The Queen Puppet on Holiday: cosa metto in valigia

Ragazzi, vi saluto per quest’estate (ma come sanno quelli che mi conoscono davvero, potrei smentirmi clamorosamente se mi viene voglia di dire qualche cazzata qui sul blog) e vi auguro buone vacanze (ma siamo davvero già ad agosto? Oh.Mio.Dio.) con un post impegnatissimo.
Cosa metto in valigia.
(Scusate, ma dopo una giornata di lavoro, di lagne allo specchio – perché sono ingrassata?, maledetta tiroide, maledette pillole per la tiroide, non mangio nulla, ho fame, non ho più fame, ho le braccia molli, voglio morire, ma va beh chi se ne fotte – e caldo africano non ce la posso fare a partorire di più – ah, sì. Mi sto curando da un anno e mezzo per l’ipertiroidismo. Esperienze? Ne siete usciti? Io ormai sono rassegnata).

Ma passiamo al dunque. Questo mese mi dividerò, come al solito, tra la montagna e il mare, prima dell’Inghilterra a settembre.

La montagna: il paesello dei nonni, San Donato di Ninea, Calabria (provincia di Cosenza).


Descrizione: 800 metri sul livello del mare, una manciata di abitanti, una festa del patrono caratterizzata da cantanti sconosciuti e terribili, ottimo cibo e molto alcol. In soldoni.
Io, The King Puppet, mia sorella e mio cognato partiremo da Salerno il 6 agosto alle ore BOH, secondo la nostra consueta precisissima scaletta. Lì troveremo mia cugina (love) che dopo due ore vuole suicidarsi perché tutto è troooooppo calmo e silenzioso. Di fatto, questa cosa del silenzio e dei tempi lunghissimi, che mi faceva impazzire da adolescente (volevo stare coi miei amici, fidanzato/i ecc. e invece i miei mi trascinavano lì per stare un po’ coi nonni) adesso mi fa impazzire in maniera positiva. Mi serve a ricaricare le batterie.

Motivi per cui amo andare a San Donato di Ninea (di cui ho scritto una roba simil-commovente qui)

Si dorme benissimo
Si mangia benissimo
Si vive con lentezza
Ci si gusta la natura, il silenzio
Ci si sveglia con il cinguettio degli uccellini (!!!)
Niente rumori di automobili. Zero. Ed è incredibile. Viviamo in un costante rumore di sottofondo che stanca il cervello e stressa anche quando pensiamo di star riposando. Godere della pace e del silenzio della natura è un privilegio.

Amo così tanto il paese che gli ho dedicato una fanpage su Facebook: eccola qui, se vi va di mettere un like e ammirare le tante bellezze di questo luogo rimasto un po’ indietro nel tempo: Scopriamo San Donato di Ninea.

Cosa metto in valigia?

Il mio pc portatile. Sì, perché – ahimé – pur trattandosi di ferie, dovrò comunque lavorare, tra una cosa e l’altra. Sempre se, nel frattempo, nel paesello è arrivato il wi-fi.

Abiti comodi. Pochi fronzoli: saremo in montagna. Farà comunque abbastanza caldo di giorno ma, di solito, di sera, le temperature calano e quando mi recherò, coi miei prodi, nell’unico bar del paese per bere qualcosa e mangiare il cornetto delle due di notte (c’è questa simpatica consuetudine), avrò bisogno di una giacca. Quindi valigia minimal (pantaloni, qualche abitino, giacca di jeans) e, soprattutto, scarpe basse (un paio di adidas e sandali), viste le salite e discese. Di certo, comunque, porterò il costume e le cose del mare perché visto che staremo qualche giorno, una capatina al mare, per fare un bagno come si deve nelle splendide acque calabresi, è d’obbligo.

Libri. Il kobo verrà con me e mi porterà anche un cartaceo, che dovrò scegliere fra quelli in lettura. Credo che proseguirò la lettura di La famiglia Aubrey di Rebecca West (Fazi) su Kobo e Una ragazza inglese di Beatrice Mariani (Sperling & Kupfer) in cartaceo.

Dopo un breve ritorno a Salerno per fare lavatrici, ecco che si fa una nuova valigia e si riparte per il mare: stavolta la meta è Atrani, in Costiera Amalfitana, dove i genitori di The King Puppet hanno una casa delle vacanze.

