Marsiglia è bella da generare smarrimento in chi la visita per la prima volta: caos, multiculturalità e una mescolanza di bellezza e sporcizia, sacro e profano, creatività e irriverenza.

La chiamano la cité phocéenne, la città dei focesi, per le sue origini greche, e la cité du soleil, per il sole caldo, giallo come i limoni delle tarte au citron.

La prima cosa che ti accoglie, salendo le scale della metro fermata Vieux Port, il porto vecchio, è l’odore del mare e del pesce appena pescato, poi arriva agli occhi la profondità azzurra del cielo e delle acque e alle orecchie il trambusto delle strade, affollate di vita, di parole, di abiti e culture diverse.

Marsiglia è una città da sentire e vivere con tutti e cinque i sensi. Il sesto usatelo per non finire sotto uno dei tantissimi monopattini elettrici che sfrecciano ovunque per le strade della città.

Camminando per le vie marsigliesi intasate dal traffico, infatti, non si rischia quasi mai di finire sotto un’auto, perché gli automobilisti sono dotati di santa pazienza coi turisti che vanno in giro come trottole con o senza strisce pedonali. Ti fanno passare senza battere ciglio, senza suonare, senza urlare né gesticolare, rassegnati gioiosamente a quel caos di umani e lamiere ambulanti.

Però, puoi finire sotto un monopattino, quelli ti sfrecciano davanti, da dietro, ti tagliano la strada, lo stesso vale per le bici: a loro non importa nulla dei turisti svagati.

Se chiedi ai marsigliesi di descrivere la loro città con un colore, dicono “blue”, come il blu del mare del parco nazionale delle Calanques, loro stessi si definiscono dei goliardici ribelli, felici, accoglienti, quali in effetti sono. Conoscono l’inglese ma se parlano solo francese gesticolano tanto e si capisce lo stesso e se sanno che sei italiano nei loro volti si apre un sorriso e tirano fuori tutto il vocabolario che conoscono: “grazie”, “arrivederci”, “buona vacanza”.

Continuo a non essere d’accordo con chi definisce i Francesi antipatici. Ce ne saranno di antipatici, eh, pure tanti. Come in Italia, del resto, o nel resto del mondo, ma se devo dire, io in Francia sono sempre stata bene e le teste di c***o le ho incontrate un po’ dovunque, come le brave persone.

Qualche consiglio preventivo per chi visita Marsiglia

Fate la City Pass, è un pass della durata di 24 – 48 o 72 h che vi consentirà di prendere tutti i mezzi pubblici e di poter visitare gratis alcune attrazioni, come il Mucem, lo Chateu d’If, la Grotta Coquer e di fare due giretti molto turistici ma belli e riposanti uno su Le petit train e l’altro sul Colorbus (l’Hop on Hop off marsigliese).

Le petit train è modo molto carino per girare la città, il giro dura un’ora e tocca i luoghi iconici della città.

Il colorbus, l’autobus panoramico per visitare comodamente la città, più o meno fa lo stesso giro ma con la possibilità di scendere e salire a diverse fermate tutto il giorno.

La city pass si può fare online sul sito ufficiale, ma poi dovrete comunque ritirarla fisicamente all’Ufficio del Turismo che si trova nei pressi del Vieux Port, su La Canebière, l’arteria principale che attraversa il centro storico di Marsiglia. In alternativa, fate come noi e fatela direttamente all’ufficio del Turismo. La sua validità inizia dal primo utilizzo.

Arrivati all’aeroporto di Marsiglia, prendete il comodissimo L91, l’autobus che per 10 euro (se fate anche il ritorno il costo è 16 euro) vi porterà dal Terminal 2 alla gare de Marseille-Saint-Charles, la stazione dei treni di Marsiglia, collegata anche con le due linee metro, gli autobus, i taxi, i tram. (Ah, l’aeroporto di Marsiglia è bellissimo, pulitissimo, spazioso e comodo).

Le metro, come dicevo, sono due: M1 ed M2, entrambe piuttosto degradate e sporchine, soprattutto la M2 nelle zone più periferiche. Se siete germofobici girate al largo e usate i mezzi di superficie, che sono un po’ meglio. O camminate tanto, alla fine con un po’ di moto si arriva nelle zone principali. Noi abbiamo usato spesso la metro ma abbiamo anche camminato a lungo, ed è stato bellissimo.

