Maram al-Masri: reading della poetessa siriana che racconta la libertà delle donne

buon-junkie Oggi vi parlo di una novità e un progetto di cui sono orgogliosissima: sto collaborando con il comune di Pontecagnano Faiano (Salerno), la città dove ho abitato fino a due anni fa, prima di trasferirmi a Salerno, per la realizzazione di un progetto che mira a valorizzare i talenti del territorio e a invogliare le persone a leggere, conoscere, sperimentare. Si tratta di una sfida difficile ma che ho raccolto con entusiasmo, come sempre mi succede quando si tratta di diffondere l’amore per i libri. Di cosa vi parlo oggi? Del primo appuntamento letterario del mese di Dicembre: se siete di Salerno e provincia, non potete mancare.

Reading con Maram al-Masri, la poetessa siriana che racconta le donne e la libertà

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Maram al-Masri, classe 1962, è una poetessa siriana e vive a Parigi dal 1982.
Considera il suo paese, la Siria, «una ferita che sanguina».

Mia madre sul suo letto di morte
È la mia infanzia sgozzata
il mio incubo e la mia speranza
la mia insonnia e il mio risveglio

Scrive Donatella Trotta su Il Mattino: “Il suo sguardo abbraccia con empatia le donne, e le madri, ma anche i bambini e la condizione dello straniero: temi di incandescente attualità in un mondo iniquo nel quale, come ha sottolineato proprio a Napoli papa Francesco, siamo in fondo tutti migranti. E non è solo la storia autobiografica a (s)muovere allora i versi di Maram, residente a Parigi, formatasi tra Damasco e l’Inghilterra e costretta, dopo la fine del suo matrimonio e il ritorno di suo marito in Siria, ad essere privata anche del figlio per tredici lunghi anni. ”Anima scalza“, Maram ha infatti trovato proprio nella scrittura la linfa vitale per il suo grido silenzioso, covato come il sogno di libertà e di pace di tante donne in condizioni analoghe alle sue. E il senso del suo canto radicale, modulato a partire dalle piccole cose, come le mirycae pascoliane, si espande così in diversi paesi dove la scrittrice partecipa a festival internazionali, vince premi (come quello del Forum culturale libanese, in Francia nel 1988) e pubblica le traduzioni dei suoi libri: in Italia, a parte il volume collettaneo Non ho peccato abbastanza. Antologia di poetesse arabe contemporanee, pubblicata da Mondadori nel 2007, sue poesie si possono leggere anche in Ciliegia rossa su piastrelle bianche (2005 e 2007), Ti minaccio con una colomba bianca (2008), Ti guardo (2009, in Spagna tra i primi dieci libri di versi più venduti), il già citato Anime scalze (2011) e Arriva nuda la libertà (2014), mentre il suo ultimo lavoro è Le rapt, del 2015.”

«Scrivere è imparare a conoscere se stessi, nella propria nudità, nei pensieri più intimi. Scrivere, per me, è come morire davanti a una persona che ti osserva senza muoversi. È come annegare mentre una nave ti passa vicino, senza vederti. Scrivere significa essere quella nave che salverà chi sta annegando, è stare sull’orlo di una scogliera e aggrapparsi a un filo d’erba. Quando scrivo, il mio io è quello dell’altro, e questa convinzione mi aiuta a liberare me stessa, a mettermi a nudo. Tuttavia, far valere la mia poesia e cercare di meritare il corrispettivo titolo, mi mette in pericolo – è uno scandalo che implica tanta sofferenza».

Versi che parlano di una terra bellissima devastata dalla guerra e dalla violenza (terra in cui Maram ha lasciato la sua famiglia), poesie dedicate alle donne vittime di violenza. Uno stile fotografico, in grado di descrivere ogni dettaglio di questa violenza: le ferite, i lividi, gli stanchi sorrisi.

“Le ho viste tutte passare in strada
anime scalze,
che si guardano dietro,
temendo di essere seguite
dai piedi della tempesta,
ladre di luna
attraversano,
camuffate da donne normali.
Nessuno le può riconoscere
tranne quelle
che somigliano a loro”.

Un inno al coraggio, alla vita, nonostante tutto.

Venite a incontrare Maram, ad ascoltarla leggere le sue poesie, martedì 13 dicembre alle ore 19.00, presso Auditorium Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano: ne vale davvero la pena. Ingresso gratuito.

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