Anche qui, clima molto rilassato, certo sono lontanissimi i silenzi e la pace della montagna: in questo periodo Atrani è piena zeppa di turisti, ma per fortuna noi abbiamo la barca e quindi eviteremo le spiagge-carnaio di agosto (fa molto figo dire “abbiamo la barca”, vero?). Di solito la giornata-tipo ad Atrani si svolge così: sveglia intorno alle 10, colazione a casa, caffè da Pansa ad Amalfi, poi in barca fino alle cinque circa, pranzo/cena, riposino, passeggiata ad Amalfi per prendere il gelato in una delle tante deliziose gelaterie, ritorno per drink in piazzetta ad Atrani.

Cosa metto in valigia?

Abiti leggeri e un po’ chic. Niente pantaloni lunghi, si va di corto sempre e comune. La sera le temperature calano un po’, quindi felpa o giacca leggera. Anche qui scarpe basse, ma direi che potrò osare un tacchetto giusto per sentirmi un po’ femminile in mezzo alle valchirie tedesche che popolano la Costiera di questi tempi. Costumi a profusione e cappello di paglia: la Costiera è l’unico posto dove posso usarlo senza sentirmi una deficiente.

Libri. Anche qui il Kobo mi seguirà. Niente cartacei: sarò il 90% del tempo in barca. Il kobo è comodo per leggere la sera, mentre gli altri dormono.

Infine si torna a Salerno intorno al 20 agosto. Prima della partenza per l’Inghilterra (il 4 settembre, starò via 12 giorni), ho un matrimonio a Roma il 2.

Cosa metto in valigia in Inghilterra? Questo argomento merita un post a parte, stavolta farò le cose per bene, liste comprese, come insegna Rock’N’Fiocc, cioè la social media manager e IT blogger di Grazia Giulia Torelli (adoro soprattutto il suo IG e le storie che fa, non ha peli sulla lingua, è talmente diretta da sfiorare l’antipatia, ma mi piace anche per questo. Date un’occhiata, la amerete o la odierete).

Buone vacanze a tutti, ci risentiamo a fine agosto!

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Instagram Travel Photographers da seguire #1

Non so voi, ma se io potessi viaggiare continuamente sarei la donna più felice del mondo. Purtroppo però 1) non ho ricevuto ancora alcuna eredità da una vecchia zia americana 2) il mio è un lavoro che, sì, potrebbe anche essere itinerante ma i cui guadagni al massimo mi consentono di fare una vacanza all’anno (e sono già fortunata a potermelo permettere con le mie sole forze, lo so).

Piagnistei a parte, giungo al punto: viaggiare da casa è diventata una buona decente alternativa. Per farlo, seguo alcuni Instagram Travel Photographers davvero, davvero, davvero incredibili. Quindi, dopo i Literary Instagram preferiti, ecco i miei Travel Instagram del cuore!

Che i nostri viaggi d’esplorazione non abbiano mai fine.
Paul Wühr

chrisburkard

alexstrohl

chelseakauai

mformarica

haylsa

Spero che queste foto siano fonte di ispirazione come lo sono per me. Non temete, ve ne mostrerò altre, nel frattempo, però fatemi sapere quali sono i vostri preferiti e se ne avete altri, suggeritemeli nei commenti!

See Ya
The Queen Puppet

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[ Travel Blog #1 ] Torino: magia, Natale, cibo e… Battello a Vapore!

Ciao lettori,

come ormai sapranno anche i sassi (visto che l’ho scritto dovunque) a fine novembre sono stata a Torino per partecipare alla cerimonia di premiazione del Battello a Vapore, visto che, contro ogni aspettativa, un mio romanzo inedito si è classificato TERZO! Del romanzo vi parlerò in uno dei prossimi post che ho deciso di scrivere, in cui voglio aggiornarvi sulle storie che sto scrivendo, quelle che ho concluso e sui prossimi progetti nell’ambito della scrittura!

In questo post, invece, vi racconto la mia visita-lampo nella Città della Magia Bianca e Nera: Torino è una città magica, elegante, silenziosa, raffinata, culturalmente viva (soprattutto per amanti di libri e cinema), passeggiare fra le sue strade, illuminate dalle luci di Natale è stato bellissimo. É una città meravigliosa e io la amo profondamente, l’avevo già vista nel 2015, in occasione del Salone Internazionale del Libro, e mi aveva lasciato a bocca aperta. Con me, questa volta, c’era la mia adorata sorellina e tra risate, follie, cioccolato, vino ed emozioni varie posso dire che è stato uno dei weekend più belli di sempre!