Non ho trovato Marsiglia più sporca o meno sicura di tante altre grandi città italiane e tra l’altro le cose sono molto cambiate da quando è stata Capitale Europea della Cultura nel 2013. In ogni caso, le raccomandazioni per non incorrere in spiacevoli incidenti sono quelle che valgono per ogni grande città del mondo: evitate le aree periferiche, soprattutto di notte. In metro e sui mezzi pubblici, come tra la folla, occhio a borse, telefoni, portafogli: i borseggiatori sono abili e silenziosi.

Le zone da evitare di Marsiglia, considerate più pericolose per la criminalità, sono quelle nord: il 13°, il 14°, il 15°, e il 16° arrondissement.

Marsiglia: alloggiare al Vieux Port è stata un’ottima idea

Contentissima della scelta fatta, Il quartiere intorno al Vieux Port ve lo consiglio caldamente, è perfetto come base per i vostri spostamenti. A differenza di quanto accade di solito per le aree portuali, il Porto Vecchio di Marsiglia è una zona sicurissima, bella e animata in tutte le ore del giorno e fino a tardi, piena di locali, ristoranti, bar per fare l’aperitivo, negozi di souvenir e a due passi dall’arteria principale della città, La Canebière.

Dal 22 giugno al 14 settembre 2025 Marsiglia è animata da L’Été Marseillais 2025, un festival culturale giunto alla sua sesta edizione che riempie la città di eventi e spettacoli gratuiti e accessibili a tutti: quindi il periodo da me scelto per visitare la città (6-10 agosto) è stato particolarmente felice.

Altri quartieri caratteristici dove dormire:

  1. Le Panier ex quartiere popolare, oggi zona turistica caratterizzata da stradine colorate dai murales, ristoranti, bar e negozi di souvenir.
  2. La Corniche è lontano dal centro, ma è una zona più tranquilla, romantica e con panorami bellissimi, dove si trovano anche molti hotel di lusso.

In ogni caso, ecco un elenco dei quartiere che proprio non dovreste perdervi se siete in visita a Marsiglia.

Una passeggiata al Vieux Port

Una piccola targa, appena fuori dall’uscita della Metro, indica ai turisti che proprio qui, nel Vieux Port, nell’area del mercato del pesce, nel 600 a.C. i Focesi sbarcarono per fondare Massalia, colonia greca che avrà un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’area, diventando di lì a poco una “colonia madre”, cioè fondando a sua volta delle subcolonie, tra cui Athenopolis (Saint-Tropez) e Nikaia (Nizza).

Una passeggiata al Porto Vecchio, quindi, è obbligatoria: qui incontrerete l’anima stessa di Marsiglia, la sua caotica eccentricità, le tantissime culture che si mescolano con accenti e stili diversi.

Cose da fare al Viex Port? Passeggiare sulle quais, le ampie banchine pedonali, respirare l’aria salmastra, visitare il mercato del pesce, fermarsi ad ammirare le tante bancarelle che vendono souvenir di Marsiglia, tra cui il famosissimo sapone e la lavanda, scattare una foto sotto l’Ombrière, la tettoia in acciaio a specchio che riflette chi passa sotto, realizzata dall’architetto Norman Foster, pranzare, cenare o fare l’aperitivo in uno dei tantissimi ristoranti, bar, pub disseminati lungo tutta la passeggiata.

Interessante, la chiesa di san Ferreolo o chiesa degli Agostiniani (in francese Église Saint-Ferréol) costruita alla fine del XV secolo in stile gotico, si dice sulle vestigia di un edificio appartenuto ai Templari, che a Marsiglia avevano stabilito il loro “porto occidentale”.

Se volete sedervi a mangiare qualcosa a pranzo o a cena o per un aperitivo, è perfetto il Cours Honoré-d’Estienne-d’Orves, una piazza pedonale che è un via via di persone, nel cuore degli Arsenaux di Marsiglia, l’ex arsenale non distante dal Vieux-Port. Anche i locali della deliziosa place Thiars sono perfetti per rilassarsi e bere ottimi cocktail.

Davanti all’Hôtel de ville de Marseille, il Municipio, si trova la banchina per prendere il traghetto per visitare, tra le altre cose, lo Château d’If, il castello del Conte di Montecristo o l’Arcipelago du Frioul.

