Recensione di Misteriosa, Olga di Carta 3 – Elisabetta Gnone

Buongiorno lettori!

Finalmente ritorno alla vita (e al blog) con la recensione di Misteriosa, Olga di Carta 3, il terzo volume della serie edita Salani sul potere delle storie, scritta da Elisabetta Gnone, l’autrice di Fairy Oak.

Fairy Oak è una saga che io ho amato particolarmente, potete leggere le recensioni della saga qui di seguito:

Recensione Fairy Oak, trilogia originale
Recensione I Quattro Misteri di Fairy Oak, tetralogia sequel

Ma andiamo al dunque, perché è ora di leggere la mia recensione di Misteriosa, Olga di Carta 3!

Misteriosa, Olga di Carta

Titolo: Misteriosa
Autore: Elisabetta Gnone
Serie: Olga di Carta, volume 3
Data di pubblicazione: 29 ottobre 2018
Pagine: 180
Prezzo: 12.66 €
Link d’acquisto: Cartaceo

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Misteriosa, Olga di CartaMisteriosa, Olga di Carta 3 è un romanzo che si allontana un po’ dai precedenti due, pur essendone la naturale continuazione: Elisabetta Gnone racconta, stavolta, una storia dal ritmo volutamente meno dinamico e dall’atmosfera onirica e intima.

È questa una storia che l’autrice racconta più agli adulti che ai bambini e, soprattuto, a una categoria fondamentale di adulti: gli insegnanti.

Anche questo volume è strutturato, come i precedenti, su due livelli narrativi: la storia di Olga, Mimma, Bruco e del bizzarro e simpatico paesino di Balicò e quella narrata da Olga, che questa volta racconta di quadri magici e coloratissimi nei quali tuffarsi per sfuggire alla realtà.

Manca l’atmosfera picaresca del “Viaggio straordinario”, in cui Olga di Carta viaggiava alla ricerca di se stessa e imparava che essere diversi vuol dire anche essere unici al mondo.

Non c’è il ritmo scanzonato delle storie con protagonista Jum, il simpatico mostriciattolo fatto di buio che si nutre di dolore e paura.

In questo terzo volume, Elisabetta Gnone decide di scrivere non solo per i bambini, ma anche per gli adulti, un compito davvero difficile.

Questa è una storia meno dinamica, certo, ma più profonda, direi intima, delle altre due.

Olga, Bruco, Mimma (e la sua amica Mirina, che viene dalla città e della vita di campagna non sa nulla) si ritroveranno bloccati, a causa di una tormenta, e lì, la capacità di Olga di raccontare e rassicurare salverà nuovamente la situazione.

La storia che stavolta Olga racconta ha per protagonista una bambina, Misteriosa, in grado di viaggiare tra realtà e fantasia: Misteriosa può tuffarsi nei quadri e nelle immagini di un libro e “navigare” fra mille colori e storie diverse.

I suoi genitori lo sanno, anche se non approvano: è bizzarro, per non dire assurdo, che una bambina sparisca per ore in una storia, no? Senza contare che gli abiti di Misteriosa, ogni volta che torna, le stanno sempre enormi!

Metafora meravigliosa di ciò che provano tantissimi piccoli “navigatori fantastici”.

Sono stata anche io una piccola Misteriosa, con una fantasia enorme, che adorava immergersi nei libri, che aveva spesso la testa fra le nuvole e preferiva decisamente la fantasia alla realtà.

I miei compagni di classe non comprendevano come potessi preferire i libri ai giocattoli o ai vestiti o alle uscite, e gli adulti che mi guardavano con preoccupazione, perché ero quel che si poteva definire, una bambina “stramba”.

Ho imparato col tempo a non sentirmi così.

Ma ho imparato anche che era sbagliato e pericoloso rifiutare la realtà per la fantasia, che l’amore per i libri non doveva impedirmi di avere degli amici, uscire, fare esperienze reali.

Dovevo solo trovare le persone giuste con cui uscire, vivere la vita e sentirmi a mio agio, nella mia “stranezza”.