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Torino esoterica

Torino ha la fama di essere una città magica, e non solo per la sua atmosfera ricca di fascino. Parlo di esoterismo: sì, perché Torino può vantare un raro primato, quello di far parte contemporaneamente del Triangolo della Magia Bianca (con Praga e Lione) e del Triangolo della Magia Nera (con Londra e San Francisco). A giustificare questa nomea, basterebbe il fatto che la città ha ospitato personalità come l’esoterista e alchimista Alessandro Cagliostro e l’astrologo “veggente” Nostradamus. Ma se questo non basta, allora sappiate che Torino è attraversata dal 45° parallelo – uno dei numeri più importanti nell’esoterismo – e ospita uno dei monumenti più trasudanti magia nera: l‘obelisco nella Fontana del Frejus in Piazza Statuto. Poi c’è il fatto che la città sorge alla confluenza tra il Po e la Dora, i due fiumi simboleggerebbero il Sole e la Luna e il loro incontro avrebbe dato luogo a una carica incredibile di magia positiva. Torino è, innegabilmente, una città di luci e ombre: durante il giorno le strade si riempiono di persone, attività, suoni, colori, rumori, si respira un’atmosfera operosa, energica, positiva; la sera, invece, dopo il tramonto, sulla città cala un velo di malinconia, le strade diventano silenziose e nostalgiche, le ombre si allungano, i palazzi si velano di ombre. Che ci crediate o no, sembra proprio che a Torino si combattano costantemente energie positive e negative.

I luoghi della magia bianca

1. Piazza Castello
Sorellina davanti ai Dioscuri
Sorellina davanti ai Dioscuri

Magnifica, enorme, maestosa: Piazza Castello è il luogo dove sorge il Palazzo Realesi contrappone a Piazza Statuto, che invece è uno dei fulcri di energia negativa: il palazzo, infatti, sorgerebbe – secondo gli esperti di esoterismo – proprio sul confine tra la città bianca e quella nera, segnato dalle statue dei Dioscuri a guardia del cancello. Le statue tracciano una separazione netta fra est e ovest della città. Tradizionalmente ù già dagli antichi romani – l’est è collegato col sorgere del sole e la rinascita, mentre l’ovest col tramonto, l’oscurità e la morte, quindi la divisione tra est e ovest è una divisione tra luce e ombra, tra i luoghi favorevoli e quelli adibiti alle pratiche più oscure – paura, eh?

2. La Chiesa della Gran Madre

La Chiesa della Gran Madre è una delle chiese più belle di Torino. Caratterizzata da uno stile neoclassico che mi ha subito ricordato il Pantheon di Roma – va beh, che scoperta! É piuttosto evidente, ve lo assicuro – la chiesa-tempio sorge sulla riva destra del Po e domina la piazza dall’alto di un’ampia scalinata. Tradizionalmente, è il luogo dove si concentrano la maggior parte delle energie positive della città ed è considerata – sempre dagli esperti di esoterismo – uno dei centri più importanti di magia bianca. Ai due lati della scalinata ci sono le statue della Fede e della Religione che – ancora secondo gli esperti – indicherebbero il luogo di sepoltura del Sacro Graal – e scusate se è poco. La Fede solleva un calice, che sarebbe appunto la coppa sacra, mentre la Religione indica il luogo dove il Graal è sepolto, che è stato identificato nel Palazzo di Città – ora che lo sapete, mettetevi in fila, che vogliamo trovarlo tutti.

3. La Mole Antonelliana

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Uno dei simboli più conosciuti di Torino, opera dell’architetto – indovinate un po’? – Alessandro Antonelli! I 167,5 metri in stile neoclassico e neogotico della torre non sono lì per caso: secondo i – soliti – esperti di esoterismo, la Mole è in realtà una sorta di gigantesca antenna il cui scopo è incanalare le energie dal sottosuolo e trasformarle in energie positive da irradiare verso il cielo – ce l’avessi io un’antenna simile sopra casa mia…

II luoghi della magia nera

E veniamo finalmente ai miei luoghi preferiti: quelli malefici… cough cough…

1. Piazza Statuto: Lucifero e Nostradamus

Il primo è sicuramente Piazza Statuto, altrimenti detta il cuore nero di Torino. Antitesi di Piazza Castello, simbolo di luce ed energia positiva – gne gne gne –  Piazza Statuto è invece simbolo dell’oscurità e delle forze del male – hell yeah! Avete mai sentito nominare la Val Occisorum? La Valle degli Uccisi, come forse il nome suggerirà, non è un luogo dove andrei a prendere una tazza di tè caldo, precisamente è dove venivano eseguite le esecuzioni capitali. Come se non bastasse, per essere sicuri al 100% di richiamare tutto il male possibili, è proprio in Piazza Statuto che si è scelto di installare il Monumento del Frejus: il monumento è sormontato da un angelo, ma non un angelo qualsiasi, si tratta di Lucifero in persona, il quale non contento guarda anche verso est, sfidando le forze del bene e della luce. Oltre al caro Lucifero, in Piazza Statuto si trova anche un altro monumento malefico: l’obelisco geodetico, detto anche Guglia Beccaria, che è coronato da un astrolabio che – secondo gli (indovinate un po’) esperti di esoterismo – indica il fulcro delle Forze del Male. Sempre in zona, c’è un palazzo che ha ospitato Nostradamus, la Domus Marozzo, dove si dice ci fosse una lapide – ora distrutta – con incise le parole del mago: “Nostradamus ha alloggiato qui, dove c’è il Paradiso, l’Inferno e il Purgatorio. Io mi chiamo la Vittoria, chi mi onora avrà la gloria, chi mi disprezza avrà la rovina intera”.

