buon-junkie Essendo mercoledì oggi avrei dovuto pubblicare un’altra puntata di www… wednesday, ma la verità è che con le letture non ho fatto molti progressi, nel senso che sto leggendo sempre i soliti tre libri, quindi ho pensato di anticipare un post che volevo comunque pubblicare questa settimana, che fa parte della rubrica Scrivo dunque sono, diario di un’aspirante scrittrice.

L’argomento di oggi sono i titoli, croce e delizia di ogni scrittore. Come trovare il titolo migliore per il tuo romanzo? Sembra facile, ma scegliere un titolo per un libro, anche se si tratta del vostro libro, è una cosa difficilissima (non sempre, ma spesso è così). Molto dipende anche dal genere, naturalmente, in ogni caso possiamo provare a schematizzare un sistema che vi consenta di trovare il miglior titolo fra quelli possibili (fa molto teoria dei mondi possibili di Leibniz).

Intanto, prima di elencare qualche metodo per trovare il titolo perfetto, vediamo in generale come dovrebbe essere un titolo:

Originale

Sì, Cent’anni di solitudine è un titolo bellissimo ma, sapete? L’hanno già usato. E no, non vale neanche ispirarsi scrivendo Dieci anni di solitudine, è la versione tarocca e, soprattutto, non ha lo stesso valore dell’originale. Per fare un esempio contemporaneo: una delle ultime uscite di Rizzoli è l’autobiografia di Alessio Bernabei “Jack è uscito dal gruppo”, titolo che richiama il più famoso “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” di Enrico Brizzi, libro che ha segnato una generazione di ragazzi. Non fa ridere il richiamo, visto che Bernabei è, rispetto a Jack Frusciante, un signor Nessuno. La citazione perde qualsiasi valore, diventando semplicemente mancanza di creatività.

Rappresentativo

Cioè deve, in qualche modo, descrivere il contenuto del vostro libro. Il titolo potrà essere anche meraviglioso e musicale ma se non c’entra nulla con il vostro libro non ha alcun valore, anzi.

Poetico/Musicale

Essenziale anche la musicalità o comunque la poesia insita in un titolo. Non vale per tutti i titoli, ovviamente, ma di certo “Via col vento” ha il suo effetto sui potenziali lettori, no?

E ora, passiamo a qualche suggerimento (con esempi) per trovare un titolo calzante!

La trama

Prendete il concetto principale attorno a cui ruota la storia, riassumete e tirate fuori il vostro titolo. Qualche esempio? Hunger Games, La storia infinita, Memorie di una Geisha, Il giro del mondo in 80 giorni, Fight Club. Ho fatto così quando ho scelto il titolo: Le regole per essere felici in amore (entro Natale). Descriv, infatti,  i tentativi della protagonista di trovare l’uomo perfetto entro Natale.

Il nome del protagonista

Se avete scritto una storia in cui seguite le avventure di un unico protagonista principale, allora il titolo può contenere il suo nome! Esempi: Tom Jones, Stoner (versione solo con cognome), Carrie (versione solo con il nome), Teresa Raquin, Madame Bovary, ecc. A volte al nome del protagonista si può aggiungere un aggettivo o altra parola descrittiva: Il grande Gatsby, Il ritratto di Dorian Gray. Se si tratta di una serie, al nome del protagonista può seguire il titolo che descrive la nuova avventura, come accade in Harry Potter (e la Pietra filosofale, e la Camera dei Segreti, ecc.). Sempre per fare un esempio mio: Armonia di Pietragrigia è un titolo che richiama Harry Potter come struttura e nel quale ho anche inserito la provenienza della protagonista (v. sotto per questo tipo di titolo!)

L’ambientazione

Se parliamo di un romanzo corale, ma anche un romanzo in cui il luogo è parte integrante della storia, allora possiamo prendere il nostro titolo da lì: Middlemarch, La casa per bambini speciali di Miss Peregrine, ma anche 1984 (ambientazione temporale).

La citazione

Una frase particolarmente significativa del vostro romanzo può diventarne il titolo: è accaduto, ad esempio, con Il giovane Holden di Salinger, il cui titolo originale è The Catcher in the Rye, da una frase che il protagonista pronuncia. Va’ dove ti porta il cuore è un altro esempio.

La metafora

Trovare un titolo metaforico che descriva il vostro libro non è facile,  ma è di sicuro impatto, ecco qualche esempio. Chiedi alla polvere di John Fante richiama la polvere delle strade di Los Angeles (dove il romanzo è ambientato) e quella del deserto, l’idea della sconfitta e del coraggio, del viaggio che inizia sempre da una domanda. Chiedi alla polvere, appunto. Cent’anni di Solitudine descrive perfettamente l’epopea dei Buendìa, una storia circolare che inizia e finisce nel medesimo luogo, Macondo, in una sorta di isolamento dal resto del mondo. Fra i titoli di questo tipo che io amo di più, ci sono quelli di Italo Calvino, ad es. Se una notte d’inverno un viaggiatore, che è anche il titolo del libro che il protagonista non riuscirà mai a terminare ma soprattutto un titolo di una poesia e musicalità uniche, che richiama alla mente (almeno per me) il viaggio del lettore nei cupi misteri della letteratura.

La parola unica

A volte un’unica parola è sufficiente a descrivere perfettamente un romanzo: Espiazione racchiude in un’unica parola tutto il concetto attorno a cui ruota la vicenda raccontata da Ian McEwan. Soffocare di Chuck Palahniuk utilizza lo stesso metodo, come anche Seta di Baricco, Furore di Steinbeck, ecc. Tutti riprendono un concetto e lo limitano a un’unica parola.

Il titolo ironico/straniante

Di certo è un titolo perfetto per romanzi in cui l’ironia è fondamentale. Si tratta di titoli che, grazie a un uso sapiente di ossimori et similia, catturano l’attenzione. Il più grande uomo scimmia del Pleistocene di Roy Lewis è un buon esempio di questo tipo: di certo nel Pleistocene un uomo scimmia non pensava a diventare o a farsi considerare “il più grande”. Douglas Adams è un altro autore in grado di creare titoli accattivanti: Guida galattica per autostoppisti è un esempio perfetto! Già immaginare autostoppisti galattici è un’idea assurda, figuriamoci una guida! Buona Apocalisse a tutti! di Terry Pratchett e Neil Gaiman mette insieme un augurio tipico (Buongiorno a tutti! Buone feste a tutti!) con una parola che non è né tipica, né beneaugurante: l’Apocalisse.

Spero di essere riuscita a darvi qualche spunto per iniziare a ragionare sul vostro titolo perfetto. Io sono una che fa un sacco di schemi e mappe concettuali. Se vi va potete scaricare lo schema qui in basso, che vi aiuterà a organizzare le vostre idee (potete salvare l’immagine o cliccare sul link e scaricate il pdf stampabile)!

titolo-angelica-moranelli

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