Misteriosa, Olga di Carta 3 è una storia, bellissima, dolce, intima, che insegna appunto questo: la fantasia è fondamentale, la realtà non dev’essere dimenticata.

Tornare alla realtà è sempre stato fondamentale.

Devono capirlo i bambini: di ogni storia in cui entri, devi anche conoscerne l’uscita.

Devono capirlo gli adulti: realtà e fantasia non sono in contrapposizione, lì dove i confini della realtà sfumano nel sogno, ecco che inizia la fantasia, necessaria a diventare persone migliori.

Per diventare splendidi adulti, occorre restare un po’ bambini.

In Misteriosa, Olga di Carta 3 Elisabetta Gnone prende la Teoria del Fanciullino di Pascoli la mescola con Mary Poppins e tira fuori una storia dolcissima che non solo i bambini ma, come dicevo all’inizio, soprattutto gli adulti (e in particolare gli insegnanti) dovrebbero leggere.

L’autrice è stata in grado di tuffarsi nella mente dei bambini, uscirne e visitare anche quella degli adulti, scoprirne i bisogni e le paure, e gettarli sul tavolo, visibili, come carte di un mazzo.

Quante volte li mettiamo davanti alla realtà senza averli prima preparati, senza esserci prima assicurati che abbiano i mezzi, gli strumenti per comprenderla.

L’idea tutta adulta che un bambino “debba crescere” (fai il grande!, Sei grande ormai per queste cose!, Devi imparare ad affrontare il mondo!) è il più delle volte sbagliata.

Piuttosto, dice con la sua storia, Elisabetta Gnone, impegniamoci da adulti e soprattutto insegnanti (e nella categoria dei prof ci sono ormai, da un po’, anche io) a comprendere i ragazzi, a non spaventarli con la necessità di crescere, impariamo a usare la fantasia anche noi, accettiamo la vita con la stessa semplicità con cui la accettano i bambini.

Accettiamo le presunte “diversità”, i diversi tipi di amore, proprio come fanno i bambini: un tema solo sfiorato da Elisabetta Gnone, ma una carezza che ha un valore immenso, proprio per la naturalezza con cui è affrontato l’argomento, un segnale importantissimo, un abbraccio a tutti i bambini ma soprattutto a quelli, che in queste parole, si riconosceranno.

E mai, mai, ci fu altro da spiegare.

Ricordiamoci, infine, dei tempi in cui una storia aveva il meraviglioso potere di proteggerci e torniamo a sfruttare quel potere, per far sentire al sicuro tutti i bambini del mondo.

Alla fine di questo romanzo, posso dire di essere grata a Elisabetta Gnone e alla sua capacità di far sentire i suoi lettori, bambini e non, al sicuro, compresi, parte di questo bellissimo e colorato mondo in cui viviamo.

 

 

 

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La ricetta delle polpette di riso calabresi!

Ok, sì, non scrivo molto di cucina, anche se in passato qualche post l’ho pubblicato. Ma è arrivato il momento di far rifiorire la rubrica “The Queen Puppet Cooks” con questa la ricetta delle polpette di riso calabresi, che viene direttamente dalla tradizione più antica della mia amata Calabria e che mi ha passato mia madre (l’Eminenza Grigia di questa rubrica) qualche giorno fa.

Ah, la ricetta delle polpette di riso calabresi mi è stata anche richiesta qualche giorno fa sulla pagina We love San Donato di Ninea (la pagina fa dedicata al paesino dei miei nonni e dei miei genitori, di cui ho parlato anche in questo post un po’ strappalacrime).

Ma passiamo alla ricetta delle polpette di riso calabresi, signore & signori!

polpette di riso calabresi

Ingredienti

500 g di riso a chicchi piccoli-tondi
5 uova intere
200 g di pecorino grattuggiato
prezzemolo tritato
pepe

Preparazione

Scaldare il riso salandolo, scolarlo e farlo raffreddare. Da freddo, condirlo con il pecorino, il prezzemolo, il pepe e le uova sbattute.
Aggiungere 4 cucchiai di acqua fredda e mettere in frigo.
Il giorno dopo, dare forma alle polpette di riso calabresi avendo cura di bagnare le mani con acqua fredda, prima. Mettere un po’ le polpette in congelatore e friggerle in olio caldo fino a doratura.