2. Il Palazzo ed il Portone del Diavolo

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Non direste mai che il palazzo di una cosa così poco “magica” come una banca possa essere simbolo di poteri nefasti e diabolici, eppure… Il Palazzo del Diavolo oggi ospita la Banca Nazionale del Lavoro, ma in passato si ha fatto parlare di sé diventante un luogo maledetto: il suo portone con il famoso batacchio che raffigura il Diavolo stesso, detto appunto Portone del Diavolo, è la soglia di un mondo infernale, fatto di misteriose scomparse, assassini e altri fattacci. Racconta la leggenda che il portone sia comparso dal nulla durante una notte a causa dell’invocazione di un apprendista stregone che, richiamando le forse oscure, scomodò nientedimeno che Satana in persona. Il Diavolo, irritato dall’invocazione (magari era impegnato in ben più piacevoli attività!) punì lo stregone imprigionandolo al di là del portone, dove il poveraccio fece una triste e terribile fine.

Il Museo Egizio è un caso a parte

Il Museo Egizio se ne sta con un piede in due staffe: fra le pareti di questo magnifico luogo c’è sia magia bianca che magia nera. Infatti, mentre alcuni dei reperti conservati qui hanno una chiara carica positiva (ad esempio quelli riconducibili Thutmosi III), altri, per esempio quelli che fanno capo allo sfortunato sovrano Tutankamon, hanno una chiara valenza negativa.

Torino per booklover

E passiamo a un altro aspetto di Torino che ho amato particolarmente: Torino, sede del Salone Internazionale del Libro, è il sogno di ogni booklover, non solo per questo splendido evento ma proprio per l’amore per i libri che si respira un po’ ovunque.

Il Circolo del Lettori

Tanto per cominciare, parliamo di quel luogo da sogno che è il Circolo dei Lettori, un luogo in cui convergono molte delle attività culturali legate a cinema, libri, musica della città. Gruppi di lettura, attività per bambini e ragazzi, corsi e perfino gite e viaggi sono alcune delle attività che nascono e si sviluppano nella splendida cornice del secentesco Palazzo Graneri della Roccia, in pieno centro a Torino. Il Circolo dei Lettori è un luogo dove respirare a pieni polmoni libri e cultura, rilassarsi gustando un buon caffè con vista sulla Mole Antonelliana, aggirarsi fra le antiche ed eleganti sale decorate da affreschi e quadri, incontrare autori, artisti e altri appassionati e fare un salto in un altro mondo.

Libreria Binaria

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La Libreria Binaria l’ho conosciuta perché è stata la sede della premiazione per i finalisti del Premio Battello a Vapore e non si poteva scegliere luogo migliore: nata nei locali di un ex capannone industriale che fino alla metà degli anni Settanta ospitava l’azienda Cimat, facente parte del gruppo Fiat, la Binaria Book è una vera e propria fucina di idee e la sua architettura lo ricorda a ogni passo: ampie sale dagli altissimi soffitti e carri ponte ristrutturati e colorati.

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La Binaria Book è particolarmente attenta al mondo dell’infanzia e delle famiglie e ai temi sociali che si legano a doppio filo con la sua nascita, come immigrazione, lotta alla prostituzione, alla mafia e, in generale, temi che hanno come fulcro solidarietà e integrazione. Non solo libri, però: potrete, infatti, anche gustare una favolosa pizza, alla pizzeria Binaria Berberè e acquistare prodotti bio, ecosostenibili nati dal riscatto sociale e simbolo della legalità: alcuni sono prodotti in luoghi teatro di forte emarginazione, altri sono frutto di luoghi sottratti alle mafie, ecc. Vale la pena farci un salto per mangiare un’ottima pizza e fare un po’ di shopping ecosostenibile!

Libraccio

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Potevo mai andare a Torino e non fare un salto al Libraccio, il luogo dei sogni di ogni booklover? Non credo! E quindi, giretto d’obbligo in questo luogo magnifico che, tra l’altro, era proprio dietro il nostro alloggio (in via Santa Teresa, 7, precisamente). Per chi ama i libri, il Libraccio è un posto speciale, in cui accanto alle nuove uscite potete trovare edizioni ormai fuori commercio ma, comunque, tenute benissimo, o anche vere e proprie occasioni a metà prezzo.

