sposa di Satana. Da cosa lo si capisce? Ha i tatuaggi, le tette al vento (perfino quell’ameba di Noah le fissa bramoso) e i capelli rosso fuoco! Nei volantini dei Testimoni di Geova è così che vengono descritte le donne di malaffare. La ragazza si chiama Steph e sicuramente porterà Tessa sulla cattiva strada.

Steph le presenta due amici che a quanto pare entrano ed escono dalla stanza a loro piacimento. Come capiamo che sono gentaglia? Sono tatuati. Uno è simpatico. L’altro, il più tatuato (e quindi il più pericoloso) è Hardin Scott (che in realtà è Fedez sotto mentite spoglie). Si capisce che è il più cattivo, perché i suoi tatuaggi sono neri o grigi e ha pure due piercing. Da brava bigotta, non appena lo vede, Tessa si ingrifa.

Non appena Steph lascia la stanza in compagnia dei bambini di Satana, la mamma inizia a sbraitare. Niente, non gliene fotte minimamente che è il primo giorno di università e sua figlia ha una solidissima candidatura per il primo posto a Miss Sfiga. “Tu cambi dormitorio!” urla. E poi chiama “teppisti” i maschi conosciuti poc’anzi. Cioè, io capisco che in confronto a Noah pure un neonato che frigna sembrerebbe un delinquente, ma signora, diamoci un contegno. Alla fine la donna acconsente a lasciare Tessa nel girone infernale, non prima di averle spiegato la storia delle api che impollinano i fiori (naturalmente davanti a Noah che prende appunti).

E così la rompicoglioni lascia il college assieme alla zavorra umanoide con mocassino.

Il giorno dopo Tessa comincia a conoscere il college, scoprendo che le docce si fanno in comune. Naturalmente lì, le cadono i vestiti nell’acqua e quindi è costretta a tornare seminuda nella stanza, dove trova Hardin steso sul letto di Steph che le fa subito sapere che non se la scoperebbe manco via webcam. Tessa invece di rispondergli “e sticazzi chi te l’ha chiesto?” inizia a sciogliersi per la passione. Va beh, ricordiamoci che è fidanzata con l’uomo-mocassino e che, confrontato con Noah, anche un frontale con un autobus a due piani avrebbe più appeal.

Tessa viene trascinata a una serie di feste della confraternita in cui inizia a fare la conoscenza con l’alcool, il fumo, il sesso… sempre da spettatrice eh. Una sera, all’improvviso, Tessa si ritrova in una stanza con Hardin e, vinta dalla passione, lo bacia. E da lì… il baratro.

Hardin, inspiegabilmente, comincia a ronzarle attorno. Tessa, intanto, decide di abbandonare finalmente il look “suor Cristina”… la perdita delle gonne azzurre sotto al ginocchio è il primo passo verso la lussuria.

Dopo il primo bacio con Hardin, Tessa inizia a scoprire le gioie del sesso: un ditalino in riva al fiume, un cunnilingus volante, poi è la volta della masturbazione a lui (rigorosamente con le mutande su), poi della fellatio… in un crescendo di erotismo che trova sempre il suo culmine nelle parole che il ribelle Hardin le rivolge in questi momenti speciali.

“Oh, cazzo, piccola…”
“Sei bagnata per me…”
“Metti la bocca intorno a me” (intende attorno al suo membro, che per quanto ci riguarda sì, rappresenta anche lui come persona).

In tutto ciò, Hardin è sempre più inquietante: un momento prima le dice “ti amo”, il momento dopo impazzisce e spacca qualcosa. Da manuale dei disturbi della personalità, ma nessuno lo azzittisce con un proiettile di tranquillante, no. Perché Hardin c’ha problemi e va compreso.

Che problemi ha?

Come sempre, qualsiasi problema un maschio abbia è legato alla sua mamma.

La mamma di Hardin, nella fattispecie, è stata stuprata a casa sua davanti ai suoi occhi per colpa del padre alcolizzato, che ora sta felicemente per sposare un’altra ed è pure rettore dell’Università.

Naturalmente lo spirito da crocerossina di Tessa la porta a subire qualunque cosa, per amore del suo uomo. Il messaggio tra le righe è: “ragazze, fatevi trattare una merda dai vostri uomini. Vanno capiti.” con tanti saluti all’amor proprio.

Alla fine scopriamo che Hardin ha iniziato a frequentare Tessa per scommessa, tanto è vero che ha pure trafugato le lenzuola con il segno della deflorazione per farle vedere ai suoi amici. Con quei soldi (quando si suppone fosse già innamorato di lei) Hardin ha pagato l’appartamento nel quale è andato a vivere con Tessa (dopo una manciata di settimane di frequentazione in cui le cose al 90% andavano una merda tra loro).

Tessa alla fine lo scopre e lo molla… anche se non è finita qui.

CONCLUSIONI

Questo romanzo non ha un filo logico, tanto per cominciare. Ogni singolo personaggio è un disturbato mentale, Hardin su tutti. Potrei citare vagonate di incongruenze di trama e comportamenti. Nei momenti più drammatici, basta che i due si avvicinino di mezzo metro e scatta la passione, con Hardin che da strafottente e pericoloso diventa un tripudio di “piccola” da farti salire la glicemia a livelli insopportabili. Il linguaggio è ridicolo: i personaggi parlano come protagonisti di una telenovela sudamericana di serie Z. L’autrice, nonostante abbia voluto descrivere l’iniziazione sessuale di una diciottenne, ha una mentalità conservatrice di quelle che ti fanno venire voglia di prenderla a testate nei denti. Il suo stile è insopportabilmente elementare.

I concetti principali:

Le brave ragazze non si truccano, non amano le minigonne, non fanno sesso.
Se iniziano, è perché qualcuno le spinge a scendere la china.
Non hanno la capacità di trovarsi un lavoro da sole, per fortuna c’è sempre il proprio uomo a metterci la buona parola.
Non hanno la capacità di prendere casa, devono aspettare che il loro uomo paghi per loro.

Quelle coi tatuaggi e i capelli rosa, con le scollature e che fanno sesso sono troie (la stessa Tessa più di una volta esprime questo concetto, salvo iniziare a fare lo stesso – certo per colpa delle delusioni e dell’alcool, da brava bigotta) e non troveranno mai un uomo che le ami davvero.

Per i maschi tutto cambia: tatuaggi, piercing e sessualità promiscua sono segni di figaggine.
I maschi possono spaccare oggetti, essere gelosi fino alla follia, stalkerizzare la propria donna, piombare sul tuo luogo di lavoro per “scopare”, ecc. ecc. ma continuano a essere degni di essere amati, coccolati, compresi.

Un libro così brutto non lo leggevo da parecchio tempo.
Leggetelo se volete farvi due risate o capire quanto in basso possa scendere l’editoria mondiale pur di vendere.

Se invece volete farvi un’idea di quanto può scendere in basso il marketing per vendere, ecco la prova:

 

 

 

 

 

 

 

 

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