Quale libro abbinare?

E ora, siccome di solito nella mia rubrica Libri & Ricette a una ricetta abbino qualcosa da leggere, ho deciso di abbinare alle polpette di riso un libro come amo moltissimo: Chiedi alla polvere di John Fante. Perché? Perché Arturo Bandini, il protagonista, ha origini italiane, è legato alla sua famiglia in uno strano nodo fatto di amore e odio, rifiuta il passato ma vi torna costantemente, perché la terra chiama e il sangue pure e… leggetelo, leggete Chiedi alla polvere e mangiate queste piccole delizie che vengo dalla mia amata Calabria.

Fatemi sapere se questa rubrica vi piace e se vorreste altre ricette (della Calabria o meno) da abbinare ad altrettanti libri!

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Scrivere Armonia di Pietragrigia mi ha salvato!

Armonia di Pietragrigia

Armonia di PietragrigiaQuesto è un post molto personale, come credo si evinca dal titolo.

Armonia di Pietragrigia è la saga fantasy che ho iniziato a scrivere nel 2003, ossia QUINDICI anni fa, ossia una vita fa. Facevo l’università quando mi venne l’idea di una ragazzina che trovava per caso il passaggio per un mondo fantastico chiamato Flavoria.

Clicca qui se vuoi leggere il primo capitolo di Armonia di Pietragrigia – La Compagnia della Triste Ventura gratuitamente? ]

L’influenza di Harry Potter è stata fortissima, avevo visto per la prima volta il film “La pietra filosofale” al cinema, nel 2001, poi avevo comprato i libri e da lì, un amore eterno che dura ancora oggi, più forte che mai.

Ma la storia di come ho scritto questa serie è più complessa di così. Era un periodo difficile, per me.

Ho sempre avuto la tendenza alla tristezza, fin da piccola: certo, è una tendenza del tutto in antitesi con quello che traspare abitualmente. Rido, mi piace stare con gli altri… eppure. Eppure, ognuno ha le sue zone d’ombra e le mie erano davvero profonde e scure, a quei tempi.

Non ero felice, non ero soddisfatta, non avevo il controllo delle mie emozioni, mi sentivo colpevole per cose di cui, forse, non avevo colpa. Passavo dall’odio per me stessa all’odio per gli altri. Non capivo. Non sapevo.

Adesso è sola, in un luogo pieno di ombre e di antichi dolori.
La Leggenda della Spada-Smeraldo, Armonia di Pietragrigia volume 5

C’è una cosa che amo delle storie per ragazzi e in generale nel fantasy: il buio esiste, le cose cattive ci sono, ma  in quelle storie, quasi sempre, il buio viene sconfitto. E di solito a sconfiggerlo sono le persone che sembrano meno adatte a quello scopo. Un Hobbit è l’unica creatura in grado di distruggere l’Unico Anello. Un ragazzino mezzosangue e con gli occhiali cresciuto fra Babbani sconfigge il Signore Oscuro.

Una persona davvero coraggiosa, fa ogni giorno i conti con le sue debolezze. Nulla è facile per chi è davvero buono.
La Compagnia della Triste Ventura – Armonia di Pietragrigia volume 1

Armonia di Pietragrigia

C’è speranza in tutto questo, no?

Così, nel buio che mi affliggeva in quel momento, è spuntata fuori questa ragazzina sola, piena di rabbia e poteri inespressi, una ragazzina che si sente diversa, che a volte odia tutti, a volte solo se stessa, ma che prova, con tutte le sue forze, a trovare il suo posto nel mondo.

Così, è nata Armonia di Pietragrigia. E scrivendo di Armonia di Pietragrigia e del suo buio, anche io ho imparato ad affrontare quelle zone d’ombra di cui è costellata la vita.