Mercatino dell’usato

Dalle parti della stazione di Porta Nuova domenica mattina, prima di prendere il treno per tornare a Salerno, io e mia sorella abbiamo fatto un giro in un delizioso mercatino dell’usato: qui, tra stampe e oggetti d’epoca, mobili, abiti, gioielli fatti a mano, cappelli, eccetera, c’era anche una bellissima bancarella che vendeva libri usati e fuori commercio a 1 euro l’uno: potevo mai lasciarmeli sfuggire? Non credo, perciò ho portato a casa ben cinque libri: Il giglio rosso di Anatole France, I Racconti di Pietroburgo di Gogol, Doppio sogno e altri racconti di Arthur Schnitzler, C’era una volta di Capuana e una raccolta di fiabe russe in versi. Soddisfazione.

Cibo, vino e… bicerin!

Parliamo, invece, del lato più godereccio della città: il nostro soggiorno è durato davvero pochissimo, ma abbastanza per gustare qualche specialità torinese. Siamo state abbastanza fortunate sulla scelta dei luoghi dove pranzare e cenare, considerando che li abbiamo scelti senza saperne nulla, ma seguendo l’istinto!

Fratelli La Cozza

La prima sera, gira e rigira, siamo finite in… Campania! Fratelli La Cozza è stato il primo locale al mondo ad aver ottenuto la Certificazione per la “Pizza Napoletana S.T.G.”: è il posto perfetto dove andare se volete una vera pizza Napoletana DOC, a Torino. Io ho preso la mia solita Margherita, accompagnata da una buonissima birra Menabrea, mentre mia sorella ha preferito un tris di bruschette miste accompagnate da un ottimo calice di nebbiolo. Il posto è molto carino, capiente (due piani, al secondo ci sono due salette da circa quaranta posti ognuna e, inoltre, il locale è dotato di un dehors interno) e raccolto, molto informale, gestito da ragazzi giovani e alla mano.  L’atmosfera ricorda quella della Little Italy Newyorkese, con stampe giganti alle pareti degli ingredienti della pizza, amuleti napoletani. Il motto della casa è “da sempre con le mani in pasta”, mentre l’altro, che campeggia sulle pareti, è stato inventato da Piero Chiambretti e recita: “La televisione è una pizza, scegli la cozza!”.

L’osteria della Piola del forno

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La “piola” è la tipica osteria piemontese dove si mangiano ottimi piatti tipici, si beve delizioso vino piemontese, si paga poco (anche se dipende dal concetto di “poco” che avete) e ci si rilassa in un’atmosfera informale e schietta!
L’Osteria La Piola del Forno è stata fondata nel 1966 dalla famiglia Forno che, negli anni, ha continuato la storica tradizione. L’atmosfera è informale e genuina, l’osteria si trova in via Mercanti 18, nel cuore del centro storico torinese, dalle parti di Piazza Castello. Il locale è davvero delizioso, si sviluppa su due piani, noi siamo state al primo, abbellito da salumi e bottiglie di vino e liquori.

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La nostra cena è stata a base di tagliere di formaggi vaccini e caprini tipici e salumi (abbondantissimo! Abbiamo faticato a finirlo), io poi ho preso guanciale di vitello al cioccolato, ginepro e nebbiolo con purè di patate al nebbiolo, mentre mia sorella ha optato per dell’agnello in salsa al nebbiolo con verdure alla julienne, il tutto annaffiato da ottimo nebbiolo. Abbiamo concluso la cena con una grappa e un liquore alla genziana.

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Il costo, per quello che abbiamo ordinato, è stato equo: 32 euro a testa, assolutamente in linea con la qualità del menù e del servizio.

Caffè San Tommaso 10 – Lavazza

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Potevamo mai andare a Torino e non assaggiare il mitico bicerin coi suoi tre deliziosi strati di cioccolato fondente, caffè e panna fresca? Girovagando per le strade del centro storico, io e Romy ci siamo ritrovate a passare davanti al San Tommaso 10 – Lavazza, fondato da Luigi Lavazza, capostipite del famoso marchio di caffè. I caldi colori del legno e delle stampe d’epoca hanno subito attirato la nostra attenzione: il caffè ha iniziato la sua attività nel 191o (una targa ricorda il nome del fondatore e l’anno, il 1895, in cui comunemente si colloca la nascita del marchio Lavazza), e conserva l’aspetto retrò e l’eleganza d’altri tempi. Le pareti della sala interna sono ornate con le pubblicità storiche del marchio e il bicerin che io e Romy abbiamo preso era semplicemente delizioso! Ma a Torino non mancano i posti dove gustare la mitica bevanda (che mi ha ricordato la pannamella di Armonia), uno dei più famosi è il Caffè Al Bicerin dal 1763 a Torino, dove, si racconta, il bicerin sia addirittura stato inventato. Ah, avete ragione… cos’è il bicerin? Eccovi la ricetta!

