Oggi è la Giornata Internazionale del Libro e io non potrò mai esprimere abbastanza il mio amore per la lettura. Lettura, scrittura e musica non sono semplicemente le mie tre passioni, ma gli amuleti protettivi che mi accompagnano da quando avevo 7 anni.

Ah, ho finito Le anime morte di Gogol, e ora capisco perfettamente quello che di lui ha scritto Nabokov, nel saggio su Il cappotto: “Fa appello a quella profondità segreta dell’animo umano in cui le ombre di altri mondi passano come ombre di navi mute e senza nome”.

Nessun messaggio da veicolare, nessun fatto da raccontare, nessuna idea da esprimere: scappate lontano da Gogol se cercate questo in un libro. Leggete cose semplici, che vi dicano cosa fare, come piangere, per cosa ridere. Gogol è un viaggio assurdo, su una carrozza sgangherata che percorre una strada dissestata verso una meta sconosciuta.
Attenzione, però, ai cambi, alle cose che passano oltre il finestrino, ai dettagli improvvisi: è lì che troverete tutto il grottesco, il dolore e la meraviglia del mondo.

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