Nel cuore della Salerno medievale, in un’area un tempo conosciuta come Plaium montis, famosa per la presenza dei cosiddetti orti cinti, giardini botanici terrazzati, si trova il Giardino della Minerva fondato dal medico Matteo Silvatico nei primi decenni del 1300.
Qui, il Maestro Silvatico istituisce il primo orto botanico del mondo occidentale: un “giardino dei semplici” in cui in epoca medievale si coltivavano le piante medicinali, definite medicamentum simplex per differenziarle dai farmaci “composti”, ottenuti mescolando diverse sostanze. Le erbe coltivate nei giardini dei semplici, che di solito erano collegati ai monasteri, venivano usate dai monaci per curare gli ammalati.
Matteo Silvatico, però, non si limitò a coltivare erbe a scopo terapeutico, ma tenne corsi per aspiranti medici della Scuola Medica Salernitana e si dedicò alla ricerca.
Matteo Silvatico ebbe una fama immensa, tanto che il re di Napoli Roberto d’Angiò lo volle tra i suoi medici personali, fu da Giovanni Boccaccio immortalato, nel ruolo di un marito tradito, in una delle novelle del Decamerone col nome di “maestro Mazzeo della Montagna”.
Dovete adunque sapere bellissime giovani che ancora non è gran tempo che in Salerno fu un grandissimo medico in chirugia, il cui nome fu maestro Mazzeo della Montagna, il quale, già all’ultima vecchiezza vicino, avendo presa per moglie una bella e gentil giovane della sua città.
Giovanni Boccaccio, Decamerone, X novella, IV giornata.
Nel 1317 Matteo Silvatico completa la scrittura della sua opera più famosa, l’Opus Pandectarum Medicinea, conosciuta anche come Le Pandette, nella quale il medico classifica e descrive centinaia di piante.
La medicina del tempo si basava sulla dottrina dei quattro umori e sulla teoria dei quattro elementi. In cosa consisteva? La teoria umorale era stata concepita da Ippocrate di Kos, medico greco del V secolo a.C. considerato il padre della medicina moderna. Gli umori definiti da Ippocrate sono: bile nera; bile gialla; flegma; sangue che corrispondono ai quattro elementi: aria, terra, fuoco e acqua da cui mutuano anche le caratteristiche: caldo, freddo, umido, secco. Il sangue umido e caldo; il flegma freddo e umido; la bile gialla calda e secca; la bile nera secca e fredda.
Mescolando questi elementi si ottiene il “temperamento” di ogni individuo e anche la sua salute, che quindi andrà curata a seconda degli umori che hanno determinato il disequilibrio. Anche le piante vengono classificate con lo stesso criterio ed è per questo che il giardino dei semplici è diviso in quattro parti: umido, caldo, freddo e secco, che identificano quattro tipi di carattere: flemmatico, sanguigno, collerico e melanconico.

I livelli su cui è distribuito il giardino sono cinque, collegati dalla scalea pergolata, costruita sulle mura medievali, che offre una vista mozzafiato sul golfo di Salerno. Il giardino è stato riaperto, dopo una lunga chiusura per restauro, il 18 luglio 2025.

Gli orari di apertura del Giardino della Minerva fino al 31 agosto 2025 sono da martedì alla domenica dalle 9.30 alle 20.00, la chiusura settimanale è il lunedì, il biglietto intero costa 6,00 euro e consente di accedere oltre al Giardino anche al Museo “E. Papi” e al Museo virtuale della Scuola Medica Salernitana.
È possibile gustare tisane realizzate con piante aromatiche e spezie da agricoltura billogica e altri drink (analcolici e non) nella tisaneria collocata all’interno del giardino, bevendole sullo splendido terrazzo con vista sul golfo di Salerno.
Tra le piante che è possibile incontrare durante la passeggiata nel giardino, c’è la “stregosa” mandragora, che i fan di Harry Potter e i lettori di Machiavelli conosceranno benissimo. La mandragora era considerata una specie ibrida, a metà strada fra il regno animale e quello vegetale.
Altra pianta interessante l’Aconito Napello, velenosissima, pare che nell’antichità fosse usata per avvelenare la punta delle frecce.