Ingredienti

50 ml di panna fresca
Caffè amaro
Una tavoletta di cioccolato fondente o gianduia

Preparazione

Monta la panna e conservala in frigo.
Sciogli a bagnomaria il cioccolato, diluendolo con un po’ di latte in modo da conservarne la fluidità
Prepara il caffé

Come servirlo

In un bicchiere di vetro, versa lentamente il cioccolato fuso, poi il caffè bollente e infine la panna fredda. I tre strati devono restare separati.

Dove dormire: Europrooms

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La prima volta che sono stata a Torino ho dormito a casa di mio fratello che allora viveva lì. Questa volta, abbiamo optato per un alloggio centrale, vicino ai luoghi che volevamo visitare: l’Europrooms si trova in uno storico palazzo di via XX Settembre, al numero 64, non distante dalla stazione di Porta Nuova e vicinissimo ai principali luoghi d’interesse turistico, come Piazza Castello, il Museo Egizio, la Mole Antonelliana, ecc.

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A un prezzo davvero imbattibile, abbiamo alloggiato in una deliziosa suite (Cavour) piena di tutti i comfort: la nostra stanza era arredata con gusto ed eleganza, fin nei minimi dettagli. All’ingresso abbiamo trovato il frigo-bar con  coca cola, birra, acqua liscia e gassata, succhi di frutta, acqua tonica.

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C’è anche il bollitore e la macchina per il caffè e l’occorrente per preparare tè, tisane, caffè, e per una mini colazione con fette biscottate, marmellata, panna da caffè, biscotti (tutto incluso nel prezzo).

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La struttura è molto discreta, non c’è personale, tutto è gestito tramite alcuni codici per aprire le porte, fornite dal titolare (Francesco) che vi contatterà via telefono. Il wi-fi è gratuito ed è possibile effettuare il pagamento via paypal (come ho fatto io).

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Mi sono trovata benissimo, il rapporto qualità-prezzo è ottimo, come anche la location, quando tornerò a Torino, il mio alloggio sarà sicuramente questo!

Spero che questo report vi sia piaciuto e vi abbia dato qualche informazione interessante per organizzare una visita in questa splendida città: fatemi sapere se vi piacerebbe leggere altri miei report, per il momento quelli previsti sono: Liverpool – Manchester  e poi la mia estate tra St. Annes, il distretto dei laghi e infine il tour delle due rose: York e Lancaster! Quale vorreste leggere per primo? Commentate, mi raccomando, intanto vi lascio ad altre foto del mio bellissimo weekend!020torino

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Libri in vacanza: isole, pirati e avventure

buongiornoIn questa rubrica parlerò delle due cose che amo di più fare: leggere e viaggiare. Faccio più spesso la prima solo per una questione economica, ma se potessi sarei in viaggio 24h su 24.

Quindi, ho pensato: perché non unire queste due passioni in un’unica rubrica che permetta di visitare il mondo attraverso i libri o in compagnia dei libri?

Anche questa rubrica avrà un tema che cambierà di volta in volta. Oggi vi consiglio una TRB (“To read books”) List estiva con un tema che piacerà a chi ama la parte “selvaggia” e avventurosa del mare. Quindi dimenticate parei, cocktail, relax e sdraio. Quello che serve per affrontare questa TRB è essere LUPI DI MARE (o pirati) DENTRO!

~ Il signore di Ballantrae R. L. Stevenson

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Al centro della vicenda il dissidio tra due fratelli, che riguarda un titolo ereditario e l’amore di una bellissima ragazza. James, il fratello maggiore, è quanto di più diabolico, a detta dello stesso Stevenson, sia mai uscito dalla sua penna. Henry per contro è il ritratto del mite gregario, del dimesso, e che tuttavia accaparra vantaggi e privilegi, e nel corso del racconto subisce una trasformazione spaventosa, corroso anche lui dal male e dal livore. Lo scontro comincia nel 1745, in coincidenza con lo sbarco del pretendente Charles Stuart al trono di Scozia e con la sua sconfitta nella battaglia di Culloden nella quale James viene ritenuto morto. Proseguirà poi per anni, prima tra le mura del castello avito – con una prima resurrezione del Master – e poi, in un vero incubo dell’ostinazione distruttiva, nelle terre desolate che lambiscono la regione dei Grandi Laghi americani.