Non essere triste troppo a lungo o le cose migliori ti sfuggiranno.
I ribelli di Almamara, Armonia di Pietragrigia volume 2

Scrivere è meraviglioso anche per questo: hai una vita, sulla carta, che puoi controllare (più o meno). Quando commettevo qualche errore nella vita reale, ci ragionavo su e ne tiravo fuori una storia, un sentimento da far provare ai miei personaggi e poi ne scrivevo la soluzione. E quella soluzione, a volte, mi aiutava nella vita reale.

Insomma: come salvarvi la testa senza andare dallo psichiatra!

La scrittura di Armonia di Pietragrigia, la saga in cinque volumi che si è appena conclusa, ha richiesto molta fatica e molto lavoro: scrivere una serie così lunga mi ha tolto energie per scrivere altro, ma sono felice, alla fine, di esserci riuscita. Lo dovevo ai personaggi che mi hanno tenuto compagnia in questi anni. Lo dovevo alla piccola Armonia di Pietragrigia, che mi ha trovato quando il momento era più giusto.

Armonia ha 14 anni, non ha amici, né molte speranze per il suo futuro, si sente perennemente fuori posto, tranne che a Villa Vento, l’antica casa infestata dove vive coi suoi tutori, Milo e Stella.
Esiste un luogo, però, dove Armonia è conosciuta come la Fanciulla-Guerriero, è amata e rispettata e dove ci sono magia e avventure in ogni angolo.
Quella terra magica si chiama Flavoria e sta aspettando con ansia il ritorno della sua eroina.

Cinque volumi.
Una compagnia di amici.
Antiche maledizioni e oscure magie.
E, sopra ogni cosa, l’Amore.

Le forze dell’Imperatore-Fantasma si stanno risvegliando:
Flavoria ti aspetta.

Se vi va di curiosare, questa è la pagina che ho dedicato alla mia saga, dove trovate citazioni e curiosità!

Ecco invece i volumi della saga disponibili su Amazon:





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Halloween 2018: libri, leggende e cose spaventose

Halloween

Chi di voi festeggerà Halloween 2018?

Io ho già decorato casa con zucche, teschi e scheletri! Chi mi conosce sa che amo moltissimo questo periodo dell’anno, ed ecco perché nel tempo ho scritto diversi post a tema. Oggi, voglio darvi delle idee per Halloween 2018: libri, curiosità, leggende, serie tv, luoghi!

Questo, in altre parole, è un post che raccoglie tutti i miei articoli sull’argomento Halloween 2018! Ce n’è per tutti i gusti: godetevi tutte le mie idee per Halloween 2018!

the queen puppet

Halloween (ma in generale tutte le festività pagane) ha sempre esercitato su di me un fascino incredibile, soprattutto perché non è affatto vero – o è vero solo in parte – che le sue radici vadano a collocarsi in un mondo culturalmente distante da noi. Esiste una tradizione di zucche svuotate e lunghe notti di fantasmi e streghe anche qui da noi, soprattutto nel Sud Italia, come sto per dimostrarvi con questa mini-guida ai luoghi italiani in cui Halloween è una tradizione ben radicata e antichissima!

Halloween è una festa americana? Mini guida dei luoghi d’Italia dove si festeggia Halloween

halloween

Ripose la pistola nel cassetto della scrivania e chiuse il cassetto. No, non così. Così Louise non avrebbe sofferto. Sarebbe morta senza soffrire e sarebbe tutto finito. Era invece importante che questa cosa, soprattutto, durasse. Occorreva fantasia per farla durare. Come prolungare la sofferenza? E, prima di tutto, come crearla?

Sapete da quale libro è tratta questa citazione? Da un libro perfetto da leggere in questo Halloween 2018! Scoprite di quale storia si tratta e leggete gli altri incipit che ho scelto per voi!