Una passeggiata al Panier

Le Panier, ex quartiere popolare di Marsiglia oggi zona turistica dal sapore mediterraneo, è il più antico tra i quartieri di Marsiglia e si trova alle spalle dell’Hôtel de ville. I suoi vicoli stretti, le scalette, i murales e la street art, i fiori, i panni stesi alle finestre danno a questo quartiere un’aria di delizioso caos creativo.

Da percorrere con lentezza la Montée des Accoules, una ripida salita tutta scale, conosciuta anche come la salita dell’Osservatorio perché pare che in passato ospitasse un osservatorio gesuita. Al termine della salita si trova la Chiesa medievale che dà il nome alla stradina: Notre-Dame-des-Accoules, costruita sulle rovine di un antico tempio dedicato a Minerva.

Da vedere, la Vieille Charité, antico ospedale opera dell’architetto marsigliese Pierre Puget, che nel XVII lo aveva ideato perché vi venissero accolti gli indigenti e i bisognosi: oggi è un centro culturale che ospita mostre, installazioni, eventi e spettacoli.

Una passeggiata per la Joliette

La Joliette si trova al margine del porto autonomo o Gran Porto Marittimo, principale scalo commerciale della città e il più importante della costa mediterranea francese. Zona moderna ed elegante, centro degli affari marsigliesi, la Joliette presenta un fronte del mare (boulevard du littoral) lunghissimo e molto bello, da percorrere godendosi gli spazi immensi e i blu intenso di mare e cielo.

Il boulevard du littoral collega la Torre CMA CGM, il grattacielo alto 143 metri opera dell’architetta Zaha Hadid e sede dell’omonima compagnia marittima francese, alla cattedrale di Santa Maria Maggiore (in francese Cathédrale Sainte-Marie-Majeure o semplicemente La Major) che segna architettonicamente l’inizio del Vieux-Port.

Gli antichi dock, i magazzini portuali risalenti al 1861, sono stati riqualificati e trasformati in un centro commerciale che prende il nome di Les Docks Village. Qui abbiamo visitato il simpaticissimo Musée de l’Anis et de la Provence che è ospitato all’interno della Maison Yellow, che comprende un bar, un ristorante e un concept store dedicato in massima parte all’anice, tipica produzione marsigliese, ma anche alla ceramica, al sapone e altri souvenir prodotti da artigiani e artisti locali, tutti legati dal colore giallo.

La visita al Museo è gratuita e si accede dalla boutique. Noi con la City Pass avevamo diritto a un tour virtuale a bordo della riproduzione di una Citroën Mehari, la tipica auto spiaggina, ovviamente di colore giallo, che ci ha portato in giro per Marsiglia, alla scoperta dei luoghi e dei monumenti iconici e della sua gente. Il museo è virtuale e interattivo e mostra la filiera produttiva dell’anice. Alla fine del percorso, ci è stato anche offerto un cicchetto di degustazione di due tipi di anice diversi.

Foto © Musée de l’Anis – www.maisonyellow.com

Una passeggiata per Castellane

La zona elegante e residenziale di Marsiglia, dove si trova il famosissimo Velodrome, lo stadio dell’Olympique de Marseille, che abbiamo visitato (bellissimo).

Ci siamo tornati nel tentativo (fallito) di recuperare due biglietti per l’amichevole con l’Aston Villa, ma anche non essendo riusciti a vedere la partita, unirsi alla fiumana di tifosi dell’OM è stata un’esperienza pazzesca. Il cuore della tifoseria marsigliese batte potentissimo!

Una passeggiata a Noailles

Noailles è il volto dalla Marsiglia più genuina: quartiere popolare che ospita tante etnie diverse, di cui moltissime di origini africane. A lungo trascurata dalle istituzioni, oggi è una zona che s’industria per ritrovare bellezza e c’è riuscita, qui i marsigliesi vanno al mercato per acquistare prodotti (molte di provenienza orientale) a prezzi stracciati, si fermano a mangiare o a bere qualcosa nei tanti bellissimi locali.

Da vedere assolutamente Cours Julien, definito uno dei quartieri più cool del mondo dalla rivista inglese Time Out, si tratta della zona più bohémien della città.