I LUOGHI DEL LIBRO: Scozia ~ Carolina del Nord (USA) ~ Canada ~ New York

~ Jolanda, la figlia del corsaro nero E. Salgari

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La giovane Jolanda, figlia del Corsaro Nero e di Honorata, duchessa di Wan Guld, morta in seguito al parto, giunge nel nuovo Mondo per impossessarsi dell’eredità materna. Durante il viaggio la ragazza viene rapita e Henry Morgan, ex luogotenente del padre di Jolanda, parte alla sua ricerca.

I LUOGHI DEL LIBRO: Maracaibo (Venezuela) ~ isola di Tortuga (Mar dei Caraibi) ~ Panama

~ I figli del Capitano Grant Jules Verne

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Il romanzo racconta la storia dei due giovani figli (Mary e Robert, una ragazza ed un ragazzo) del Capitano Harry Grant, comandante della nave Britannia. Dopo aver trovato una bottiglia lanciata in mare dal capitano stesso dopo il naufragio del Britannia, decidono di lanciare una spedizione di salvataggio. Essi esplorano la Patagonia, l’isola di Tristan Acunha, l’isola Amsterdam e l’Australia. C’è spazio per tantissima avventura, ma anche per l’amore.

I LUOGHI DEL LIBRO: Patagonia ~ Australia ~ Nuova Zelanda ~ Isola Tabor

~ L’isola dei pirati M. Crichton

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1665. La Giamaica, remoto avamposto della corona britannica nei cuore dei Caraibi, è circondata dalle potenti colonie spagnole, i vicoli della sua capitale, Port Royal, sono popolati di avventurieri, tagliagole e donne di malaffare, in cerca di fortuna tra le taverne e il molo. Nella calura tropicale è difficile sopravvivere e troppo facile morire, tra malattie, vendette e regolamenti di conti. L’oro che gli spagnoli mandano dal Nuovo al Vecchio Mondo è una tentazione irresistibile, soprattutto per lo spregiudicato capitano Charles Hunter. Del resto, la legge inglese protegge i corsari che riescono a farla franca… La voce che gira è sempre più insistente: nel porto di un’isola vicina, Matanceros, è ancorato il galeone El Trinidad, che deve portare il suo tesoro verso la Spagna. La rada è protetta da un forte inespugnabile, sotto la stretta sorveglianza del sadico capitano Gazalla. L’oceano è pattugliato dalla flotta spagnola, la giungla di Matanceros è impervia e fittissima, la fanteria e l’artiglieria spagnole sono all’erta. Ma non basta per fermare l’ambizioso Hunter, che sceglie a uno a uno i membri del suo equipaggio e architetta un piano diabolico. L’isola dei pirati è stato ritrovato nel computer di Michael Crichton dopo la sua prematura scomparsa. Uno degli scrittori più amati di tutti i tempi ci ha lasciato un’avventura mirabolante, ambientata in un’epoca feroce e imprevedibile.

I LUOGHI DEL LIBRO: Giamaica

~ Mari stregati Tim Powers

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Il giovane burattinaio John Chandagnac sta attraversando il Mar dei Caraibi alla ricerca di uno zio che non ha mai incontrato, apparentemente responsabile della morte di suo padre e ruggito con l’eredità di famiglia. Poco prima di giungere a destinazione, la nave su cui John e i suoi compagni di viaggio – la bellissima Beth Hurwood e suo padre Benjamin, un pensatore folle – sono imbarcati viene attaccata dai pirati che uccidono il capitano e costringono Chandagnac a unirsi alla loro ciurma. Chandagnac, ribattezzato Jack Shandy, scopre così la terrificante storia di Benjamin Hurwood e della sua defunta moglie, e soprattutto ciò che si nasconde dietro i piani dell’uomo per riportarla in vita. Jack dovrà cercare in ogni modo di frenare i folli propositi di Benjamin Hurwood, e potrà farlo solo assumendo il controllo della nave su cui viaggiano. E tra emozionanti e incredibili avventure, la sua strada incrocerà anche il cammino del celebre pirata Barbanera.

I LUOGHI DEL LIBRO: Mar dei Caraibi

~ I pirati del cielo Chris Wooding

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In un remoto futuro, Frey è il capitano della Ketty Jay e il capo di una piccola, sgangherata ciurma di perdigiorno. Inveterato spaccone e simpatica canaglia, Frey si guadagna da vivere insieme alla sua banda frequentando il lato sbagliato della legge, tra furti e contrabbando, sfuggendo ogni volta per un pelo alle aeronavi corazzate della Coalizione della Marina. Così quando gli arriva una soffiata su un cargo carico di preziosi, Frey la vede subito come un’occasione di guadagno facile. Ma il colpo va storto, il cargo esplode e improvvisamente Frey diventa il nemico pubblico numero uno del governo, con la flotta della Coalizione alle calcagna. Ma lui sa qualcosa che loro non sanno: il cargo era programmato per esplodere e Frey è stato solo incastrato. Se vuole provarlo, deve mettere in campo tutto il suo talento criminale per dimostrare che… non è lui il criminale che cercano!

I LUOGHI DEL LIBRO: di fantasia

Allora? Quanti di questi libri avete deciso di mettere nella vostra lista di letture estive?

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Estate: come scegliere la meta delle tue vacanze in base alla tua serie preferita!

L’estate, si sa, non è un buon momento per le serie TV: sono quasi tutte in pausa, ci hanno lasciato “appesi” nel momento meno opportuno o (peggio) si sono concluse. Insomma, in attesa che l’autunno ci porti nuovi episodi o nuovi fandom in cui entrare a far parte, ecco qui qualche consiglio su dove trascorrere le vacanze in base alle vostre serie TV preferite (alcune mete sono solo dei sogni per la maggior parte di noi… ma che fa, sognare non costa nulla!)

GAME OF THRONES: IRLANDA

Partiamo dalla serie TV che è sulla cresta dell’onda ormai da anni! Se ancora non vi siete ripresi dal finale di stagione, consolatevi visitando le location dove sono state girate le scene più famose della serie!

article-2617033-1D7AB40200000578-883_964x508Riconoscete tutti Grande Inverno, vero? La cupa e massiccia dimora degli Stark. Beh, sappiate che si tratta in realtà del Castle Ward, che si trova nella contea di Down, nell’Irlanda del Nord. E’ un castello del XIII secolo che, fra le altre cose, ha ospitato dal 1985 al 2010 il Castleward Opera, un anno d’estate di festival dell’opera.

 THE WALKING DEAD: ATLANTA (Georgia – USA)

Lasciamo la meravigliosa Irlanda e facciamo un volo intercontinentale verso l’Apocalisse Zombie. Niente paura, si dice tanto per dire… ricordate una delle prime scene di The Walking Dead, quella con Rick a cavallo diretto verso una metropoli abbandonata e infestata di zombie?

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Ecco, si tratta di Atlanta, capitale della Georgia, USA che nella realtà è invece una città bellissima il cui soprannome, “City in a forest” rende l’idea della sua peculiarità: una metropoli immersa nel verde, nonostante i suoi immensi grattacieli. La storia di Atlanta è ricchissima: ricordate la scena in Via col Vento quando Rhett e Rossella fuggono dalla città in fiamme? Si tratta del famoso incendio che distrusse Atlanta durante la Guerra Civile Americana.  Il ricordo di questo evento è immortalato nel sigillo della città rappresentante una fenice sovrastata dal motto “Resurgens” e le date di fondazione (1847) e di ricostruzione dopo l’incendio durante la guerra civile (1865).

Nei pressi di Atlanta potrete visitare anche la verdissima Savannah e la romantica e ottocentesca Charleston, due città che ai fan di Via col Vento risulteranno di certo familiari!

THE BIG BANG THEORY: PASADENA (California – USA)

Lo so, la maggior parte delle scene della serie TV più amata di sempre si svolgono in un appartamento, ma sapete che fuori dall’universo dei nerd più simpatici e folli di sempre esiste una città bellissima e piena di cose da fare?

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Si tratta di Pasadena, nella contea di Los Angeles, California! Ci sono tantissimi luoghi dove potete andare se volete ripercorrere le avventure di Sheldon & Soci. Prima di tutto il CalTech (California Institute of Technology) dove i ragazzi lavorano, poi il Cheesecake Factory, dove lavora Penny… ma a prescindere dai luoghi citati nella serie, ci sono molti posti da vedere a Pasadena, fra cui:

1) Il Jet Propulsion Laboratory della NASA:  dove potrete vedere con i vostri occhi dove si producono le sonde spaziali senza equipaggio della NASA, che hanno raggiunto tutti i pianeti del sistema solare!

2) Il Colorado Street Bridge, un  gigantesco ponte costruito nei primi anni del 1900 che unisce Colorado Street, la strada principale di Pasadena, con l’Eagle Rock e che è tristemente famoso come il “Ponte dei Suicidi”.

3) Old Pasadena, la città storica, piena di musei e gallerie d’arte e ristoranti tipici dove rilassarsi!

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