Il paradigma degli occhi nocciola AKA smettila di parlare, avvicinati un po’

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Smettila di parlare, avvicinati un po’

CCCP – MI AMI?

Da piccola volevo gli occhi grigio-verdi, come quelli di mia sorella, che sono gli occhi più belli che io abbia mai visto in vita mia.

Solo il 2% della popolazione mondiale possiede occhi verdi e io volevo disperatamente far parte di quella minoranza, perché le minoranze mi sono sempre piaciute e perché essere rari è una cosa bella e perché Rossella O’Hara, il mio modello di eroina letteraria, aveva “gli occhi verdi da sirena” e perché il verde è il mio colore preferito insieme al nero.

Io invece sono nata con gli occhi nocciola che, poi ho scoperto, sono rari anche loro. Solo l’8% della popolazione mondiale possiede occhi nocciola, la stessa percentuale di quelli con gli occhi azzurri, considerati rari.

Oggi poco verde.

Perché, allora, il paradigma degli occhi nocciola?

Perché gli occhi nocciola hanno questa caratteristica (che è quella che li rende rari): sembrano cambiare colore. Un giorno sono marroni, un altro verdi, in alcuni casi perfino azzurri: è dovuto alla combinazione fra la melanina dell’iride e la maniera in cui luce viene assorbita e riflessa dall’occhio.

Ci sono giorni in cui mi sveglio e ho gli occhi scuri e un altro in cui la luce è diversa e i miei occhi sono verdi e sembrano brillare.

Mi è capitato parecchie volte che qualcuno, guardandomi attentamente o più da vicino, abbia esclamato: “Ma tu hai gli occhi verdi!” oppure “Oggi hai gli occhi verdi!”.

E quindi ho elaborato la mia teoria degli occhi nocciola: si accorgono del verde nei miei occhi solo quelli che prestano attenzione, quelli che si avvicinano a me quel tanto che basta per scoprirlo e funziona allo stesso modo per altri aspetti della vita di una persona, di sicuro più importanti del colore dei suoi occhi: la nobiltà d’animo, la forza di volontà, il coraggio, la bontà, la dolcezza.

La parte più profonda dell’altro la scopri solo se guardi bene e osi avvicinarti, abbandonando pregiudizi o convinzioni e senza la paura di scoprire che quegli occhi che ti sembravano marroni possono essere anche verdi, in un pomeriggio d’estate.

Altre cose che si possono scoprire guardando bene?

Trovo bellissimo il sorriso degli introversi, ad esempio. È uno spiraglio luminoso in un cielo scuro, significa qualcosa, è leale, non artificioso, ma per coglierlo devi fare attenzione, perché dura un battito di ciglia.

Ci sono cose belle e importanti che se ne stanno nascoste bene, in attesa che qualcuno, attento, sia pronto o interessato a scoprirle: il verde di occhi che sembrano “solo” marroni, il sorriso timido di un introverso, lo sguardo leggermente gonfio di chi ha pianto di nascosto, il tremolio leggero delle mani di chi è emozionato…

Ci sono cose importanti che puoi vedere solo se ti avvicini, presti attenzione, smetti di concentrarti su te stesso, smetti di pensare di aver capito ogni cosa e, umilmente, accetti un’altra prospettiva.

Può essere bello, nuovo, emozionante scoprire particolari ignorati per tanto tempo. Ma questo ha senso solo per chi ama osservare, per chi ha un’anima profonda, malinconica e riflessiva. Per chi scrive è essenziale, ad esempio. Agli altri sembrerà una cazzata e gli occhi resteranno marroni.

Le persone che osservano e scoprono, vivono in un mondo bellissimo, fatto di bagliori, increspature, riflessi, prospettive diverse e sono rare.

Più rare degli occhi verdi.

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