Una passeggiata lungo la Corniche

La Corniche è la strada panoramica che percorre la costa e permette di ammirare un panorama meraviglioso, fatto di spiagge, insenature, rocce a picco sul mare blu e calette segrete e che porta a uno dei simboli di Marsiglia, Notre-Dame-de-la-Garde, chiamata affettuosamente dai Marsigliesi la Bonne-Mère.

La chiesa sorge a 162 metri d’altezza su una delle colline della città, utilizzata in passato come punto di avvistamento.

Dal sagrato della chiesa si può ammirare il panorama meraviglioso di Marsiglia.

I musei e i monumenti che ho visitato a Marsiglia

Lo Château d’If e il Conte di Montecristo

Durante la mini-crociera che ho fatto ho visitato – ma solo da fuori – il bellissimo Château d’If, fortezza che sorge su un’isola nella rada di Marsiglia, nel cuore del Parco Nazionale dei Calanchi, voluta da Francesco I nel XVI secolo per difendere la città dalle invasioni straniere.

Nel 1580, il Castello è stato trasformato in prigione ed è qui che Dumas ha scelto di collocare il protagonista de Il Conte di Montecristo, Edmond Dantès.

Il Mucem: Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo

Inaugurato nel 2013, il Mucem è opera dell’architetto Rudy Ricciotti che lo ha definito “casbah verticale”, un cubo di 72 metri di lato, che ospita un ricchissimo patrimonio antropologico che racconta la storia delle civiltà mediterranee dall’antichità a oggi.

Spettacolare è il ponte-passerella che collega il Museo al Fort Saint-Jean, ma passeggiata bellissima che unisce l’antica e possente architettura del Forte con quella contemporanea del Mucem, che è ricoperto da una rete di cemento nero che crea un effetto meraviglioso col sole: i riflessi ricordano il mare, è come trovarsi sul fondo dell’oceano.

Le collezioni all’interno sono sia temporanee che permanenti, noi abbiamo visto “Hervé Di Rosa” (fino al 1° settembre 2025), “Amazigh” (fino al 2 novembre 2025) e “Leggere il cielo: sotto le stelle nel Mediterraneo” (fino al 5 gennaio 2026). Ah, con la City Pass è tutto gratuito.

La grotta Cosquer e la Galerie Méditerranée

La grotta Cosquer è uno dei siti preistorici più affascinanti al mondo, si tratta di una grotta sommersa che si trova a 37 metri di profondità e ha la particolarità di conservare graffiti risalenti a circa 30.000 anni fa, molto più antichi di quelli della famosissima grotta di Lascaux.

La grotta deve il nome al suo scopritore, il sommozzatore francese Henri Cosquer, che la individuò nel 1985: percorrendo un lungo corridoio naturale, il sub giunse in un’ampia sala parzialmente allagata, dove scattò alcune foto.

Tornato in superficie, dopo aver sviluppato le foto si rese conto che su una delle pareti c’era l’impronta di una mano. Tornato a visitare la grotta con amici esperti, il gruppo scientifico fece una scoperta sensazionale: centinaia e centinaia di graffiti e disegni ornavano le pareti della grotta, che si estendeva per circa 1.750 m².

Quella che abbiamo visitato, ovviamente, è una riproduzione perfetta della grotta, che giace sotto il livello del mare ed è continuamente minacciata dalle acque. La visita inizia scendendo tramite un montacarichi che simula una gabbia di immersione subacquea e che vi farà raggiungere la base sottomarina. Qui, siamo saliti a bordo di moduli autonomi che percorrono la grotta accompagnati dalla spiegazione attraverso l’audioguida che vi forniranno all’ingresso.

Terminata la visita alla grotta, siamo saliti al piano superiore per visitare la bellissima Galerie Méditerranée, dove viene illustrata la storia e le abitudini degli Homo Sapiens che hanno vissuto nella grotta, e le riproduzioni a grandezza naturale degli animali che popolavano l’area dei Calanchi in epoca preistorica: bisonti, antilopi, foche, pinguini.

Le Musée Regards de Provence

Questo bellissimo museo, nato nel 2013 grazie alla Fondazione Regards de Provence, fondata nel 1997 dai collezionisti Pierre e Michèle Dumon, raccoglie l’arte regionale moderna e contemporanea di Marsiglia e si sviluppa all’interno dell’antica stazione sanitaria del porto di Marsiglia, dove venivano fatte le visite mediche e attuate le misure sanitarie necessarie a evitare epidemie.

Oltre 1000 opere che raccontano quattro secoli di storia culturale di Marsiglia, della Provenza e del Mediterraneo alle quali si uniscono le tante mostre temporanee che la Fondazione organizza ciclicamente.

Il Palais Longchamp e il Museo di Storia Naturale

Il 25 maggio del 1720, una nave proveniente dalla Siria attraccò a Marsiglia col suo carico di tessuti. Purtroppo, la Grand-Saint-Antoine trasportava anche i bacilli della peste che in poco tempo invase la città causando solo a Marsiglia 40.000 vittime.

La causa del rapido diffondersi dell’epidemia era da ricercare nelle norme d’igiene insufficienti e nella mancanza d’acqua in città. L’esperienza devastante della peste fece nascere una nuova consapevolezza: bisognava costruire un canale che trasportasse acqua fin nel centro cittadino.

Così, i lavori iniziarono e quando nel 1869 l’acqua finalmente giunse in città, si decide si celebrare questo momento con la costruzione di uno splendido palazzo – che in realtà non è affatto un palazzo, ma un monumento – il cui progetto fu affidato all’architetto autore di Notre-Dame de la Garde, la chiesa che sovrasta la città.

Palais Longchamp accoglie i suoi visitatori con la splendida, maestosa fontana, un bellissimo parco con cascate, fontane, stagni e perfino uno zoo e due musei: quello delle Belle Arti e quello di Storia Naturale, entrambi gratuiti. Noi non abbiamo girato molto perché il caldo era torrido, ma abbiamo visitato il bellissimo Museo di Storia Naturale e ne è valsa davvero la pena.

Ma sapete che il mare di Marsiglia è bellissimo?

Quando abbiamo deciso di andare a Marsiglia, non sapevamo che avremmo poi fatto uno dei bagni più belli della stagione. Le acque nei dintorni della città sono cristalline e bellissime e se, come noi, prenotate un giro in barca di mezza giornata nello splendore delle Calanques, non ve ne pentirete.

Le Calanques sono un susseguirsi lungo circa venti chilometri di strette insenature rocciose e calette paradisiache tra Marsiglia e Cassis.

Noi abbiamo utilizzato l’app Get Your Guide con cui mi sono trovata benissimo (e che potete usare un po’ ovunque, in Italia e all’estero).

Il tour in barca è durato quattro ore, dalla mattina fino a ora di pranzo e comprendeva un ottimo e ricco aperitivo, il tour delle isole, la sosta per fare il bagno in una delle splendide calette, con set per lo snorkeling, stand up paddle e acquascooter.

A Marsiglia ho mangiato benissimo

Concludo questo breve report sul nostro weekend lungo a Marsiglia dicendo che abbiamo mangiato benissimo: mi sono abboffata di croque-monsieur (una delle mie cose preferite al mondo, fin da quando l’ho assaggiato la prima volta a Parigi), di planche mixte, il tagliere di salumi e formaggi (ovviamente i formaggi francesi sono deliziosi), di dolci fantastici che si trovano un po’ in tutte le buonissime pâtisserie disseminate in città, fra cui la tarte au citron, che è una prelibatezza.

Per l’aperitivo, in giro ci sono bar e locali a perdita d’occhio che fanno ottimi cocktail e tapas, i vini sono ovviamente fantastici un po’ ovunque, anche quelli della casa. Infine, nei pub ho mangiato hamburger ottimi, la carne è davvero buona.

Non ho assaggiato la famosa bouillabaisse che è la zuppa di pesce tipica della Provenza e di Marsiglia, ma non era un piatto che m’ispirava con i 30 gradi fissi di inizio agosto ma magari voi provateci.

Spero di avervi incuriosito, andate a visitare Marsiglia, è una città piena di bellezza!

Autore

  • Angelica Elisa Moranelli

    Scrivo, leggo, mi lamento.
    Autrice delle serie: Armonia di Pietragrigia, Judi Ghost, La Clessidra d'oro (self), Hated, gli occhi del demone (HomoScrivens) e Dafne & l'Amore (PAV Edizioni).
    Sono anche su Instagram (profilo autrice: @i_libri_di_Angelica e personale: @angelicaelisamoranelli)

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