Non farti incastrare a Natale

Reading Time: < 1 minute
Book Cover: Non farti incastrare a Natale

Le cose, per Dafne, vanno decisamente bene. È innamorata e vive con Jim da quasi un anno, lavora in una libreria, scrive tutti i giorni e ha perfino deciso di diventare una persona nuova: non si lascerà mai più dominare dall’istinto, non cercherà più di auto-sabotare la sua relazione e proverà, perfino, a essere gentile con gli altri.Peccato che il Natale perfetto che Dafne sogna rischi di essere cancellato dall’arrivo, inatteso, di un amico di Jim appena mollato dalla moglie che si stabilisce a casa loro, ruba tutta l’attenzione del suo ragazzo e non sembra avere alcuna intenzione di andarsene… Se non vuole farsi incastrare, Dafne dovrà liberarsi dell’ospite sgradito entro Natale e aiutarlo a trovare una nuova fidanzata sembra proprio il piano migliore! Del resto, lei sa tutto dell’amore: cosa potrebbe mai andare storto?

Paranoie, isterie, risate e qualche lacrima nel terzo e ultimo Natale in compagnia di Dafne, alle prese con l’Amore!

Excerpt:

«Due birre, ragazzo!» dico.
Jim sta spillando una birra, si volta, aggrotta la fronte, serve il cliente in attesa accanto a me e poi mi scruta scettico, le mani sui fianchi.
«Dove eri finita?»
Sguardo da cerbiatta innocente. Palpebre che fanno flap flap. Mani sotto il mento.
«Ero con Giulio, abbiamo fatto due chiacchiere sull'amore. È un po' depresso.»
«Dopo aver parlato con te, immagino.»
Alzo il dito medio.
Jim fa una smorfia, poi si volta, mi riempie il boccale e lo posa davanti al mio naso. «Dafne, ti ho chiesto di restarne fuori, davvero. Non combinare casini.»
Mi sporgo sul bancone. «Non se ne parla» gli sussurro. Torno a sedermi, bevo un sorso di birra e gli sorrido soddisfatta. «Cos'è? Sei geloso del tuo amico?»
«Anche, ma non è questo il punto. Il punto è che ti conosco e so che prima o poi farai qualche danno, voglio solo evitarlo. Comprendi?»

Dio, ma perché con le persone non ci so fare?
Non riesco a farmi capire, non riesco a comunicare con i pazzoidi che mi circondano. Fanno parte della mia stessa specie, lo so. Hanno braccia, gambe, emettono versi più o meno intellegibili.
Sono esseri umani come me, eppure, la maggior parte parla un linguaggio sconosciuto e io, la maggior parte del tempo, sento di essere un mistero per loro.
Forse Jim ha ragione, forse dovrei trovare qualcuno che abbia i miei stessi interessi, a parte il mio fidanzato, mia sorella e il mio capo.
«Secondo te, dove potrei farmi degli amici?» chiedo.
Mia sorella neanche mi guarda. «Li hanno chiusi i manicomi, tesoro.»
«Ah-ah» dico, facendo saltellare sulle ginocchia Giada, la mia nipotina, che non ha un anno, ride e non sa ancora di avere una zia sociopatica.
«Ma, davvero, come ti è venuta quest’idea di farti degli amici?» fa Arianna, preoccupata.
«La fai sembrare una cosa grottesca.»
«Beh, lo è: tu che vuoi farti degli amici, ma dai! L’ultima amica l’hai avuta al liceo.»
«Lo so, grazie.»
«E poi c’è stato Jim. L'unico amico che tu abbia mai avuto.»
«Sì, però ora non è più un amico, ragion per cui devo avere qualcun altro. E neanche tu conti, tu non mi hai scelto, sei mia sorella.»
«Tesoro, nessuno ti sceglierebbe come amica» fa Arianna.

Ti potrebbe interessare:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *