Bridgerton S1ep1, diamante di prima qualità. Il riassuntone

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Disclaimer: Ecco il riassuntone della prima puntata di Bridgerton, nuovo show Netflix firmato da Shonda Rhimes. È pieno di spoiler, quindi attenzione. È pieno anche di sarcasmo, quindi doppia attenzione.

La prima puntata s’intitola Diamante di prima qualità, ma è stata ribattezzata dalla sottoscritta: Dementi di prima qualità.

Iniziamo.

Bridgerton è il cognome di una potente, ricchissima famiglia inglese, il cui capostipite è morto da tempo, lasciando una moglie, Lady Violet, e otto figli concepiti in ordine alfabetico: Anthony, Benedict, Colin, Daphne, Eloise, Francesca, Gregory e Hyacinth.

I Bridgerton

Anche i vicini, i Featheringtons, hanno rigidissime regole per quanto riguarda la scelta dei nomi: Lady Portia ha concepito con Lord Featheringtons tre fanciulle con la P: Philippa, Prudence (Genoveffa e Anastasia di Cenerentola) e Penelope.

Le sorelle Featheringtons

I Bridgerton rappresentano tutto ciò che una famiglia della buona società inglese dovrebbe essere, ma mentre Dio elargiva con generosità fortuna, bellezza e intelligenza a costoro, i Featheringtons erano evidentemente in fila per il cesso. Il risultato è che tutte le qualità sono toccate ai Bridgerton, mentre ai Featheringtons toccano solo umiliazioni e figure di merda (il che me li ha resi infinitamente più simpatici, devo dire).

La vicenda è raccontata dalla Gossip Girl del periodo Regency, Lady Whistledown, una donna di cui non sappiamo nulla, ma che pubblica una rivista con su tutti i pettegolezzi più piccanti sulle ricche famiglie del periodo.

I Bridgerton e i Featheringtons

Siamo nel 1813, la stagione mondana londinese sta per iniziare, e le due famiglie sono nel pieno dei preparativi per l’entrata in società delle loro giovani figlie. Lo scopo è quello di presentarle alla Regina Charlotte e se Sua Maestà manifesterà interesse e sarà gentile con loro, si moltiplicheranno le possibilità di contrarre un matrimonio conveniente.

A casa Featheringtons Prudence sta provando a entrare nel corsetto rischiando la propria vita per ordine di una madre nazista con un’insana passione per gli abiti gialli e sotto lo sguardo atterrito delle sorelle Philippa e Penelope, quest’ultima, tra l’altro, l’unica della famiglia a non essere completamente idiota. È sovrappeso e goffa ma buona e intelligente, con un bel viso, insomma gli autori rifuggono in maniera ingegnosa dal cliché.

Situazione ben diversa a casa Bridgerton, dove le ragazze entrano tutte brillantemente nel corsetto. Con una veloce carrellata ci vengono presentati tre dei quattro fratelli, Benedict, Colin e il piccolo Gregory, e tre delle quattro sorelle, Eloise (la femminista che quindi odia l’amore, la gente, la bellezza, il mondo… anche in questo caso i cliché sono abilmente distrutti), Francesca e Hyacinth. Manca la protagonista Daphne e il maggiore, Anthony, impegnati entrambi in attività molto importanti.

Daphne si sta preparando per l’evento da cinquantatré anni sette mesi e undici giorni notti comprese, eppure non ha potuto evitare che il parrucchiere la deturpasse con un’imbarazzante frangetta a forma di scopino per il cesso. Finalmente pronta, esce con un abito con strascico di 20 metri e riescono tutti a infilarsi nella carrozza come cinque elefanti in una cinquecento. A quel punto Lady Violet, si accorge che manca Anthony, il maggiore, sempre impegnato in importanti affari di famiglia. Dove sarà mai?

Cambio di inquadratura e campo lungo sulle chiappe di Anthony impegnato a congiungersi carnalmente contro un albero con la bella e procace operista Sienna Rosso, con cui ha una relazione.

Ciao Anthony, molto piacere.

Uno sguardo all’orologio e il primogenito Bridgerton si rende conto che l’amplesso campestre, cui assiste anche il fidato servitore di spalle, deve terminare, in modo che il ragazzo possa raggiungere la sua famiglia per il grande evento e rovinare la vita della sorella, come vedremo.

Siamo finalmente al ballo, è il momento di conoscere la regina Charlotte. La prima cosa che salta all’occhio dello spettatore è un particolare difficilmente trascurabile: la regina Charlotte soffre di stitichezza, non può altrimenti spiegarsi l’espressione di perenne disprezzo e orrore per il genere umano dipinta sul suo volto. Inoltre, Sua Maestà possiede la grazia regale di un trattore. Come dite? Ah, sì, avete ragione, è nera.

Io e Sua Maestà abbiamo in comune la voracità.

Tocca prima alle tre Featheringtons presentarsi: le tre fanciulle, però, partono male, infatti riescono a passare a stento e goffamente dalla porta, opportunamente ristretta per un puro atto di bullismo dalla troupe del film.

Le signorine Featheringtons si fondono come Gogeta per entrare nella sala

Basterebbe poco, ma a causa delle ridotte capacità mentali, eredità di un gene recessivo zombie in famiglia, le tre fanciulle non comprendono che da quell’apertura potrebbero entrare comodamente una alla volta.

Le sorelle Featheringtons provano a entrare dalla porta come hanno visto fare ai loro avi

Gli sguardi degli astanti sono chiari, il momento è giunto, sta per avvenire la prima umiliazione pubblica che apre la stagione delle figure di merda per i Featheringtons. Sua Maestà, infatti, dopo neanche mezzo secondo liquida le tre con un eloquente manoncerompeteercazzo.

Sua Maestà invita le sorelle Featheringtons ad accomodarsi a fanculo

Prudence, per la gioia, sviene. Solo la spaccata di Lidia Fusco a Mezzogiorno Italiano e la capriola di Gianni Sperti ad Amici sono riuscite ad emozionare di più.

Una lontana parente dei Featheringtons, Lidia Fusco, si rompe il femore in diretta

Tutto questo, narrativamente parlando, serve per valorizzare ancora di più l’entrata trionfale di Daphne Bridgerton, il diamante di prima qualità di cotanto tessuto sociale. La fanciulla non fa neanche in tempo a inchinarsi, che già la regina si è avventata su di lei per baciarla e urlarle: «Bulbasaur, scelgo te» per nessuna ragione apparente, se non il fatto di essere meno sfigata e cessa delle precedenti fanciulle.

Nel frattempo, Lady Danbury accoglie a casa Simon Basset, Duca di Hastings, tornato da un lungo viaggio. L’entrata in scena di questo nuovo e interessante personaggio immediatamente migliora lo spessore dello show, soprattutto quando il duca è di spalle.

Simon Bassett, interpretato dal premio Oscar Regé-Jean Page.

A Casa Featheringtons è giunta intanto Marina Thompson, una lontana cugina di Lord Featheringtons, molto lontana a giudicare dall’aspetto gradevole e dall’assenza dell’aura di sfiga che circonda il resto della famiglia.

Ma è giunto il momento di… indovinate? Un nuovo ballo! Le fanciulle devono dare il tutto per tutto per procacciarsi un buon marito, peccato che al fratello di Daphne, Anthony, non vada bene nessuno dei tanti che vorrebbero corteggiare la sorellina. Questo perché Anthony è davvero affezionato a Daphne e per lei vuole solo il meglio, ecco perché le fa terra bruciata con tutti, soprattutto con il suo amico Simon Basset, che Daphne incontra per la prima volta mentre corre tipo Licia sotto la pioggia quando s’incontra e si scontra con Mirko e così…

Daphne, in effetti, sta fuggendo dalle avance di Lord Berbrooke, un incrocio fra il signor Collins di Orgoglio e Pregiudizio e il Pinguino di Batman, che come tutti i personaggi ben delineati, a tutto tondo e multisfaccettati, oltre che cesso, è anche imbecille e gratuitamente maligno. Un coacervo di incredibili qualità, come si fa a non amarlo.

L’espressione intelligente di Lord Berbrooke

Mentre nel mondo esiste gente come Lord Berbrooke, Anthony è preoccupato da tutti gli altri, vuole troppo bene a sua sorella per permetterle di essere infelice con un donnaiolo come il duca di Hastings, che comunque non se l’è filata di pezza e l’ha pure trattata un po’ una merda, come se fosse una di quelle sciacquette che non vede l’ora di accaparrarsi un marito. Ma come ha potuto pensarlo, oh!

Il primo incontro tra i due, insomma, non va benissimo. È un po’ come il primo incontro tra Darcy e Lizzie in Orgoglio e Pregiudizio, infatti è proprio così che l’avrebbe raccontato Jane Austen dopo una lobotomia.
Il giorno dopo, casa Bridgerton è invasa dai tanti spasimanti di Daphne, solo che Anthony, che le vuole proprio bene, li fa scappare tutti. Tutti tranne quell’abominio di Lord Berbrooke. Caro Anthony.

Anthony, simbolo dell’amore fraterno.

Anche casa Featheringtons è piena di spasimanti, ovviamente neanche un cane zoppo per le tre sorelle Sfighertons, sono tutti lì per la splendida Marina, compreso Colin Bridgerton, di cui abbiamo già capito che Penelope è invaghita.

Nel frattempo con un messaggio sulla chat del gruppo Mamme Regency per il Matrimonio, Simon Basset annuncia di non avere alcuna intenzione di sposare una delle loro figlie, ma ovviamente nessuna Pancina gli presta attenzione, al grido di “Non cielo dicono” e “Il mio libro preferito è il Piccolo Principe”.

A casa Featheringtons, nel mentre, piomba l’ennesima sfiga. Osservando le lenzuola non macchiate di nulla del letto di Marina, la governante di casa trae la logicissima conclusione che la ragazza sia incinta.

La donna lo comunica a Lady Portia, che decide di chiudere in casa Marina per evitare uno scandalo che comprometterebbe la già agonizzante vita sentimentale delle figlie.

Dopo aver lasciato di punto in bianco la sua amante, spiegandole che deve concentrarsi nel tentativo di rovinare la vita alla sorella, al ballo, Anthony si ritrova a dover risolvere un grave problema: Daphne non ha più spasimanti (per colpa sua, ma va beh, dettagli) e dunque è prossima allo scandalo. Il primogenito dovrà evitare che la sua amatissima sorella finisca nelle grinfie di un uomo di poco valore, ecco perché le comunica che, idea geniale, sposerà Lord Berbrooke, l’abominio umano, l’incrocio tra il Pinguino e il signor Collins. In questo modo sarà finalmente salva. C’è della logica in tutto ciò, sicuramente, anche se non è spiegata in questo universo spazio-temporale.

Daphne è sconvolta, tra tutta quella gente imbarazzante e spiacevole, Anthony ha scelto il peggiore. «Ma sei caduto dal seggiolone da piccolo?» chiede e invece di rispondere: «Sì, tre volte, sempre di testa», Anthony rincara la dose affermando con scioltezza: «Dovrebbe essere facile innamorarti di Lord Berbrooke, come di chiunque altro». Certo, in caso di perdita permanente di tutti i sensi. A quel punto Daphne lo manda finalmente affanculo, com’è giusto che sia, e scappa nel giardino.

Lì, appostato fra le fresche frasche come uno dei velociraptor di Jurassic Park, c’è Lord Berbrooke che, da par suo, aggredisce Daphne, irritato per il rifiuto.
«Tu ti credi migliore di me!» grida.
«Sei una botta d’autostima per chiunque!» risponde Daphne.
Allo scopo di punirla per la sua presunzione, Lord Pinguino prova a farla sua con la forza. «Tanto non ti piglia nessuno! Anzi, ringraziami.» A quel punto arriva Simon, ma prima che il duca possa abbattere la bestia immonda, Daphne stende con un diretto sul grugno il viscido Pinguino.

Una scena tratta dal secondo Batman di Tim Burton, il Pinguino messo al tappato da Catwoman

Ed è qui, davanti al corpo inanimato di Lord Berbrooke riverso sul selciato, che a Simone e Daphne viene un’idea magnifica e infallibile. Fingeranno di essere fidanzati. Sì, in questo modo le Mamme Pancine la smetteranno di presentare le loro figlie al duca mentre invece la casa di Daphne si riempirà di spasimanti. Come? Perché mai questo dovrebbe accadere, se sanno che è fidanzata col Duca? Ma perché gli uomini, spiega Simon, si interessano subito a una donna se un altro uomo, tra l’altro un duca, manifesta interesse per lei. E poi boh, oltre alle inoppugnabili leggi del patriarcato, c’è anche la sospensione dell’incredulità, quindi non fate domande sciocche.

Come se nulla fosse, i due abbandonano il corpo semicosciente di Lord Abominio sul selciato, com’era costume fare durante il periodo Regency, e fanno ritorno al ballo mano nella mano.

Fine prima puntata

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