#Lunedincipit: tre incipit per Halloween

Vi sono piaciuti? Bene, perché ne ho altri:

Incipit di tre libri per Halloween

halloween 2018

Non ne avete abbastanza, lo so, quindi per creare un’adeguata atmosfera spaventosa per questo Halloween 2018, vi porto nei luoghi più spaventosi del mondo: dall’isola delle bambole messicana, alla Cappella Sansevero di Napoli… lasciatevi terrorizzare!

I dieci posti più spaventosi del mondo

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Contro la gerarchia e il dominio (Meltemi)

Contro la gerarchia e il dominioCosa vuol dire essere contro la gerarchia e il dominio?

Si parla spesso, soprattutto di questi tempi, di Potere: i conflitti nel mondo aumentano e non riguardano solo la  vecchia contrapposizione fra Occidente e Oriente, Nord e Sud. I conflitti caratterizzano anche la nostra società, nelle sue componenti basilari.

Questo breve ma incisivo saggio, Contro la gerarchia e il dominio di Andrea Staid, edito Meltemi, è una riflessione illuminante sul potere, l’economia e il debito nelle “società senza stato” (le cosiddette società primitive) e anche nella nostra società.

Andrea Staid è docente di Antropologia culturale e visuale presso la Naba e dirige la collana Biblioteca Antropologica” per Meltemi, una casa editrice che si occupa da anni di temi sociali, antropologici, storici.

Il potere nelle società primitive

Il potere politico è universale […] e si realizza in due modi: potere coercitivo e potere non coercitivo. | Contro la gerarchia e il dominio

La nostra società è caratterizzata dal potere coercitivo, che crea contrapposizioni tra detentori del potere e assoggettati a questo potere e dunque conflitti fra dominati e dominanti.

La realtà, invece, delle “società senza stato” è ben diversa: il potere esiste anche lì, ma dipende dal consenso del gruppo, ogni capo è interessato a farsi benvolere.

Questo è un tipo di potere non coercitivo, privo del concetto di superiorità/inferiorità, quindi di quella gerarchia rigida che caratterizza il nostro corpo sociale.

Economia nelle società primitive. Le società contro il lavoro

Nella società occidentale […] uno dei campi dove si manifesta  in modo chiaro il potere coercitivo (comando-obbedienza) è proprio il campo del lavoro salariato. | Contro la gerarchia e il dominio

L’idea di accumulare un surplus, di avere più degli altri, di monetizzare, arricchirsi è tutta occidentale: nelle società primitive si produce ciò di cui si ha bisogno, il surplus non viene neanche considerato. In queste società non si vive per produrre, ma si produce per vivere.

La mutazione del debito

Il debito nelle società senza Stato è un contratto tra il capo e la sua tribù. | Contro la gerarchia e il dominio

Il che vuol dire che il capo, gratificato dal comando concessogli dalla sua tribù, ha verso la sua gente “un debito”, ragion per cui dovrà sempre “donare” alla società. Ha, infatti, un obbligo di generosità verso di essa.

Quando i capi sono in debito con la società, questa resta indivisa, quando la società s’indebita coi capi si produce la scissione in dominati e dominanti. | Contro la gerarchia e il dominio

Contro la gerarchia e il dominio

Questo è solo un breve assaggio dei concetti espressi in Contro la gerarchia e il dominio, ma già da questi pochi cenni si possono ricavare diversi spunti di riflessione.

1. cosa accadrebbe alla nostra società se cominciassimo a “ripensarla” guardando a queste realtà più piccole, più semplici, ma probabilmente meglio funzionanti della nostra?

2. È possibile rivedere i concetti di potere, lavoro, debito nella nostra società capitalistica?

Andrea Staid non dà risposte certe, ovviamente, neanche la più esatta delle scienze ne ha, ma fornisce interessanti domande e altrettante risposte, e lo fa utilizzando un linguaggio chiaro, accessibile a tutti, anche ai non addetti ai lavori.

Se cercate un modo per capire meglio la nostra società, il futuro verso cui corriamo e i modi per evitare il disastro, questo è il libro per voi.

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